Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2010 alle ore 15:30.
Prendo spunto dall'interessante articolo del prof.Ichino sui benefici dell'eventuale abolizione dell'educazione fisica nelle scuole. Utilizzando l'acuto ragionamento del professore potremmo abolire anche le Università , lo stato potrebbe riconoscere un bonus alle famiglie che avrebbero la possibilità di scegliere un insegnante privato , costringendo il prof. Ichino a doversi sottoporre alla legge del mercato , dalla quale riuscirebbe benissimo a salvarsi data la sua proverbiale capacità di adattarsi fedelmente ad ogni governo e conquistare la sua poltrona .Se il prof. Ichino rappresenta il guru del pensiero riformista sul lavoro del Partito Democratico non dovremmo soprenderci se il partito non riesce ad ottenere consensi e perde credibilità tra quelli che credono ancora nel valoire del lavoro pubblico . marioalib@libero.it
Alla cortese attenzione del Direttore del "Sole 24 Ore", siamo tre studentesse universitarie che frequentano le facoltà di Architettura a Venezia, Svilupppo e Cooperazione Internazionale a Bologna e Odontoiatria a Madrid provenienti da licei di Treviso. Le scriviamo, dopo aver letto l'articolo dell'economista Andrea Ichino, pubblicato nella testata di oggi, in cui si propone l'abolizione dell'insegnamento di educazione fisica in ogni grado di istruzione della scuola italiana a favore dell'attività pomeridiana privata. Dopo anni di esperienze con insegnanti di educazione fisica preparati e dediti al loro lavoro e dopo aver frequentato a scuola laboratori più specifici nelle singole discipline sportive e approfondimenti pomeridiani in cui l'obiettivo consisteva nella relazione e la buona convivenza tra noi giovani, ci chiediamo come sia possibile proporre di abolirla essendo per moltissimi studenti l'unica possibilità di adempiere ad un'attività motoria a causa dei costi, a volte elevatissimi, dei corsi all'interno di associazioni private, e per altri l'unico mezzo per conoscere discipline altrimenti sconosciute e poterle approfondire agonisticamente nel pomeriggio. Ricordiamo fin da piccole quanto ci ripetesse il medico di famiglia di praticare attività fisica considerando la società attuale sempre più sedentaria e i giovani di oggi sempre più dipendenti dai videogiochi. I nostri ricordi più belli sono legati a quell'ambiente così spensierato e divertente che distraeva alle superiori le nostre menti dalle eterne lezioni di greco e latino.
Riteniamo inoltre sia del tutto fuoriluogo e presuntuoso che tali parole provengano da un professore di Economia il quale non conosce la didattica della scuola Italiana, non conosce la sua organizzazione e men che meno il carattere formativo delle sue discipline, al punto che non sa neppure che l'educazione stradale nelle scuole si fa da vent'anni ed è obbligatoria come prescrive il codice della strada e consente a tutti gli studenti a costi moderatissimi di ottenere il Patentino Stradale. Ci sentiamo offese dalle sue parole, e se lo siamo noi, non vogliamo immaginare quanto lo siano gli insegnati della disciplina, ci sembra al quanto doveroso che tale Ichino chieda pubblicamente scusa per questa sua teoria utopistica di restituire 230 euro alle famiglie italiane.. una domanda direttore, perchè a questo punto non chiudiamo direttamente le scuole italiane? tanto noi a ripetizioni di matematica, greco e latino ci siamo sempre andate! Cordiali Saluti Silvia Ravagnan Isabella Curato Maria Francesca Frosi
Sono docente di educazione fisica presso un liceo scientifico di Milano e giornalista sportiva free lance, addetto stampa Fidal Lombardia e figlia di un ex redattore della Gazzetta dello Sport (Marco Cassani, seguiva basket e sport olimpici), che per anni ha lottato, anche tramite la testata rosea e con il supporto e l'incoraggiamento dei suoi appassionati direttori, a fianco dei docenti di educazione fisica perchè a questa materia, tanto bistrattata quanto preziosa, venisse riconosciuta dignità. Mi sarebbe bastato uno solo dei tanti allievi che, negli anni di paziente, faticoso, silenzioso e sottopagato lavoro sono riuscita (come tanti altri