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Inter sola al comando. Per il Milan solo un pari sul campo della Lazio

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 settembre 2010 alle ore 23:04.

I tasselli vanno a posto a poco a poco. La surreale classifica resta tale, anche dopo questo turno infrasettimanale, ma l’Inter per lo meno torna  ad essere  l’Inter delle certezze. Cullato dall’incondizionata fiducia del pubblico di San Siro, Diego Milito riprende colore dopo un inizio di campionato agonizzante. Neanche mezz’ora, dopo un avvio sorprendente del Bari (palo di Almiron),  e  il  ‘Principe’ si rificca bene in testa la sua corona. Per la verità, considerato lo straripante stato di grazia di Eto’o, autore anche del primo assist per il compagno, avrebbe potuto prendersela anche più comoda ma nel dubbio è meglio ripristinare appena possibile le gerarchie. Vale per l’argentino ma vale soprattutto per la squadra che guadagna terreno e gioca una gara con tutti i crismi. Il potenziale d’attacco nerazzurro, al meglio della forma, è quanto di meglio un allenatore possa desiderare. E a farne le spese è il Bari costretto a prendere coscienza dei propri limiti e a tornare con i piedi per terra. Milito si rimette in pista con una doppietta su azione, Eto’o con una doppietta su rigore, implacabile dal dischetto. Ma la notizia migliore, per gli uomini di Benitez, è sapere che un passo dietro ci sono due belle sorprese ma, in quanto tali, destinate a togliere il disturbo in tempi brevi:Brescia e Chievo.

Al Rigamonti  già al gol di Hetemaj la Roma naufraga perdendo pezzi e staffe. Il nervosismo, già abbondantemente alimentato da polemiche e parole in libertà nelle ultime settimane,  affiora  in tutta la sua virulenza e si tramuta in rabbia quando Mexes viene espulso troppo frettolosamente per un dubbio fallo che consente a Caracciolo di raddoppiare dal dischetto. L’arbitro Russo completa l’opera adottando parametri inversi in area bresciana quando la Roma reclama giustamente un ‘mani’ di un difensore che viene bellamente ignorato e vanifica il gol di Borriello con Adriano cartonato che si mangia il possibile pareggio sul finale. Nel dopo gara sono tuoni e fulmini. Giallorossi che, oltre a Mexes, che sarà squalificato, perdono il portiere Julio Sergio, in lacrime e dolorante, in campo fino alla fine: legamenti o grave distorsione per lui.

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Tags Correlati: Bari | Brescia (squadra) | Cagliari (squadra) | Chievo | De Laurentis | Diego Milito | Di Natale | Fiorentina | Inter | Julio Sergio | Milan | Napoli (squadra) | Parma (squadra) | Roma (squadra) | S.S. Lazio | Sampdoria | Sport

 

Il Chievo invece punisce un baldanzoso Napoli al San Paolo. Sonora lezione il 3-1 che i veronesi rifilano a una squadra che, per stessa ammissione di Mazzarri, si è concessa il lusso di deconcentrarsi, sufficientemente appagata dalla vittoria di domenica contro la Samp.  Al vantaggio di Cannavaro rispondono con una sventagliata di mitra che fa infuriare De Laurentis che abbandona con largo anticipo gli spalti.

Il Milan  si ferma sull’ 1-1 all’Olimpico con la Lazio ed già doppiato. Ibrahimovic dopo la doppietta in coppa battezza il campionato ma la Lazio, di questi tempi, è squadra tosta trascinata da un sempre più maturo Hernanes che disegna buon calcio, trascina, e serve a Floccari la palla del pareggio.  Una traversa di Flamini disegna sul volto di Allegri un sorriso amaro e preoccupato.

Continua la crisi di Udinese e Fiorentina. I bianconeri non si capacitano di non aver raccolto ancora nemmeno un punto. La gara si apre con la rinascita di Di Natale ma si chiude con la beffa all’ultimo minuto di un rapace Di Vaio che, sull’ 1-1 si avventa sull’ultima palla buona e passa all’incasso mentre la Fiorentina raggranella un punticino con il Genoa, a Marassi. Il Catania risveglia bruscamente il Cesena vincendo 2 a 0 e mettendo in luce tutti i limiti di una neopromossa che si è goduta il suo momento di gloria ma ora deve cominciare a pedalare per restare a galla. Pareggiano anche Lecce e Parma (1-1)  e Cagliari e Sampdoria (0-0). Il tutto in attesa di capire le intenzioni e la vera faccia della Juve che stasera chiude il turno con il Palermo.

Questi i risultati:
Bologna-Udinese 2-1
Brescia-Roma 2-1
Cagliari-Sampdoria 0-0
Catania-Cesena 2-0
Genoa-Fiorentina 1-1
Inter-Bari 4-0
Lazio-Milan 1-1
Lecce-Parma 1-1
Napoli-Chievo 1-3.

Questa la classifica dopo la 4/a giornata:
Inter 10
Brescia e Chievo 9
Catania, Lazio e Cesena 7
Cagliari 6
Milan, Sampdoria, Parma, Napoli, Bologna, Genoa e Bari 5
Juventus e Lecce 4
Fiorentina e Roma 2
Palermo 1
Udinese 0
Juventus e Palermo una partita in meno.

Queste le partite del prossimo turno domenica alle ore 15.
Bari-Brescia
Catania-Bologna
Cesena-Napoli (ore 12.30)
Chievo-Lazio
Fiorentina-Parma
Juventus-Cagliari (ore 20.45)
Milan-Genoa (sabato 25/9, ore 18)
Palermo-Lecce
Roma-Inter (sabato 25/9, ore 20.45)
Sampdoria-Udinese.

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