Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2010 alle ore 20:08.
Gentile Direttore Le scrivo per esprimerle lo stupore, ma subito dopo, la profonda indignazione mia personale e di tutti gli insegnanti di educazione fisica per gli articoli di Ichino e Garanzini apparsi sul suo giornale il 25 luglio 2010. Le tesi e le considerazioni di tali signori, che penso da Lei non condivise, gettano un forte discredito sull'educazione fisica e gli insegnanti, dichiarandone di fatto l'inutilità. A 150 anni dall'obbligatorietà della disciplina nella scuola italiana, le tesi privatistiche del sig Ichino contrastano fortemente con le politiche dei vari Stati europei e con le ultime raccomandazioni della stessa Comunità europea che sollecita gli stati membri ad estendere tale obbligo agli studenti di tutti gli ordini di scuola (quindi anche primaria ed infanzia) e per un minimo di 3 ore settimanali proprio in considerazione del grande valore educativo, sociale e salutistico della disciplina. Certo non si può auspicare che chi scrive sappia tutto di tutto, ma sicuramente i cittadini che leggono il vostro giornale hanno il diritto di pretendere che chi vi scrive abbia il dovere di informarsi meglio prima di riempire il loro foglio con parole in libertà! A meno che il sig Ichino non sia intervenuto quale membro del Comitato Tecnico Scientifico presso il Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali del Ministero della Pubblica Istruzione, con il compito di disegnare il Sistema Nazionale di Valutazione delle Scuole e degli Insegnanti, nel qual caso la proposta disegnerebbe una intenzionalità o una strategia dalle fosche prospettive. In ogni caso sappia il sig Ichino e quelli che la pensassero come lui, che gli insegnanti di educazione fisica sono si pronti al confronto scientifico e culturale sulla disciplina, ma anche alla iniziativa e alla lotta per mantenere obbligatoria l'educazione fisica nella scuola e nella società italiana. In attesa di chiarimenti le chiediamo a parziale "riduzione del danno", la messa a disposizione nel suo giornale di uguale spazio a favore dell'educazione fisica pubblicando le lettere di protesta e proposta degli insegnanti della disciplina.
"Non c'è educazione senza educazione fisica". Cordiali saluti Flavio Cucco Presidente Capdi & LSM (Confederazione associazioni diplomati Isef e laureati in scienze motorie) newscapdi@libero.it Venezia-Mestre 26 luglio 2010
Sono un laureato in scienze motorie, ex atleta sia a livello scolastico che federale. L'educazione fisica merita un posto di primo piano per la formazione completa della persona. L'educazione del corpo al movimento è una emergenza sanitaria vista la tendenza all'obesità e alla malattia ipocinetica. La verità è che in Italia si tende a sottovalutarla poichè negli anni si sono consolidati interessi soprattutto da parte del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive che vorrebbero inserire nelle scuole i loro istruttori formati in corsetti veloci e poco professionalizzanti. Un esempio il Progetto di Alfabetizzazione Motoria promosso dal Miur insieme al C.O.N.I. che ha permesso di cimentarsi nell'insegnamento alcuni laureati in scienze motorie e diplomati ISEF, si è lasciata però la piena discrezionalità ai direttori che hanno potuto scegliere indipendentemente dal possesso di abilitazione, di fatto costringendo i designati a sottoscrivere un contratto sottopagato e senza contributi. Se è questo lo scenario che si vuole estendere nella scuola dal privato dove chiunque ancora oggi può essercitare la professione. Allora spiegatemi il motivo della sussistenza dei corsi di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive. Vorrei una educazione fisica per tutti e non una blanda educazione sportiva privata per i soli fortunati che possono pagare una quota d'iscrizione. La scuola è di tutti, e l'educazione motoria e sportiva è un diritto che tutti possono avere attraverso la scuola pubblica. Lino Morea
salve, sono un insegnante di educazione motoria nelle scuole elementari ( quindi senza alcun contratto statale bensì con contratti di collaborazione elergiti dalla provincia pari a 3500 € annue x svolgere educazione al movimento presso i plessi elementari della provincia di Rimini ) e lavoro al pomeriggio presso associazioni sportive ho letto con interesse la lettera di Andrea Ichino e la condivido solo in parte. LA PARTE CHE NON CONDIVIDO E' L'ABOLIZIONE DELL'EDUCAZIONE FISICA A FAVORE DI ASSOCIAZIONI PRIVATE: FORSE IL SIGNOR ICHINO NON HA BEN PRESENTE LA REALTA' SPORTIVA ITALIANA PRIVATA!!! TUTTI I PROBLEMI DI DOPING, DI EMARGINAZIONE SPORTIVA ( E QUINDI SOCIALE ), DI SCARSA PRATICA SPORTIVA AMATORIALE E SOPRATTUTTO DI OBESITA' ( CHE IO HO BEN PRESENTE LAVORANDO NELLE SCUOLE !!! ) NASCONO DALLE POLISPORTIVE O ASSOCIAZIONI PRIVATE: SE IL SIGNORE SUDDETTO FACESSE UN GIRO FRA I VARI CAMPETTI DI PROVINCIA VEDE COME IL RAGAZZOTTO CICCIOTTELLO O POCO "AGONISTA " O POCO " DOTATO" VENGA INESORABILMENTE MESSO DA PARTE ..... PER NON PARLARE DEL CICLISMO GIOVANILE DOVE L'ESASPERAZIONE ( SONO UN APPASSIONATO PRATICANTE ) NASCE GIA' A 12 ANNI : KM E KM. DI BICI, DIETA E SE SEI "GRASSO" VIENI SCARTATO E SOPRATTUTTO ADDITATO.... NEL PRIVATO SI VA AVANTI GRAZIE A SPONSOR, CHE SONO GENITORI DI BAMBINI CHE PARTECIPANO AI CORSI OPPURE PRIVATI APPASSIONATI: GLI SPONSOR VOGLIONO RISULTATI, IL CONI FINANZIA CHI HA RISULTATI DI RILIEVO E COSI' VIA.... COME FAI A FARE RISULTATI SE NON TUTELI LA QUALITA' INVECE CHE LA QUANTITA'??? non sono esempi e' la realta' : sono aperto a discussioni e dibattiti riguardo a ciò ( la mail mia è lisottid@libero.it ) sono d'accordo invece sul discorso che a scuola come è tutt'oggi organizzata l'educazione fisica sia in parte uno spreco: INSEGNANTI DEMOTIVATI, CHE GIRANO L'ITALIA PER ANNI IN SITUAZIONE DI PRECARIATO E PERCIO' ARRIVANO ALLA DOCENZA STABILE DEMOTIVATI / STANCHI .... 