docenti) ad avvicinare allo sport e alla passione per il movimento, per rafforzare le mie motivazioni ad operare nelle palestre scolastiche. Mi basta vedere la riconoscenza limpida nei loro occhi quando mi capita di incontrarli sui campi sportivi in veste di atleti. Credo che i signori Andrea Ichino e Gigi Garanzini avrebbero il DOVERE di informarsi meglio e di riflettere prima di riempire di parole in libertà il loro foglio. Rifletterei, per esempio, su un esame di maturità (nel quale da anni sono regolarmente in commissione) rigorosamente teorico quando le capacità fisiche dei nostri ragazzi stanno toccando livelli penosi o sulla scarsa serietà dei centri sportivi privati o delle tante società che utilizzano personale senza qualifica (vi basta un brevettino federale e consegnate i vostri figli?) che non è in grado di impostare una didattica adeguata e tanto meno di gestire il delicato processo psico-pedagogico educativo che sta alla base dell'allenamento giovanile (facciamo un giro nelle diverse realtà sportive giovanili?). La storia dell'educazione fisica ci insegna che di signori Ichino e Garanzini ne abbiamo incontrati tanti. Avanti il prossimo! Giuliana Cassani
E' del tutto evidente che l'autore dell'articolo non conosce il lavoro degli insegnanti di educazione fisica. Appare strano come un giornale così titolato, possa ospitare articoli così superficiali e privi di analisi serie ed approfondite. Forse è l'ulteriore segno della crisi che sta attraversando la carta stampata, che pur di vendere qualche copia in più, cerca di colpire la fantasia del lettore. Antonio Fantini Lanciano
Leggo con sincero stupore i commenti di quei due tal Ichino e tal Garanzini che sproloquiano sull'ora di educazione fisica. Sorprendono ancor di più i "consigli" del secondo per farla funzionare. Non ho tempo di spiegare ai due "naufraghi" quale è il ruolo di noi insegnanti (nel mio caso tre lauree, lezioni di pronto soccorso, anatomia, economia dello sport, ecc., 10 discipline sportive affrontate ogni anno, progetti di formazione esperti, allenatori, arbitri, e... Beh lasciamo perdere), ma espongo forte protesta a Voi che ospitate sul vostro giornale tali strampalati commenti. Questo non è dar voce alle opinioni ma.... Non so in cosa siano esperti quei due, ma io non gli farei nemmeno riparare una maniglia. Insisto con la domanda in oggetto: ma dove li avete trovati? Saluti Mario Busonero
Carissimi Ichino e Garanzini, non conosco le fonti cui avete attinto, ne intendo lo scopo del vostro botta e risposta. Intuisco una profonda "accennata conoscenza" del problema motricità formativa che anima gli articoli come pure una approssimata "storicità" nella risoluzione politica in risposta alla necessità di formare coscienze capaci di discernimento e contenimento di spesa da parte dello stato. Il privato non è eccellenza e neppure garanzia di formazione, come pure il mero impianto d'asettiche lezioni al banco, segnatamente nel nostro paese. Se è provocare, questo è bene: un educazione fisica così non serve, e noi lo diciamo da anni! Se è per proclamare, la demagogia asfissia la conoscenza reale dei problemi e sopprime sul nascere qualsiasi forma di dialogo, e pure questo lo vediamo da anni. Se è provocare, vi ringrazio per lo stimolo. Se è "seguire la corrente" vi invito ad un confronto più approfondito della questione, magari con noi. Sono uscito dai trentatremila da ormai quindici anni, anticipando proprio quello che Ichino suggeriva alla categoria e vi assicuro che come "formatore" ho grosse difficoltà a difendere la mia scelta (assisto giornalmente all'abbandono delle attività sportive in età sempre più precoce e per i più svariati motivi, quelli economici in testa) e l'esperienza mi insegna che Educazione Fisica e Civica sono gemelle ben più di quanto Garanzini sospetti, grazie a croniche carenze di strutture. Ricordo a entrambi che il Cittadino nell'attraversare a piedi le strisce pedonali attiva un processo decisionale atto a mettere in moto impalcature motorie che nessun giuoco del calcio riesce ad attivare. Per non parlare dello spirito d'appartenenza, che è ben oltre l'indossare