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Riparte VeDrò il think tank di Enrico Letta per raccontarci il leader del futuro

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 agosto 2010 alle ore 13:52.

Altrove, all'ombra dei palazzi della politica, il tema della leadership del centrosinistra e di come costruire un'alternativa convincente a Silvio Berlusconi sta conoscendo svariate declinazioni. E così i partiti dell'opposizione discettano a ogni pie' sospinto di alleanze e primarie, di «un nuovo Ulivo» e di leggi elettorali. Ma c'è anche chi, molti chilometri più a Nord, nella centrale idroelettrica Fies di Dro (Trento), sul nodo delicatissimo del leader del futuro ha costruito una quattro giorni di lavoro intensivo. Un metodo diverso, per cominciare, che è ormai l'architrave rodata di VeDrò-L'Italia del futuro, il think thank bipartisan promosso da Enrico Letta e Giulia Bongiorno e presieduto da Benedetta Rizzo, e giunto quest'anno alla sua sesta edizione.

Una scelta, quella di delinerare il percorso del leader del futuro, nata prima del dibattito delle ultime settimane. «In un sistema bipolare come il nostro il tema della leadership - spiega il vicesegretario del Pd, Enrico Letta - è diventato rilevante per l'opinione pubblica, poi l'attualità ha fatto il resto trasformandolo in un argomento caldissimo». Ma a suggerire la strada è stata soprattutto la crisi economica che, aggiunge Letta, «ha accresciuto il bisogno di leadership convincenti». Che il pensatoio bipartisan intende costruire con un dettagliatissimo percorso: 17 working group cui spetterà il compito di mettere a fuoco tutte le caratteristiche del futuro leader, dagli strumenti di comunicazione al programma, dalla personalità al rapporto con il territorio.

Insomma, una road map accuratissima tenuta insieme da un fil rouge che è un po' il motore di tutto il progetto: l'assenza di modelli rigidi di confronto e la libertà totale di espressione. Che Benedetta Rizzo, compagna d'avventura di Letta e presidente del think thank, sintetizza così. «A VeDrò tutti coloro che siedono attorno al tavolo hanno lo stesso diritto di parola». E dietro quel "tutti" c'è un panel molto ricco che racconta l'altra chiave del successo dell'appuntamento: il "taglio generazionale" (i partecipanti sono nati a partire dagli anni '60) e la trasversalità politica, religiosa e culturale di chi arriverà in questo angolo di Trentino. Dall'amministratore delegato del Gruppo Intesa-San Paolo, Corrado Passera, a esponenti politici di entrambi gli schieramenti (i presidenti di Regione, Renata Polverini e Vito De Filippo, i sindaci di Firenze e Verona, il viceministro Adolfo Urso, ma anche molti parlamentari), da firme prestigiose del giornalismo a imprenditori (Anna Maria Artoni, Luisa Todini, Ivan Lo Bello) e a magistrati (Raffaele Cantone, Nicola Gratteri,Stefano Dambruoso).

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Tags Correlati: Anna Maria Artoni | Enrico Letta | Giulia Bongiorno | Gruppo Intesa-San Paolo | Ivan Lo Bello | L'Ulivo | Luisa Todini | Nicola Gratteri | Partiti politici | PD | Stati Uniti d'America | Trentino Alto Adige | Vito De Filippo

 

Tutti a discutere di come dovrà essere il leader del 2020. Per arrivare, attraverso i working group, a un identikit completo. Che sarà messo a confronto con i risultati del Rapporto VeDrò 2010, dal titolo assai suggestivo: "Italiano sarà lei. Gli italiani e la leadership». Così al lavoro prospettico dei gruppi si affiancherà la ricerca su un campione di cittadini che fornirà di nuovo l'aggancio con l'attualità. Ma di Pd e di alleanze qui non si parla. E Letta si prepara alla full immersion. «Quest'anno saremo in 600 - racconta - e abbiamo dovuto rimandare indietro molta gente. Quando partimmo eravamo la metà». Quel "quando" riporta indietro la lancetta al 2005 e a un Letta "folgorato" sulla via dell'Aspen Institute in Colorado. «Rimasi colpito dalle modalità del confronto e dall'informalità e tornando in Italia ho pensato a qualcosa che avesse lo stesso taglio». Così Dro, provincia di Trento, ha strizzato l'occhio agli States.

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