1) L'ATTIVITà MOTORIA DEVE ESSERE PRESENTE IN TUTTI I CICLI SCOLASTICI PARTENDO DALLE ELEMENTARI ( QUESTA E' LA FASE A DETTA DI TUTTI PIU' IMPORTANTE 2) OGNI INSEGNANTE DEVE COMPILARE UNA SCHEDA TRIMESTRALE RIGUARDO ALLA SALUTE FISICA DEL BAMBINO / RAGAZZO : PESO - ALTEZZA / CAPACITA' CONDIZIONALI / ECC. 3) OGNI INSEGNANTE DEVE STABILIRE UN CONTATTO CON TUTTE LE SOCIETA' SPORTIVE DELLA ZONA CON INTERVENTI ( ALMENO 4/5/6 IN MODO TALE DA AVVICINARE I RAGAZZI ALLE VARIE DISCIPLINE SPORTIVE 4) CONTATTO CON LA NATURA : INVECE DELLA SOLITA EDUCAZIONE FISICA FATTA DI PALLA E BASTA PORTAIAMO I RAGAZZI CON UN PULMINO A FARE ( ALMENO NEI 4/5 MESI DI BELLA STAGIONE !!! ) A FARE PASSEGGIATE - PERCORSI IN BICI - ESCURSIONI DOVE L'ATTIVITA' MOTORIA NON SIGNIFICA AGONISMO IO - CONTRO TE MA SIGNIFICA CONTATTO CON LA NATURA CON IL MIO CORPO - MOVIMENTO FINE A SE STESSO - PIACERE DI MUOVERMI RAGIONIAMO : 20 ANNI FA TUTTE QUESTE SOCIETA' SPORTIVE NON C'ERANO EPPURE I BAMBINI SONO ORA SEMPRE PIU' OBESI - PROBLEMATICI ED SOLI COME MAI???? LA RAGIONE E' CHE LO SPORT NON E' PIU' MOVIMENTO MA E' SCHEMI / TECNICHE / CONFRONTO ESASPERATO E BASTA SONO APERTO AL CONFRONTO/ DIBATTITO DANIELE LISOTTI
OGGETTO: Risposta al Sig. Andrea Ichino Buon giorno mi chiamo Paolo Artico sono il preparatore atletico dell' UDINESE calcio e il Preparatore atletico del Comitato Veneto per lo sci alpino. Vorrei poter rispondere in maniera cortese al Sig. Ichino che non si rende conto di alcune cose: l'attività motoria di base andrebbe inserita obbligatoriamente negli asili con almeno 2-3ore a settimana con diplomati Isef o laureati in scienze motorie l'attività motoria di base o ed fisica o ginnastica come la chiama lui ..andrebbe inserita nella scuola elementare almeno 3-4ore a settimana e non fatta insegnare dalle maestre ma con diplomati Isef o laureati in scienze motorie l'ed fisica o scienze movimento e sport andrebbe potenziata e non tolta nelle scuole medie con almeno 3-4ore a settimana e questo perché la maggior parte degli allievi non svolge attività motoria e non va nemmeno al pomeriggio in quanto nelle varie federazioni c'è presto una selezione e rimangono solo i bravi… Il problema grosso che non si rende conto il Sig. Ichino è che i nostri bambini o ragazzi che diventeranno non conoscono il loro corpo in movimento fino agli 11anni perche solo alle medie l'ed fisica viene svolta regolarmente e quindi sono dei mini impiegati che vanno a scuola dalle 8.30-12.30 con 2-3rientri a settimana… Come ultima cosa vorrei ricordare che l'attività del gioco e i processi di socializzazione che ne conseguono hanno una valenza importante tali da non essere trascurati nell'infanzia proprio per il miglioramento del carattere, per saper stare nel gruppo, per imparare a condividere le cose insieme. L a prego di riflettere su questo In fede Paolo Artico
Salve Sig. Ichino, sono un Insegnante di Scienze motorie e sportive della provincia di Taranto; ho letto con grande attenzione il suo articolo e devo che dire che sono dispiaciuto dalla sua idea di educazione fisica. E' vero, ci mancano le palestre; ma sa cosa è costretto a fare un insegnante per avere la palestra dell'Amministrazione provinciale per un anno? Uno spazio proprio per poter far muovere i suoi alunni al coperto? Se l' è mai domandato Sig. Ichino? L'ultima legge a favore dell' educazione fisica è del 1958 che il lungimirante e compianto Aldo MORO firmò. Per ciò che riguarda l'edilizia scolastica, siamo ancora fermi al Fascismo! Si ricorda Sig. Ichino?! Con queste parole voglio dire che il nostro sistema Italia è fermo ! Fermo intellettualmente. Sappiamo proporre solo soluzioni radicali come Lei ha fatto, da un' autorevole giornale, vestendo i panni di autoritario (dico bene, autoritario) statista e risolutore immediato e radicale di problemi. L'Italia figura sempre agli ultimi posti in numerosi campi, grazie a lei vanteremo anche questo risultato: "TOGLIERE L'EDUCAZIONE FISICA DAL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO". Sa che in alcuni Paesi europei gli alunni delle scuole medie frequentano le classi sport, dove si praticano fino a 12 ore settimanali di educazione fisica e sportiva? In alcuni Paesi del Nord Europa e dell'Est gli insegnanti di educazione fisica più facilmente di altri docenti vengono chiamati dal ministero dell'Istruzione a svolgere il ruolo di dirigenti scolastici. Perché tutto ciò da noi non avviene? Perché nel nostro paese non si pensa a finaziare palestre scolastiche, edifici scolastici idonei ad accogliere gli alunni (i nostri figli). Perché non pensiamo ad un sistema scuola migliorabile; anche Lei potrebbe farlo Sig. Ichino; dicendo e facendo riferimento al fatto che nonostante tutto paghiamo un servizio che seppur decadente come l'educazione fisica viene svolto da tanti docenti con la D maiuscola, che si prendono la responsabilità di accompagnare gli alunni ogni mattina dalla scuola alla palestra e ritorno; non è forse un merito questo? Docenti di educazione fisica che sono costretti a comprare i palloni per le varie attività( questo è merito oppure no Sig. Ichino? ) Si rivolga la domanda in maniera diversa, oppure la faccia a chi di dovere, ma su come potrebbe migliorare la fruizione di tale disciplina. Noi italiani siamo sempre stati bravi a parlare Sig. Ichino. FACCIAMO I FATTI, SAREBBE PROPRIO ORA! FIRMATO UN MISSIONARIO DELL' EDUCAZIONE FISICA Dott. Prof. Fabrizio LANZILLOTTA