una maglietta, come pure il creare una cultura sportiva è differente che leggere la Gazzetta dello Sport, seppur in classe con un campione davanti. Quanto al concetto di stato, forse è tempo che se ne pubblicizzi la dottrina, piuttosto che il registro contabile. Non è "pagare per ciò che voglio", ma "contribuire a ciò che è necessario" il vero contesto. Cordialmente Gualtiero Guenza Diploma Educazione Fisica Torino 1988 Maitrise in S.T.A.P.S. Lione 1993 Collaboratore Squadre Nazionali Sci Alpino e Sci d'Erba dal 1989 Collaboratore F.I.D.AL. dal 1996 Preparatore Atletico Calcio (Lega Dilettanti e Pro) dal 1982 Insegnante Educazione Fisica dal 1981 al 1991 (ciclo secondario) Collaborazione Progetto Sport a Scuola Provincia del Verbano-Cusio-Ossola dal 1996 (ciclo primario)
Sono un insegnante di Educazione Fisica di un Istituto Superiore. Leggendo l'articolo di Andrea Ichino pubblicato ieri mi veniva in mente che sarebbe anche opportuno che fossero aboliti i finanziamenti pubblici alle testate dei giornali, tanto i giornalisti più bravi troverebbero comunque un altro lavoro! Nel corso degli anni (ventotto) ho rilevato che solo in 40% dei miei alunni ha frequentato palestre o società sportive e credo che gli altri anche avendo i soldi per farlo li spenderebbero per altro. In letteratura le evidenze scientifiche sui benefici derivanti dalla pratica dell'Educazione Fisica si sprecano e mettono in evidenza come la scuola sia sede priviegiata per attuare programmi di intervento di promozione dell'attività motoria durante l'età evolutiva. Tra l'ltro è stato dimostrato come abitudini motorie apprese durante l'infanzia e l'età giovanile tendano ad influenzare le abitudini motorie in età adulta. L'Educazione Fisica, non si chiama più ginnastica dagli anni '60, in questi anni è orientata prioritariamente a promuovere uno stile di vita attivo per un maggiore benessere della persona. L'Educazione Fisica mira a dare delle competenze, inglobando le conoscenze che fanno capire le ragioni del fare pratico. Nessun ente privato può fare questo perchè le sue finalità sono di carattere commerciale. Probabilmente Andrea Ichino ha conosciuto realtà povere con strutture carenti e docenti poco capaci. Lo stesso si potrebbe dire di alcuni giornali e giornalisti. Nella mia scuola da due anni è stato istituito un "indirizzo sportivo". Nell'ambito dell'autonomia didattica il collegio dei docenti ha sostituito altre discipline con l'Educazione Fisica, pertanto alcune classi svolgono quattro ore di Educazione Fisica anzichè due. Quest'anno ho condotto uno studio mettendo a confronto due classi dell'indirizzo sportivo con due che svolgevano l'orario curriculare. La ricerca, oggetto della mia tesi di laurea magistrale che discuterò dopodomani, ha evidenziato che il gruppo sperimentale ha sviluppato maggiormente la self-efficacy motoria, la percezione del clima motivazionale orientato sulla competenza e ha maturato un livello maggiore negli aspetti psico-affettivi (coinvolgimento emotivo, percezione del sé,disponibilità alla cooperazione, ecc.), che sono gli elementi predittivi di uno stile di vita fisicamente attivo nell'età adulta. Va le la pena allora potenziare l'orario curriculare dell'Educazione Fisica per ampliare il tempo d'impegno motorio ed avere anche il tempo di far fare la doccia ai nostri alunni. Cordialmente. Fausto Cino
Leggendo l'articolo del sig. Ichino, del 25 luglio 2010, in cui si parla della situazione fatiscente relativa alle palestre e attrezzature degli edifici scolastici pubblici ( specie, aggiungo io, delle scuole secondarie di 2°), pensavo che la sua riflessione proseguisse con una forma di protesta nei confronti dello Stato ancora deficitario in quanto, appunto, non ha ancora messo a norma tutte le strutture scolastiche pubbliche con adeguati impianti sportivi; invece no, la conclusione è: aboliamo l'educazione fisica, mandiamo a casa 33.830 docenti con un risparmio per le famiglie di 233 € ogni anno! Complimenti. Mi congratulo con il sig. Ichino per la soluzione trovata. E' molto triste dover ancora difendere il valore dell'Educazione Fisica come materia scolastica e constatare che ci sono persone così lontane dalla realtà educativa scolastica che pensano sempre che il privato (mi vengono in mente palestre scavate al di sotto del livello della strada, umide, illuminate artificialmente e senza finestre) sia migliore del pubblico. Vorrei ricordare che l'Educazione Fisica, a scuola, non è e non deve essere confusa con una preparazione tecnica specifica di fitness o altra disciplina sportiva ma è innanzitutto una materia di studio che , attaverso il corpo e con il corpo, crea i presupposti per conoscersi meglio, controllare l'emotività, favorire l'abitudine alla concentrazione (fondamentale per esempio nell'ambiente stradale), instaurare sane abitudini di vita, guidando i giovani verso una maggiore consapevolezza dei propri limiti, orientando le loro scelte verso attività sportive extrascolastiche, grazie alle molteplici occasioni che si realizzano a scuola. L'Educazione Fisica acquista forza e valore proprio all'interno del gruppo classe dove l'insegnante può aiutare a gestire le relazioni tra gli alunni, a favorire il confronto, a far superare i propri timori e limiti, a controllare gli eccessi di protagonismo, a far riflettere sull'intolleranza nei confronti dei meno dotati atleticamente, a dare a tutti la consapevolezza e la gioia di avere un corpo da curare, amare, rispettare e non mitizzare. Dunque non confondiamo l'Educazione Fisica con la pura preparazione fisico-atletica o l'affinamento di una tecnica sportiva, senza togliere nulla al lavoro delle palestre e delle associazioni sportive! Alla luce di ciò diventa impensabile abolire tale materia così come risulta altrettanto improponibile (e qui rispondo all'articolo del sig. Garanzini) trasformarla in una disciplina completamente teorica. La scuola italiana non ne può più di teoria, i ragazzi non devono più rivestire un ruolo passivo nel processo educativo. Tutti quelli che vivono il mondo della scuola, gli esperti che ricercano nuove tecniche e metodologie sanno quanto sia importante coinvolgere gli alunni emotivamente per favorire la loro crescita come individui responsabili. Non è possibile dunque togliere l'Educazione Fisica dalla palestra ( qualunque essa sia, pur se poco attrezzata o ridotta solo ad uno spazio esterno) e limitarla tra le quattro mura della classe dove il docente riferisce astrattamente di regole, tecniche e obiettivi dell'attività motoria. L'Educazione Fisica va vissuta prevalentemente con il corpo, sono il sudore, il lavoro muscolare, gli errori motori e le correzioni che ogni ragazzo deve sperimentare su di sè a far comprendere e acquisire concetti come: collaborazione, socializzazione, rispetto delle regole, autocontrollo, sviluppo della forza di volontà e della concentrazione. Potrei aggiungere molti altri obiettivi che possono essere raggiunti con l'Educazione Fisica, ma preferisco che ogni persona li scopra un pò alla volta praticandola. Rossella Filippini, docente di Educazione Fisica di Ascoli Piceno
Complimenti, chissà quanto risparmieremmo in idee balzane se la mandassero più spesso in ferie, o meglio la licenziassero, (magari è bravo!?!, trova cmq lavoro). Emilio Benetti Insegnante di Educazione Fisica (con la i maiuscola, ho 54 anni ma sono di quelli BRAVI)
Con riferimento all'articolo "L'educazione fisica? Bocciamola" di Andrea Ichino 25 luglio 2010, il giornalista dimostra di con conoscere la disciplina ed essere male informato anche per quanto riguarda l'educazione stradale. Forse sarebbe opportuno, prima di scrivere "cavolate", un'adeguata conoscenza delle tematiche. Un ex lettore del "sole 24 ore" Cordialità Claudio Dalla Palma
Forza "Il Sole 24 Ore" !!! ancora un piccolo sforzo e ci siamo!!! magari basta copiare qualche articolo di un qualche giornale europeo. il tutto non merita assolutamente più "fatica" di questa poca già fatta. Luciano di Rosa (diplomato isef, laureato in scienze motorie e docente -poveri alunni liceali!!!- in un liceo classico