Egregio Direttore, sinceramente indignato ed esterrefatto, leggo le argomentazioni di Andrea ICHINO sul Suo giornale del 25/ u.s. , mi convinco definitivamente della validità del detto " al peggio non c'è mai fine ". L'estensore parla di "ginnastica" quando è ormai risaputo da tutti che, da oltre cinquanta anni, nelle Scuole di I e II grado della Repubblica Italiana si insegna l' EDUCAZIONE FISICA, una materia che, al pari delle altre e con uguale dignità, è altamente formativa, come ampiamente riconosciuto da studiosi e luminari di tutto il mondo. Nel momento in cui l'Europa rimprovera la Scuola Italiana di dedicare poche ore curriculari (2) di Educazione fisica agli alunni e alle alunne e auspica un allineamento alle conquiste raggiunte in merito da Paesi evoluti come Francia, Inghilterra, Germnania ecc., dobbiamo assistere all'insorgere del nuovo "Savonarola - l' Ichino scontento", che chiede la soppressione di un insegnamento fondamentale, trasversale a tutte le altre Educazioni e, perciò stesso insopprimibile perchè riesce a conciliare e sollecitare lo sviluppo armonico del Corpo e della Mente secondo i personali ritmi di crescita di ciascuno: "move your body, stretch your mind", come dicono gli anglosassoni, che non sono certo marziani catapultati sulla Terra per insegnare cose ovvie, Non mi interessano i trascorsi culturali nè quelli formativi del sig. Ichino, ma penso che allo stesso dovrebbe essere insegnato un concetto fondamentale che gli sfugge: l'Educazione fisica è momento di aggregazione sociale, specialmente durante le attività extracurriculari svolte di pomeriggio nella maggior parte delle Scuole Italiane e rivolte a tutti gli alunni, ricchi e poveri, belli e brutti, alti e bassi, magri e cicciotti, normodotati o con qualche difficoltà, altro che " servizio pubblico ineffciente e inutilmente costoso per il contribuente " . Il servizio sanitario italiano fa acqua da tutte le parti e assorbe diversi miliardi di risorse pubbliche, ma nessuno si sognerebbe mai di giungere a malsane conclusioni come " abolire i medici e gli ospedali pubblici " . Accettiamo, per un attimo, le cifre, non " i numeri da calura estiva ", forniti da Ichino: N. 33830 ( a me ne risultano circa 20.000) Docenti di Educazione fisica, percependo un compenso annuo di €. 20.971, costerebbero allo Stato €. 983.471.930 all'anno; quanto costa ai cittadini il mantenimento della Politica italiana? Circa (non so scrivere la cifra ) 1 miliardo 663 milioni 500 mila euro, per N. 630 Deputati e N. 315 Senatori, oltre - naturalmente - alle piccole "prebende" per rimborsi spese trasferimento (€. 3323,70 per trimestre), spese telefoniche (€. 3098 annue) ecc., senza parlare di portaborse, consulenti, esperti, tecnici, ballerine e compagnia spendendo. In pratica, N. 945 "eletti" costano circa un miliardo di euro in più di N. 33.830 " travets", che devono vivere, anzi sopravvivere, con stipendi al limite della decenza e subire anche le reprimende e le critiche di un benpensante che, lungi dal considerare la gravità del confronto proposto, ha la faccia tosta di chiedere la soppressione ( la camera a gas può andare bene ? ) della figura di un Docente che, con umiltà e senso del dovere, si prende cura della crescita psico-fisica, umana, morale e sociale dei giovani che vedono il lui un indimenticabile punto di riferimento quando saranno chiamati ad affrontare le difficoltà della vita. Chieda ai genitori, egr. sig. Ichino, quale e quanta è la loro gratitudine nei confronti di questi Professionisti che, spesso e volentieri, suppliscono alle loro funzioni educative, apprezzandone il valore e l'insosituibilità e poi non Le resta che arrossire almeno un pò e rivolgere le sue elucubrazioni estive verso altri destinatari, ammesso che ne abbia il coraggio. Antonio Vasquez - Giuliano Docente di Ed. Fisica, in pensione dal I/9 p.v., dopo 44 anni spesi al servizio di tutti, anche di coloro ( pochi, forse solo uno) che non sono riusciti ad apprezzarlo.
Buona sera, sono un ragazzo di 31 anni, insegnante precario di educazione fisica, che vuole esprimere la propria indignazione sugli articoli pubblicati sul vostro autorevole giornale, a firma dei giornalisti Andrea Ichino e Gigi Garanzini, in merito al ruolo dell'educazione fisica nel sistema scolastico italiano. Pur considerando gli innumerevoli problemi della scuola italiana e in particolare, quelli della materia in questione, credo che un giornale prima di pubblicare degli articoli che denigrano una categoria di insegnanti che da anni sta lottando contro i mulini a vento per cercare di migliorare e dare valore all'educazione fisica a scuola, debba prima confrontarsi con le persone chiamate in causa e magari discutere insieme per proporre delle soluzioni, a mio avviso lontane da quelle apparse sull'articolo. Capisco che la mancanza di cultura sportiva in Italia possa portare a questi ragionamenti e posso pensare che la difficile situazione economica possa indurre a queste scelte, ma inviterei i due giornalisti a confrontarsi con "bravi" insegnanti di ed.fisica (si, perchè le mele marce ci sono anche tra questi insegnanti come ci sono in tutte le categorie lavorative) e magari insieme dare maggiore valore ad un materia, che se ben programmata, è alla base della vita di ogni persona quanto la matematica, la storia e tutte le altre materie. Quello che vi scrive è un cosidetto "bamboccione", insegnate precario di educazione fisica, che dopo un percorso universitario e post-universitario di circa otto anni (in corso), non ha nessuna sicurezza lavorativa ed è in questa situazione da più di dieci anni!Però, questa persona crede nella scuola e nell'istruzione e, in particolare, nell'educazione fisica come una disciplina di base per la crescita e l'inserimento dei ragazzi nella società "civile" di oggi!Per questo farà di tutto per difendere la propria materia e cercare di portare le sue competenze al servizio di una cultura sportiva di qualità! Distinti saluti Riccardo
Gentile Prof. Andrea Ichino, leggo con stupore misto a indignazione il suo articolo "L'Educazione Fisica? Bocciamola" e ora le spiego anche i motivi: -insegno Ed. Fisica da 38 anni con lo stesso impegno ed entusiasmo, presentandomi a scuola sempre in tuta e scarpe da "ginnastica"; credo di trasmettere ai miei studenti quell'amore per una vita sana intendendo con ciò amore e rispetto per la propria corporeità assunzione di stili di vita corretti rispetto delle regole di convivenza nel gruppo dei pari rispetto per l'ambiente in cui si è inseriti Le ricordo che tutti i miei studenti quando arrivano in palestra desiderano "lavorare" anche duramente, ne sentono la necessità fisica, amano confrontarsi con competizioni e giochi adeguati chiaramente all'età. Proprio in questi ultimi anni in cui il progresso tecnologico (con giochi elettronici, internet ecc)e la cementificazione delle città, impediscono ai nostri bambini e adolescenti di cimentarsi con attività di movimento spontanee e naturali, l'intervento a scuola rivolto a tutti gli studenti italiani è ancora più prezioso e indispensabile perchè sopperisce all'insorgere dell'ipocinesia tipica dei paesi industrializzati . BORN TO MOVE è uno slogan presente in molti articoli scientifici perchè 'uomo è stato creato per muoversi e non per vivere una esistenza da seduto. L'inserimento dell'Ed. Fisica nella programmazione scolastica è quindi necessario; non vorrei inoltre soffermarmi sulle valenze educative della nostra amata disciplina che se ben applicate possono interagire con l'educazione civica e non solo ,menzionata nell'articolo di Gigi Garanzini. Le ricordo inoltre quanto sia importante l'esperienza corporea nel periodo preadolescenziale e adolescenziale quando l'accettazione di sè cresce parallelamente alla maturazione etica, cognitiva e sociale. Purtroppo la nostra scuola è ancora ancorata solo alla crescita cognitiva dimenticando tutti gli altri aspetti della persona altrettanto importanti. Una domanda mi sorge spontanea: è così sicuro che i corsi di attività motoria e sportiva extrascolastici siano guidati da personale competente? In merito al voucher da lei proposto, la distribuzione a pioggia come consuetudine del sistema fiscale italiano andrebbe solo a vantaggio delle fasce abbienti che già possono permettersi di pagare corsi extrascolastici per i propri figli in contrasto con i principi della nostra costituzione che prevedono le pari opportunità per tutti i cittadini. Distinti saluti Gabriella Frattini
Salve a tutti sono un insegnante di Educazione Fisica, svolgo la mia attività sia nel privato in diversi circoli ed associazioni sportive, sia nel pubblico in qualità d'insegnante di sostegno. Ho letto l'articolo pubblicato ieri sul vostro quotidiano da Andrea Ichino con il commento di Gigi Garanzini, permettemi di esprimere la mia opinione in merito. Io non pretendo dai nostri legislatori che mettano in atto una riforma dell'attività motoria e sportiva che consenta nel giro di un decennio la crescita e la cura del futuro professionista sportivo nei licei e negli istituti tecnici e professionali italiani, come avviene da sempre negli USA. Sarebbe chiedere uno sforzo eccessivo. Quello che pretendo dai nostri legislatori è una maggiore attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Avete calcolato per caso quante famiglie di quei 4.000.000 e passa di studenti non possono permettersi costi aggiuntivi per far praticare dello sport ai loro figli? Con €230 annue un ragazzo di 10 anni (calcolando una media di €50/mese per l'iscrizione ad una attività sportiva privata) non riuscirebbe a frequentare neanche 5 mesi di palestra e poi? Abbiamo un problema di obesità infantile che da alcuni anni sembra essere in continua crescita e noi quale rimedio proponiamo? C'è un periodo d'oro per l'apprendimento motorio; è il periodo che va dai 5 ai 12 anni, incentiviamo l'attività motoria e l'educazione fisica in quel periodo importantissimo della crescita e si avranno importanti miglioramenti e risultati anche sotto l'aspetto della soddisfazione del contribuente. Secondo il mio modesto parere gran parte del problema è lì, i ragazzi dai 5 ai 12 anni che hanno più bisogno di ricevere una alfabetizzazione motoria da personale esperto e qualificato non la ricevono e chi invece dai 15 ai 19anni potrebbe opzionarne l'insegnamento, lo riceve integralmente con tutte le carenze strutturali che spesso non gli permettono di giungere al professionismo. Nel mezzo ci sono tutte quelle situazioni importanti che nessuno vede come l'apprendimento cooperativo e le migliori risposte dal punto di vista dell'integrazione scolastica della scuola pubblica italiana, ma questo non interessa a nessuno, neanche a quei poveri contribuenti che non posso permettersi altro che la scuola pubblica italiana.
Pronta a partire per le vacanze,un ultimo sguardo alla posta e cosa trovo?L'articolo di Andrea Ichino e Gigi Garanzini del sole 24 ore,inviatomi da un amico perché esprimessi cosa ne pensavo. Non posso fare a meno di posare la valigia e rispondere. La prima cosa che ho pensato è stata: " ma sono italiani?" Mi è sembrato impossibile immaginare due persone adulte,magari istruite,di nazionalità italiana,non avere una minima idea di qual è la funzione della scuola e quindi delle varie discipline che la compongono.Non sapevo se considerare questi due articoli una provocazione,e accoglierli per un confronto o considerarli semplicemente due articoli vuoti,demagogici,scritti da chi, forse annoiato del proprio lavoro e privo di argomentazioni interessanti,senza nulla da scrivere nel mese di luglio in attesa delle vacanze,ha trovato il tempo di andare a frugare maldestramente nella professionalità altrui senza un minimo di documentazione.Rileggendo gli articoli con maggiore attenzione e sentendo tra le righe anche un'aria di sufficienza,come se chi scrivesse la sapesse lunga sulla vita della scuola.. (Il sig.Garanzini ha anche dato suggerimenti metodologici) ho optato per questa seconda ipotesi ed ho anche capito perché in Italia si leggano poco i quotidiani .Il problema è che i sig.ri Ichino e Garanzini alla fine del mese,pur scrivendo s…….. sciocchezze percepiscono un reddito!che lavoro inutile e che spreco di denaro se un giornalista non è in grado di collaborare per accrescere la cultura. Secondo il "pensiero Ichino" ciò che mal funziona o che rende poco va eliminato,bisogna contenere gli sprechi per poter contrattare con Tremonti "via qualche servizio pubblico che non funziona,meno tasse"ma perché cominciare dall' Educazione Fisica?Ha forse brutti ricordi personali?Era per caso paffutello da bambino?Con lo stesso criterio dovremmo dire: " via la sanità" "via L'università",tra poco mi laureo in Odontoiatria..forse l'università mi ha insegnato a fare il dentista?No ci dovrò pensare da sola. Se guardiamo i redditi del 2005 dei notai,li si che vedremmo dove lo Stato dovrebbe intervenire per recuperare un po' di soldi! Basta,lasciare atti pubblici in mano a privati.Un cittadino che si acquista una casa è costretto a rivolgersi ad un notaio che lo spenna solo per fare un atto pubblico! Purtroppo guardo l'orologio e vedo che è l'ora di andare.Non mi preoccupo di non aver ancora cominciato a parlare della funzione della scuola e della mia materia: L'educazione motoria. Spiegare perché oggi si chiama cosi e non più ginnastica… Spiegare cosa vuol dire fare un lavoro cosi importante e formativo,ancora con entusiasmo dopo 30 anni,senza risorse e senza il giusto riconoscimento pur consapevole di svolgere un ruolo fondamentale per la formazione dei ragazzi,futuri cittadini del mondo. In fondo penso che i sig.ri Ichino e Garanzini debbano imparare,prima di parlare,a conoscere la realtà che stanno trattando pena lo svilimento della loro professione. Maria Paola Virgili (una insegnante di Educazione Motoria)