E perché non mandare a casa quei giornalisti che, privi di professionalità, scrivono articoli per fare odiens, senza una preventiva e adeguata informazione? Possibile ridurre tutto a far quadrare un bilancio statale non-importa-né-come-né-a-che-prezzo? Che centra L'Educazione Fisica (la disciplina peraltro ha cambiato nome, nel frattempo, almeno due volte!!!) con l'attività sportiva extra-scolastica? È vero che essa implica anche la possibilità di avviare gli studenti alla pratica sportiva ma, fondamentalmente, si prefigge ben altri obiettivi (v. Programmi Ministeriali)!!! Ora, se nonostante le strutture spesso fatiscenti e la mancanza di fondi, i docenti sono riusciti a tenere una qualità di lavoro medio-alta dimostrabile attraverso gli innumerevoli riconoscimenti ministeriali (in ambito sportivo, motorio, espressivo-corporeo...) ma anche da parte di federazioni sportive ed enti locali, ciò e dovuto ad una laurea (ultimamente specialistica), più un'abilitazione (ora di due anni: SSIS), a continui aggiornamenti, formazione e spesso molteplici specializzazioni (sempre a proprie spese e spesso in orario extra scolastico visto che non ci sono fondi per pagare i supplenti!) e non ultimi, anni di esperienza alle spalle. Nonostante e grazie a tutte queste difficoltà siamo diventati degli specialisti nel gestire l?impossibile e a dare ai nostri studenti di tutto e di più, senza orario e senza limiti di tempo con tanta professionalità, tanto amore e tanto entusiasmo! Non abbiamo bisogno né di essere denigrati né di farci carico di un'immagine che non ci appartiene visto che difficilmente avremo possibilità di replica. Con tutto il rispetto per i tecnici e gli allenatori sportivi che, pur lavorando anch'essi con tanto entusiasmo e tanto amore (quando si è sottopagati si lavora, tutti, solo per questo!) sono spesso senza formazione (o equivalente a quella accumulata in quanto ex atleti o attraverso stage-lampo), mandare i propri figli per alcune ore alla settimana in palestra non vuol dire certo dar loro anche formazione ed educazione (basta ascoltate certi istruttori a bordo campo durante gli allenamenti e le partite!!!) per sviluppare quelle abilità e competenze che, in quanto compito peculiare della scuola, solo un Insegnante può fare. A meno che l'obiettivo non sia quello di insegnare un gesto tecnico, sviluppare un po? la muscolature e creare un vivaio per selezionare futuri atleti da immettere nel mercato. E ridurre, di nuovo, tutto a denaro e bilanci. Ma l'essere umano, e i suoi diritti, in tutto ciò, che posto hanno? Mi scusi se c'è qualche errore grammaticale o di sintassi ma sono solo un Insegnante di (come la chiama lei) Educazione Fisica. A cui io lascio le iniziali maiuscole!!!! Le allego il mio curriculum (molti miei colleghi lo hanno simile!). Anche se non aggiornato credo sia eloquente: fare lezione con molti di noi è un po' come entrare da Cartier ed acquistare a prezzo di bigiotteria, un orologio d'oro. Non è presunzione, ma solo autostima maturata in tanti anni di lavoro!!! E quella, mi creda, nessuno me la toglie! Daniela Corinto
salve, sono un insegnante di educazione motoria nelle scuole elementari ( quindi senza alcun contratto statale bensì con contratti di collaborazione elergiti dalla provincia pari a 3500 € annue x svolgere educazione al movimento presso i plessi elementari della provincia di Rimini ) e lavoro al pomeriggio presso associazioni sportive ho letto con interesse la lettera di Andrea Ichino e la condivido solo in parte. LA PARTE CHE NON CONDIVIDO E' L'ABOLIZIONE DELL'EDUCAZIONE FISICA A FAVORE DI ASSOCIAZIONI PRIVATE: FORSE IL SIGNOR ICHINO NON HA BEN PRESENTE LA REALTA' SPORTIVA ITALIANA PRIVATA!!! TUTTI I PROBLEMI DI DOPING, DI EMARGINAZIONE SPORTIVA ( E QUINDI SOCIALE ), DI SCARSA PRATICA SPORTIVA AMATORIALE E SOPRATTUTTO DI OBESITA' ( CHE IO HO BEN PRESENTE LAVORANDO NELLE SCUOLE !!! ) NASCONO DALLE POLISPORTIVE O ASSOCIAZIONI PRIVATE: SE IL SIGNORE SUDDETTO FACESSE UN GIRO FRA I VARI CAMPETTI DI PROVINCIA VEDE COME IL RAGAZZOTTO CICCIOTTELLO O POCO "AGONISTA " O POCO " DOTATO" VENGA INESORABILMENTE MESSO DA PARTE ..... PER NON PARLARE DEL CICLISMO GIOVANILE DOVE L'ESASPERAZIONE ( SONO UN APPASSIONATO PRATICANTE ) NASCE GIA' A 12 ANNI : KM E KM. DI BICI, DIETA E SE SEI "GRASSO" VIENI SCARTATO E SOPRATTUTTO