Gentile Direttore, aggiungo anche la mia alle già numerose voci di "protesta" nei confronti degli articoli dei Sigg. Ichino e Garanzini (25/07/2010) ed eviterò di ripetere le argomentazioni e le motivazioni che mi spingono a farlo in quanto già presenti nelle alltre lettere giunte alla Sua Attenzione. Rimane la speranza che i già citati Ichino e Garanzini volessero "provocare" una reazione, un dibattito e allora - come si suol dire - "...che se ne parli bene o che se ne parli male, basta che se ne parli!..." Così non fosse, conservo la soddisfazione di vedere che la libertà di stampa ed opinione sono ancora vive nel nostro paese e che chiunque può "pontificare" (anche irresponsabilmente) su qualsiasi argomento anche senza avere conoscenze, competenze e cultura specifiche. "Non c'è educazione senza educazione fisica!" ringraziandoLa per l'ospitalità, cordiali saluti pierangelo salin laureato in scienze motorie, insegnante di educazione fisica, dirigente scolastico istituto comprensivo paritario
Gent.mo Direttore Leggo con evidente rammarico gli articolo "contro" (elaborato certamente da chi ignora fortemente in conoscenze specifiche) e "pro" (peggiore del contro) in merito all'Educazione Fisica. Dato che questo è un Paese che deve risparmiare, non solo nel "pubblico" ... La invito immediatamente a "lasciare a casa" gli estensori degli articoli perché credo appartengano alla categoria di quelli che nella scuola ... una volta, venivano chiamati i "somari". Di certo vi è soltanto l'inadeguato numero di impianti sportivi, specie palestre annesse agli istituti scolastici, la loro vetustà e la mancanza di attrezzature. Ma sono le stesse palestre pubbliche che usano le società sportive e l'associazionismo nelle ore pomeridiane e serali. Gli impianti sportivi privati - più adeguati , ma spesso dotati di personale non competente - rispondono ad una "domanda" diversa e ad un target capace di poter spendere. Quindi ancora una volta l'articolo è solo un "apripista" all'esigenza dell'offerta privata , volta ad accreditare la bontà di società e circoli privati... quelli appunto di golf, di tennis, di fitness e magari costruiti sulle sponde di fiumi e laghetti e finanziati con i denari dei tanti sigg.ri Anemone. Intanto 1 docente di E.F. con 9 classi e 18 ore risponde a circa 250 allievi annui (altro che 125!!). Intanto la "ginnastica" è solo un aspetto delle ore di educazione fisica che sviluppa un programma molto più vasto: dalla condizione psicofisica alla coordinazione motoria (altro che solo basket!), dalla socializzazione di giovani sempre più in disagio all'educazione civica per una comunità sempre meno educata. Dall'educazione stradale, alimentare, alla legalità, al doping, fair play (appunto saper perdere e.. magari vincere!!) ... ma i sigg.ri giornalisti conoscono davvero quanto si sviluppa nella maggior parte delle scuole e quanti i progetti e gli argomenti affidati appunto ai docenti di EF. Docenti che molto spesso sono vicari del dirigente o coordinatori di plesso, o responsabili dei progetti di "sicurezza e prevenzione" o di "ed. stradale", proprio per la loro capacità di sapersi organizzare anche davanti all'inadeguatezza di strutture, impianti, edifici, attrezzature. Sanno i giornalisti che i docenti di EF sono gli UNICI che hanno sviluppato, attraverso la loro Confederazione Nazionale CAPDI, un piano nazionale molto dettagliato e apprezzato in tutta europa dalle altre associazioni... di ambiti, obiettivi, competenze, attività, metodologia, verifiche tecniche ... un registro personalizzato e ... un registro informatizzato?? Conoscono i giornalisti l'azione di EDUCAZIONE E PROMOZIONE SPORTIVA che i docenti di EF sviluppano nelle loro scuole e sui territori, accettando di svolgere ore complementari di avviamento GENERALIZZATO - cioè anche per i meno bravi e per i diversabili – a pochi spiccioli data l'avversità dei Ministri Gelmini ( e dei tanti che si sono succeduti) e del "piccolo" Brunetta. Altro che SOLO lezioni in classe, le lezioni sono in parte di "teoria" con l'ausilio del libro – quando ci è possibile ordinarlo – perché dati i "tetti" ministeriali molto spesso si possono ordinare quelli cosiddetti "fondamentali" e poi solo "consigliare" gli altri, come il nostro! Ma non vorrei che il sig. Garanzini finisse per preferire e consigliare un EF a tavolino, cioè da seduti, per sviluppare sedentarietà e non motricità. Vi è al contrario bisogno di far uscire i ragazzi in cortile, nelle strade, nei giardini ... e magari negli impianti ove presenti quei giovani oggi in maggior parte OBESI per farli muovere e consumare più "energie". Proprio per questo basterebbe attuare quel Piano suggerito al MIUR (ex MPI) anni or sono da un Tavolo Interministeriale (MPI e POGAS) ... altro che protocolli con altri soggetti quali CONI e FSN che già sviluppano e finanziano interventi sostitutivi dell'azione pubblica. QUI MANCA LO STATO ALTRO CHE INSEGNANTI DI EF INEFFICIENTI!! Peccato che vi siano giornalisti disinformati a cui un po' di "movimento" gioverebbe, con esercizi impartiti da diplomati ISEF e laureati in Scienze Motorie e non ... da improvvisati operatori di motricità. Sono disposto ad ospitare nella sportiva Città di PRATO i Sigg. giornalisti per educarli a conoscere meglio quanto si insegna. Cordialità, Salvatore Conte : diplomato ISEF, fiero docente di EF da 37 anni 8 mesi 12 giorni.
Gent.mo Direttore, mentre leggevo la posta inviatami il sangue mi ribolliva, non dal caldo di questi giorni, ma da ciò che andavo leggendo sugli articoli del 25 luglio...insegno ed. fisica da 26 anni, da 18 in un istituto superiore della provincia di Torino, credo molto in ciò che faccio e nonostante in ferie da qualche giorno sono appena tornata da un corso di aggiornamento e probabilmente dovrò ancora andare a scuola in questi giorni per sistemare problematiche delle palestre della scuola(finalmente stanno riparando attrezzi di cui avevamo fatto richiesta da anni), sto ancora aspettando il pagamento delle ore di gruppo sportivo pomeridiano del 2008 ed arretrati vari di anni addietro e....ciò nonostante,insieme ai miei colleghi ci arrabattiamo ancora organizzando tornei, gare di sci, atletica, baseball, ping pong, danza; cerchiamo di offrire l'opportunità a tutti gli allievi di avvicinarsi ad attività sportive all'aria aperta in montagna e in barca a vela cercando l'impossibile per offrire l'accessibilità a tutti e per tentare di far capire a tutti, ma proprio tutti che quando non saranno più a scuola dovrà venire da loro il desiderio e la convinzione che fare qualcosa per se stessi a livello motorio li aiuterà a vivere meglio e più a lungo. A inizio anno li peso, li misuro e faccio loro prendere coscienza(o almeno ci provo) che il loro corpo(con un cervello!) è ciò dentro cui dovranno vivere tutta la vita e non c'è nulla di più prezioso. Su un quaderno personale compilano i risultati delle loro prove...Le ore di educazione fisica, se ci crediamo, sono anche questo e non come ahimè molti credono "prendete un pallone e giocate"...Se non seminiamo in questi anni così importanti...e due ore sono così poche..avremo gli ospedali sempre più affollati!!! Mi hanno fatto davvero molto male le parole dei signori Ichino & c. ma probabilmente la bassa manovalanza passa sempre inosservata. Giovanna Piantino
Gentilissimo Direttore,indirizzo a Lei anzichè all'e-mail di Andrea Ichino,in merito all'articolo del 25-7-10"L'educazione fisica?Bocciamola",poichè cerco un'audience ben più ampia che non lo schermo dell'autore dello scritto. Sono un'insegnante di educazione fisica e sportiva ,di ruolo ordinario,in servizio alla Scuola Media Superiore di 2°,diplomata all'I.S.E.F.di Torino nel 1978,laureata presso la S.U.I.S.M.di Torino nel 2001. All'inizio della mia professione,i tempi erano quelli in cui ,nella vox populi,si facevano le seguenti battute sugli insegnanti:"Tre mesi all'anno di vacanza,diciotto ore di lavoro e poi basta,in particolare "quelli di ed.fisica "danno la palla ai ragazzi e leggono il giornale,magari dopo essersi formati ai corsi speciali...." Confesso che ,all'orgoglio del diploma universitario,ben presto era subentrata una sensazione di disagio e di rabbia per queste considerazioni,in merito alll'impegno professionale con cui agivo,all'amore per la ginnastica ,conosciuto sulla sabbia della spiaggia della colonia estiva,nell'eseguire la prenatatoria,condotta dal Bagnino;all'amore per la prima combinazione ginnica pratica studiata nel cortile della Scuola elementare,preparata dalla Maestra per l'esame di quinta;all'amore per l'atletica leggera,conosciuto ai Giochi della Gioventù 1969,grazie all'Insegnante di ed.fisica della Scuola Media Inferiore e consolidato poi negli anni di atleta agonista federale,grazie ai miei Allenatori. L'accoglienza nel mondo del lavoro scolastico non è stata delle più morbide,per i primi decenni reagivo a queste opinioni,generali e non dirette alla mia persona,a queste insinuazioni sulla categoria,con disperazione:il tempo mi ha insegnato,di fronte al deprezzamento degli insegnanti ,a riconoscere nell'interlocutore-accusatore,il grado di preparazione di chi formula tali pareri,il livello di problematicità con la disciplina,la cultura posseduta.Non mi vergogno più per me,per la professione scelta,ma so chi ho davanti. E che piacere leggere Il Sole 24 ore ,soprattutto alla domenica,per il suo inserto culturale,imparo tantissime cose. In riferimento all'articolo sopracitato,la prima reazione,istintiva ,è ancora stata quella di indignazione,quella di rispondere con un'analisi del testo,strutturata in merito all' alquanto confuso scritto ,fin dall'utilizzo impreciso dei termini,ginnastica,sport,attività sportiva. Ho invece contato ...fino a cento...e sono certa che Ichino si è affidato;nell'analisi della situazione,non rintraccio infatti i criteri di analisi temporale,pedagogici,educativi,se non che la fondatezza delle tesi appare volta a risolvere il problema degli ambienti inadeguati alle lezioni,preoccupazione degli enti locali e dei loro bilanci,eliminando la materia scolastica;le considerazioni successive sul risparmio per le famiglie,la classifica degli insegnanti bravi o meno bravi ,paiono quindi a sostegno di tale tesi.Inoltre,dal punto di vista economico,si elimina l'educazione fisica scolastica,ogni famiglia recupera la somma di euro 233,lo Stato risparmia lo stipendio di 33.830 stipendi,ma cosa perdono i ragazzi,le loro famiglie,la società stessa,lo Stato,le future generazioni per questa amputazione? I conti non sono chiari,le operazioni economiche non impostate,poichè si intacca il Capitale umano,non ci si può accontentare di un'operazione aritmetica:lo scritto di Iachino sembra un esercizio incompleto di simulazione dato agli studenti di Economia e commercio,affinchè essi integrino le voci mancanti in tale operazione,indicando i corretti parametri da utilizzare,a prova della loro preparazione. Rammenta l'autore l'aristotelica concezione della parità delle materie?Ha potuto riflettere sul fatto evolutivo che la presenza stessa delle discipline rappresenta in un piano di studi? E' al corrente della metodologia scolastica dei collegamenti pluridisciplinari,quali pre-requisito dello sviluppo del metodo di ricerca? Esercita un'economia con o senza etica? Ha voluto difendere l'operato del Ministro dell'Economia,utilizzando l'educazione fisica ad esempio?Ha comparato il modello italiano con quello americano di insegnante di ed.fisica (in America ci sono due figure ben distinte ,l'insegnante curriculare di ed.fisica del mattino e l'allenatore sportivo del pomeriggio;in Italia siamo preparati al doppio ruolo)?Quanti monitoraggi sul processo di qualità dell'insegnamento ha valutato,alla voce attività integrative preferite dai ragazzi? Poichè sono un'insegnante,sapendo che Iachino studia Economia dell'Educazione,sono disponibile ad un pacchetto di ore di aggiornamento sull'insegnamento dell'Educazione fisica,affinchè possa approfondire la realtà a cui si è avvicinato,da un unico verso,mi sembra,e ,mi scuso,se non ho gradito. Nemmeno lo scritto successivo di Garanzini è riuscito a confortarmi,ha veicolato l'ora di educazione fisica,anzichè le due ore:è al corrente dell'adozione del libro di testo nelle Scuole medie di 1° e 2°,dei Progetti di Giornalismo Sportivo,dei Progetti antidoping,di ciò che supporta una preparazione ai Tornei scolastici dei giochi di squadra,che ciò che invoca già si fà a scuola? Ringrazio per l'opportunità. Claudia Arposio