ADDITATO.... NEL PRIVATO SI VA AVANTI GRAZIE A SPONSOR, CHE SONO GENITORI DI BAMBINI CHE PARTECIPANO AI CORSI OPPURE PRIVATI APPASSIONATI: GLI SPONSOR VOGLIONO RISULTATI, IL CONI FINANZIA CHI HA RISULTATI DI RILIEVO E COSI' VIA.... COME FAI A FARE RISULTATI SE NON TUTELI LA QUALITA' INVECE CHE LA QUANTITA'??? non sono esempi e' la realta' : sono aperto a discussioni e dibattiti riguardo a ciò ( la mail mia è lisottid@libero.it ) sono d'accordo invece sul discorso che a scuola come è tutt'oggi organizzata l'educazione fisica sia in parte uno spreco: INSEGNANTI DEMOTIVATI, CHE GIRANO L'ITALIA PER ANNI IN SITUAZIONE DI PRECARIATO E PERCIO' ARRIVANO ALLA DOCENZA STABILE DEMOTIVATI / STANCHI .... 1) L'ATTIVITà MOTORIA DEVE ESSERE PRESENTE IN TUTTI I CICLI SCOLASTICI PARTENDO DALLE ELEMENTARI ( QUESTA E' LA FASE A DETTA DI TUTTI PIU' IMPORTANTE 2) OGNI INSEGNANTE DEVE COMPILARE UNA SCHEDA TRIMESTRALE RIGUARDO ALLA SALUTE FISICA DEL BAMBINO / RAGAZZO : PESO - ALTEZZA / CAPACITA' CONDIZIONALI / ECC. 3) OGNI INSEGNANTE DEVE STABILIRE UN CONTATTO CON TUTTE LE SOCIETA' SPORTIVE DELLA ZONA CON INTERVENTI ( ALMENO 4/5/6 IN MODO TALE DA AVVICINARE I RAGAZZI ALLE VARIE DISCIPLINE SPORTIVE 4) CONTATTO CON LA NATURA : INVECE DELLA SOLITA EDUCAZIONE FISICA FATTA DI PALLA E BASTA PORTAIAMO I RAGAZZI CON UN PULMINO A FARE ( ALMENO NEI 4/5 MESI DI BELLA STAGIONE !!! ) A FARE PASSEGGIATE - PERCORSI IN BICI - ESCURSIONI DOVE L'ATTIVITA' MOTORIA NON SIGNIFICA AGONISMO IO - CONTRO TE MA SIGNIFICA CONTATTO CON LA NATURA CON IL MIO CORPO - MOVIMENTO FINE A SE STESSO - PIACERE DI MUOVERMI RAGIONIAMO : 20 ANNI FA TUTTE QUESTE SOCIETA' SPORTIVE NON C'ERANO EPPURE I BAMBINI SONO ORA SEMPRE PIU' OBESI - PROBLEMATICI ED SOLI COME MAI???? LA RAGIONE E' CHE LO SPORT NON E' PIU' MOVIMENTO MA E' SCHEMI / TECNICHE / CONFRONTO ESASPERATO E BASTA SONO APERTO AL CONFRONTO/ DIBATTITO DANIELE lisottid@libero.it
Eh già! ottima soluzione: tutto quello che nella scuola non va togliamolo e diamolo ai pivati. Non ci sono palestre? Via l'educazione fisica (e non ginnastica che è ben altra cosa) Non ci sono le aule di musica? Via l'ed musicale tanto si può cantare lo stesso anche per strada o nelle numerosissime scuole di musica sparse nel territorio italiano. Le aule artistiche non ci sono? Via l'educazione artistica si può disegnare anche stando a casa, che diamine; oppure frequentare i numerosisssssimi laboratori d'arte presenti ovunque.Mancano le aule speciali di scienze? Via le scienze. La chimica la fisica, la mineralogia e l'astronomia la faranno quando andranno all'università. Mancano le aule di informatica? Via l'informatica a casa un compiter ce l'hanno tutti ormai. Azzardando un pò si potrebbero eliminare anche le lingue straniere che avrebbero necessità di aule attrezzate Via, piazza pulita di tutta queste discipline che servono solo a far perdere tempo ad insegnamenti più nobili e più utili allo sviluppo dell'intelletto e alla formazione del vero cittadino: 'saper leggere, scrivere e far di conto' come diceva il mio vecchio preside! Questo è quello che conta il resto sono solo cianfrusaglie, sottrazione di tempo a conoscenze più importanti e attuali come il latino e il greco antico, queste sì fondamentali per la crescita del cittadino e per l'apertura ai mercati orientali. E poi sai che risparmio? Ichino: lei che è così bravo a far di conto, faccia un pò il calcolo. Io che sono un'intile insegnante di ed. fisica a spanne penso che eliminando tutta sta zavorra di docenti la scuola potrebbe essere determinante per sanare il bilancio dello stato. E gli alunni e le famiglie ringrazierebbero naturalmente perchè dalla scuola finalmente verrebbero tolti gli insegnamenti più noiosi, inutili e poco stimolanti, capaci di rendere le mattine difficilmente sopportabili. L'educazione fisica ma che cos'è ? Il concetto di 'salute /sport', (obesità giovanile e decessi da cardiopatie in aumento spaventoso in Italia negli ultimi anni) 'di sviluppo delle capacità motorie di base', la 'consapevolezza delle proprie responsabilità nel rispetto delle regole dei compagni e degli avversari', 'integrazione', 'solidarietà' attraverso