Grazie del chiarimento che però non fa altro che rafforzare la sensazione che… non si conosca ciò di cui si sta parlando. Continuare a paragonare l'educazione fisica impartita nella scuola (si badi bene, in tutto il mondo con molte più ore e insegnanti a disposizione e costi, pardon INVESTIMENTI su salute pubblica, educazione, ecc.) con l'istruzione sportiva impartita dal mercato (da noi ASD senza scopo di lucro se non… per qualche sponsor) è assolutamente fuorviante e produce ragionamenti "fuori dal mondo" come il suo. Sport è prestazione ma anche rispetto dei regolamenti e degli avversari. Evviva lo sport che è però soltanto piccola e, se vogliamo, insignificante parte dell'educazione fisica specie se unico e specialistico. La nascita del movimento, il suo sviluppo, la biomeccanica del gesto sportivo, la psicologia dello sport, il marketing e l'economia di un settore in crescita internazionale (perché non prova a calcolare, indotto compreso, quanto produce il mercato di sport, fitness, benessere, riabilitazione, medicina, studio dei materiali….), Le sostanze stimolanti e modificanti della prestazione, la giocoleria, la strutturazione degli schemi, il tifo e il record, la storia del movimento, ecc. ecc. ecc. Tutto questo difficilmente lo trova nella sua società di basket con partita la domenica e maglietta della squadra compresa. Ciò che offende è l'ignoranza di un mondo che molti di noi cercano di costruire facendo lo slalom fra leggi e leggine che tentano di relegarci in fondo alla scala sociale, togliendo, ad esempio, i fondi per la multi sportività pomeridiana che permette a tutti i ragazzi, nella mia scuola, di provare e frequentare altre attività sportive e magari domani andare nella sua squadra di basket. Fatto salvo poi che a 14 anni se non sei un campioncino sarà bene che tu vada a correre sul lungo fiume o magari in una palestra che costa certo di più di quei 200 euro risparmiati per pagare questi 33.000 bighelloni che "tirano il pallone e leggono il giornale". Nonostante le sue convinzioni i miei ragazzi quando finiscono il loro corso di studi conoscono i danni del doping, sono in grado di allenarsi e soprattutto evitare tanti esercizi pericolosi imposti e consigliati in società (uno per tutti lo stiramento del quadricipite nei calciatori che è il maggior imputato per la lussazione della rotula ma…. Non si preoccupi che con 200 euro all'anno in una società di calcio suo figlio c'entra solo se è un campioncino), conoscono la storia del movimento e dello sport (chieda all'allenatore di basket perché la Maratona si chiama così, forse le risponderà che è il nome di una curva di uno stadio di calcio), conoscono la strutturazione delle proprie capacità motorie, sanno auto valutarsi, sanno pianificare propri allenamenti, conoscono i regolamenti e le particolarità di molte più discipline sportive che di calcio, basket e pallavolo (sa quante sono le federazioni sportive? E il suo allenatore di basket?). Beh la chiudo qui. Ritengo che lo scambio di opinioni fra esseri umani abbia la possibilità di cambiare in meglio il nostro mondo, la invito comunque, se vorrà, ad approfondire l'argomento EDUCAZIONE FISICA o, come la chiamano ora, SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE, capirà che non è utile ne corretto confonderla con lo sport pomeridiano in società ne tantomeno con qualche ora di palestra. La ringrazio per l'attenzione e… I miei alunni quest'anno sono andati alle nazionali di Badminton che, le sembrerà strano, è sport olimpico e lo sport di racchetta più praticato al mondo e che… in una società di basket non avrebbero mai conosciuto. Poi se vogliamo mettere tutto questo in una scuola privata… beh qui il ragionamento si fa più ampio ed esula dalla materia. Distinti Saluti Mario Busonero
Spett. direttore il sole 24 ore ho avuto la fortuna di esser informato dalla mia organizzazione capdi (confederazione rappresentate gli insegnanti di educazione fisica) e, quindi, leggere l'articolo del vostro eccellente giornalista sig iachino.. ho provato anche a rileggere un'altra volta quell'articolo ma non ce l'ho fatta, sinceramente. Il sig articolista è senz'altro un'economista straordinario che, come dice bossi onorevole del tremonti ministro: ‘..è uno che dà del tu all'economia'. Ciò senz altro vale anche per il giornalista iachino e ,lei, sig. direttore, ne è senz'altro a conoscenza. Quel che obietta questo articolista economista in difesa probabilmente del libero mercato e della salute delle casse statali, come se fossero le sue , ci sta che possa esser condiviso da qualcuno/due e anche tre, come lo illuminato. E fin qui niente di male. E niente di male sarebbe se il sole24, che becca i quattrini dallo stato per pagare i fogli riempiti anche dallo iachino, cominciasse a fare un'opera di costrizione economica restituendo i denari allo stato stesso specie quando lo iachino descrive qualsiasi cosa che a lui passa dalla mente giornalistica (che dovrebbe essere informata e in grado di controllare le fonti ascritte prima di vomitarle sui fogli non riciclati). la violenza espressa nei confronti dell'educazione fisica e delle istituzioni scolastiche statali e non, mi muovono nel proporre una colletta affinchè egli possa iscriversi giammai a scienze motorie quanto a quelle pedagogiche per poter iniziare un nuovo percorso terapeutico dalle bischerate senza 'corpo vissuto' affermate in quell'articolo. mi permetto, seguendo le orme e gli spunti dell'articolista, di suggerire di ridurre di una pagina il vs. prestigioso giornale: da un punto di vista economico e sociale, per il sole significherebbe risparmio di carta e di inchiostro, meno soggetti addetti allo sviluppo del quotidiano soggiogati alla lettura non voluta e, naturally, senza licenziare il giornalista che non troverebbe spazi/lavoro nel nostro giornaletto confederale in virtù della legge dei mercati liberi ma destinarlo a fare il suo lavoro sul web dove siamo certi, dopo l'ultima opera magna, tutti lo cercherebbero su google per sapere le verità attuali da lui studiate. nel caso egli già ci fosse consiglio di utilizzare you tube per mostrarcelo in sportfitness atteggiamenti: prospetto attrattivo. Mi immagino a tal proposito che il sig iachino sia un ‘ursus' del fitness e che abbia raffinato un ‘esperienza oramai talmente alta che invita a solo esempio a mandare i bambini o ragazzi a riempire le palestre del basket…. Non voglio entrare nel difficile , ma perché proprio del basket e non del tennis e o della scherma o del golf? Eppoi sarei curioso di sapere se conosce un fenomeno di nome ‘drop out' e le sue cause. Poi capirebbe forse la valenza di una educazione che non può esistere senza educazione fisica….e senza La Scuola. Saluti distinti, dr marco manetti
gent.issimo direttore, sono un diplomato isef, laureato in scienze motorie, dottore di ricerca con numerose pubblicazioni anche impattate a livello internazionale.mi sorprende leggere un tale articolo "messo" giu' da un professore universitario che si e' degnato al massimo di fare 2 divisioni per dire che si risparmierebbero piu' o meno 200 euro per far andare nelle palestre private i nostri figli. Forse il prof Ichino non conosce i programmi scolastici inerenti la materia Forse il prof Ichino non sa come e' organizzato lo sport in Italia forse il prof Ichino non sa che a scuola si fa educazione fisica e non prestazione fisica come nelle societa'forse il prof Ichino non conosce come il livello di preparazione delle strutture private rasenti l'approssimazione piu' totaleforse il prof Ichino ha avuto brutte esperienze con professori poco preparati ma le assicuro che potrei citare colleghi di inglese, matematica e disegno da far paura. forse il prof Ichino voleva dire che sarebbe utile la materia anche alle elementariforse il prof Ichino non sa risolvere il problema dei fallimenti italiani nello sport di vertice...bhe' se va a vedere chi vince in europa e nel mondo trovera' che l'educazione fisica e' molto piu' potenziata e crea un livello di pratica di base ampio e pluridisciplinare Quindi secondo me se bisogna risolvere dei problemi (strutture scarse e fatiscenti, miglioramento della formazione degli insegnanti o miglioramento nella selezione del corpo docenti) bisogna stare davanti a questi e non cancellarli.altrimenti togliamo educazione musicale tanto poi mio figlio va a lezioni di pianoforte, togliamo educazione artistica e educazione tecnica tanto poi mi compro Autocad per fare i disegni. Mi spiace per il tono polemico ma prima di azzardare idee inviterei il professore a contattare l'associazione laureati in scienze motorie e magari in un dialogo potrebbe capire i veri problemi e le ipotesi di soluzione da chi vive dal di dentro la situazione. grazie nicola lovecchio
p.s. non sono razzista ma in stati meno agiati del nostro fanno molte piu' ore di educazione fisica. albania 3 ore e polonia fino a 4. vedete voi.