lo sport ? ma che cos'è sta roba? non è meglio indirizzarli subito al calcio che imparino a tirar bene in porta e basta? Magari ci guadagnano qualcosa anche! E quelli che abitano in montagna non è meglio indirizzarli subito allo sci o su per le crode? Tanto un domani faranno di sicuro i maestri di sci o le guide alpine. Si fa sport lo stesso no? imparano quello che serve lo stesso no? E' un doppione con l'ed fisica. E poi, dai, non ci vuole la laurea in scienze motorie per insegnare a far quattro salti e un pò di corsa? Io non so in che razza di realtà vive ed opera 'l'amico' Ichino. Ma se prima di scivere cazzate si fosse fatto almeno una pallida idea di come funziona l'insegnamento dell'educazione fisica nelle scuole italiane si sarebbe accorto che fare di tutte le erbe un fascio è sempre la più grande stupidaggine che si possa fare perchè si finisce inevitabilmente per gettare fango su realtà positive, bellissime dove per quanto riguarda l'argomento in oggetto, l'educazione fisica si svolge in ambienti adeguati o perlomeno dignitosi, dove l'ed. fisica è scuola di vita essendo l'unica disciplina che può trasformare in tempo reale un concetto con un'esperienza personale e senza ombra di dubbio costituisce uno dei momenti più formativi della scuola. Soprattutto quando i docenti sono competenti e capaci di creare sonergie interne organizzando attività in collaborazione con colleghi, enti esterni alla scuola, genitori, associazioni ecc; dove le ore di educazione fisica sono attese non perchè si può giocare a carte mentre il docente legge il giornale o restare in spogliatoio a fare gossip, perchè il docente segue solo i più bravi, ma perchè gli insegnanti sono coinvolgenti e riescono a fare bene il loro dovere anche quando le palestre non ci sono e quando gli alunni sono diabetici e in sovrapeso e perciò di solito odiano muoversi. Realtà dove l'educazione fisica, che si avvale dello sport per lo sviluppo della fantasia e della creatività nel movimento con tutte le forme possibili e immaginabili, lavora in sinergia con le società sportive alle quali molto spesso indirizza i ragazzi che vogliono cimentarsi nell'agonismo; dove l'educazione fisica insieme alle società sportive integra e sostiene la vita stessa del Coni evitando che le società sportive naufraghino in un'attività che per la sua stessa essenza tende ad inaridisi e a ripiegarsi su sè stessa, essendo il suo un' obiettivo più specifico e quindi più limitante, che impone sempre e comunque la ricerca del risultato sportivo, com'è giusto che sia. Sfido Ighino a proporre di eliminare l'ed.fisica dalle scuole bellunesi o venete o friulane o alto atesine, ma credo da tutto il nord e probabilmente anche dal centro; ad eliminare questa disciplina dalla scuola per metterla in mano solo ai privati che cercherebbero com'è nel loro diritto, lucro da un sacrosanto diritto sancito dalla legge: il diritto dei bambini e dei giovani di svolgere una sana attività motoria non finalizzata e accessibile gratuitamente a tutti compresi i ragazzini che abitano lontani dalle scuole e da qualsiasi forma di attività sportiva! organizzata. Cominci pure il suo viaggio nelle scuole italiane da Belluno e prosegua in tutte le scuole nelle quali vorrà verificare come e dove si lavora e poi se ne avrà ancora il coraggio, confermi pure la sua bocciatura. Se Il problema sono le strutture sportive del sud che rendono il modo di svolgere questa attività insulso, ancichè penalizzare chi la svolge come si deve, cerchiamo di dare al sud quello che ha diritto di avere. O tagliamo la gamba perchè abbiamo male al piede? Loredana Stiletto, docente ed.fisica e presidente dell'Aief Belluno
Gentile Direttore Le scrivo per esprimerle lo stupore, ma subito dopo, la profonda indignazione mia personale e di tutti gli insegnanti di educazione fisica per gli articoli di Ichino e Garanzini apparsi sul suo giornale il 25 luglio 2010. Le tesi e le considerazioni di tali signori, che penso da Lei non condivise, gettano un forte discredito sull'educazione fisica e gli insegnanti, dichiarandone di fatto l'inutilità. A 150 anni dall'obbligatorietà della disciplina nella scuola italiana, le tesi privatistiche del sig Ichino contrastano fortemente con le politiche dei vari Stati europei e con le ultime raccomandazioni della stessa Comunità europea che sollecita gli stati membri ad estendere tale obbligo agli studenti di tutti gli ordini di scuola (quindi anche primaria ed infanzia) e per un minimo di 3 ore settimanali proprio in considerazione del grande valore educativo, sociale e salutistico della disciplina. Certo non si può auspicare che chi scrive sappia tutto di tutto, ma sicuramente i cittadini che leggono il vostro giornale hanno il diritto di pretendere che chi vi scrive abbia il dovere di informarsi meglio prima di riempire il loro foglio con parole in libertà! A meno che il sig Ichino non sia intervenuto quale membro del Comitato Tecnico Scientifico presso il Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali del Ministero della Pubblica Istruzione, con il compito di disegnare il Sistema Nazionale di Valutazione delle Scuole e degli Insegnanti, nel qual caso la proposta disegnerebbe una intenzionalità o una strategia dalle fosche prospettive. In ogni caso sappia il sig Ichino e quelli che la pensassero come lui, che gli insegnanti di educazione fisica sono si pronti al confronto scientifico e culturale sulla disciplina, ma anche alla iniziativa e alla lotta per mantenere obbligatoria l'educazione fisica nella scuola e nella società italiana. In attesa di chiarimenti le chiediamo a parziale "riduzione del danno", la messa a disposizione nel suo giornale di uguale spazio a favore dell'educazione fisica pubblicando le lettere di protesta e proposta degli insegnanti della disciplina. "Non c'è educazione senza educazione fisica". Cordiali saluti Flavio Cucco Presidente Capdi & LSM (Confederazione associazioni diplomati Isef e laureati in scienze motorie)
Risposta ad articolo prof. Ichino Finalmente un esempio di lungimiranza e concretezza da un politico italiano: perché soffermarsi ad analizzare il quadro sempre più intollerabile di corruzione e spreco che la politica fornisce quotidianamente, oppure costruire un progetto credibile ed applicabile per contrastare il sempre più dilagante fenomeno della evasione fiscale? Perché ridurre i costi della politica (dimezzare il numero di parlamentari, accorpare le provincie , controllare in modo razionale la spesa sanitaria.....) oppure incidere sulle spese militari. Macché, tutti discorsi triti che non interessano più a nessuno. Il vero problema e' la spesa per la scuola pubblica, ed in particolare quei fannulloni degli insegnanti di Ginnastica (o come preferiscono pomposamente farsi chiamare di "Educazione fisica" o addirittura "Scienze motorie"). Effettivamente il prof. Ichino ha colto nel segno: qualcuno doveva fare giustizia indicando i veri colpevoli del disastro formativo ed educativo in Italia. Era chiaro a tutti come questi docenti godessero di un trattamento inaccettabile, occupando illecitamente un ruolo sottratto a ben più meritevoli insegnanti di materie "SERIE" ed "IMPORTANTI", confermate nella loro validità dalla possibilità di misurare i risultati conseguiti dagli studenti... Perché continuare a mantenere una materia così insignificante solo perché in tutta Europa ogni sistema scolastico la prevede? Molto meglio lasciare scegliere le famiglie, e se poi il maggiore reddito disponibile lo si possa utilizzare per le ripetizioni per le materie più "importanti", o per comprare un telefonino di ultima generazione oppure spenderlo in bevande alcooliche, e' solo un fatto di maggiore libertà di scelta.... Perché non applicare lo stesso principio di "servizio non adeguato" ad altre categorie? Con i risparmi ottenibili dalla abolizione delle forze di polizia potremmo permetterci un servizio di vigilanza condominiale, oppure eliminando la sanità pubblica con adeguate forme assicurative, rigorosamente private, avremmo molto più reddito pro-capite disponibile e potremmo finalmente essere liberi di finanziare rappresentanze politiche più preparate e credibili. ........ Non c'è educazione senza educazione fisica ......
Gian Franco Anastasio Insegnante di Educazione fisica