Il prof. Andrea Ichino, economista, in un articolo apparso su "Il Sole 24 ore " di domenica 25 luglio, ipotizza la cancellazione delle lezioni di Educazione Fisica dall'insegnamento scolastico .motivo: servono a poco o niente; lo Stato potrebbe risparmiare lo stipendio degli oltre trentamila insegnanti, e , dal risparmio ne deriverebbe un "bonus" per le famiglie( 233 euro per alunno), che potrebbe esser utilizzato per l'iscrizione dei figli a palestre private. E gli oltre trentamila insegnanti? Quelli più bravi, secondo Ichino, troverebbero sicuramente impiego in queste palestre private. Ammessa, e non concessa, l'ipotesi di principio, mi chiedo se il prof. Ichino pensi che tutti i paesi abbiano palestre private o che tutte le famiglie, malgrado il bonus, possano permettersi( per tempo e denaro) di garantire ai figli il corso ginnico privato; come si certifica poi, la qualità di questi eventuali corsi? Posto che le lezioni di Educazione fisica si possano, come tutti gli insegnamenti, migliorare, il prof. Ichino non fa alcun cenno, per esempio al fatto se tutte le Scuole siano attrezzate per far svolgere adeguatamente l'Educazione Fisica, cioè se vi sia una palestra e se questa sia agibile e fruibile regolarmente, per esempio. In secondo luogo ignora il valore educativo delle lezioni di Educazione fisica scolastiche: per molti alunni sono, forse, l'unica occasione, di fare attività fisico-sportiva in modo corretto; il contatto fisico, richiesto da giochi e sports educa al rispetto reciproco ed all'integrazione sociale. Quest'ultimo aspetto vale, in particolare, per gli alunni con disabilità che possono stare a contatto con i loro compagni, i quali imparano , più spontaneamente e da vicino che tra i banchi, a solidarizzare con le loro difficoltà o, in qualche caso , ad apprezzarne imprevedibili qualità. Per finire: non sono un Insegnante di Educazione Fisica, sono un genitore che ha avuto( dai primi anni'90 allo scorso anno) tre figli a scuola, uno con disabilità(sindrome di Down); la mia indiretta esperienza è stata positiva, come ho sopra raccontato, tutto è perfettibile, ma senza uscire dall'ottica della Scuola pubblica. L'ipotesi del prof. Ichino mi sembra cinica e surreale, per la nostra società
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti Giovanni Cappellari Pedavena(Bl)
Gentile Direttore, l'articolo di Andrea Ichino pubblicato il 25 luglio lascia quantomeno perplessi per la disinformazione e la superficialità con cui viene trattato l'argomento Educazione Fisica nella scuola italiana. Vorrei far presente al prof. Ichino, (unendomi al numero di lettori che già ha provveduto ad informarlo ) che l'attività sportiva che viene svolta nelle ore pomeridiane presso palestre o centri sportivi nulla ha a che vedere con l'attività svolta all'interno dei curricola scolastici di ogni ordine di scuola, dove i docenti di Educazione Fisica lavorano, molto spesso in collaborazione con i colleghi delle altre discipline, per trasmettere agli studenti le conoscenze adeguate per riconoscre la validità del movimento e individuarne gli effetti sull'organismo, sia attreverso la attività motoria che attraverso la riflessione teorica. Tutto questo proprio per fornire loro gli strumenti necessari a riconoscere e individuare quella che è la validità del movimento come mantenimento dello stato di salute (così come ci indicano tutti gli studi medici......); è abbastanza intuibile che tali obiettivi non abbiano nulla a che vedere con quelli dell'associazionismo sportivo dove la ricerca del talento giovanile la fa da padrone,e dove i ragazzi sono "curati"solo in vista del "piccolo" record che può portare al risultato, al prestigio del club e magari al finanziamento del CONI......... ma è qui che il nostro "amico" vuole indirizzare tutti i nostri ragazzi....... Inoltre penso che la soluzione propspettata da Ichino possa essere trasportata in tutti i settori....compreso il giornalismo....intano i "bravi" troverebbero comunque lavoro....a questo riguardo concordo pienamente con quanto scritto dal lettore che si firma marioalib@libero.it Il 25 luglio è apparso anche un articolo di Gigi Garanzini che indica delle possibili novità da inserire nei programmi di Educazione Fisica da svolgere nelle scuole, ottime idee, pienamente condivisibili, ma purtroppo il dott. Garanzini è poco informato, perchè già da tempo questo avviene nelle scuole e le programmazioni annuali che ogni docente stila ad inizio anno e i cui obiettivi vengono perseguiti nel corso dell'anno scolastico prevedono già tutto quanto ci viene consigliato.... Confido che il numero di interventi da parte dei lettori Le suscitino la curiosità e La inducano a scoprire il mondo dell'Educazione Fisica.... Cordiali saluti Giuliana Corsi
OGGETTO: Risposta al Sig. Andrea Ichino Buon giorno mi chiamo Paolo Artico sono il preparatore atletico dell' UDINESE calcio e il Preparatore atletico del Comitato Veneto per lo sci alpino. Vorrei poter rispondere in maniera cortese al Sig. Ichino che non si rende conto di alcune cose: l'attività motoria di base andrebbe inserita obbligatoriamente negli asili con almeno 2-3ore a settimana con diplomati Isef o laureati in scienze motorie l'attività motoria di base o ed fisica o ginnastica come la chiama lui ..andrebbe inserita nella scuola elementare almeno 3-4ore a settimana e non fatta insegnare dalle maestre ma con diplomati Isef o laureati in scienze motorie l'ed fisica o scienze movimento e sport andrebbe potenziata e non tolta nelle scuole medie con almeno 3-4ore a settimana e questo perché la maggior parte degli allievi non svolge attività motoria e non va nemmeno al pomeriggio in quanto nelle varie federazioni c'è presto una selezione e rimangono solo i bravi… Il problema grosso che non si rende conto il Sig. Ichino è che i nostri bambini o ragazzi che diventeranno non conoscono il loro corpo in movimento fino agli 11anni perche solo alle medie l'ed fisica viene svolta regolarmente e quindi sono dei mini impiegati che vanno a scuola dalle 8.30-12.30 con 2-3rientri a settimana… Come ultima cosa vorrei ricordare che l'attività del gioco e i processi di socializzazione che ne conseguono hanno una valenza importante tali da non essere trascurati nell'infanzia proprio per il miglioramento del carattere, per saper stare nel gruppo, per imparare a condividere le cose insieme. L a prego di riflettere su questo In fede Paolo Artico