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Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2010 alle ore 11:17.
Alla miniera di San Josè, nel nord del Cile, è arrivata la prima delle tre capsule metalliche - di 53 cm di diametro e con una porta grigliata per l'accesso del minatore - che verranno usate per riportare in superficie i 33 minatori intrappolati a 700 metri di profondità dal 5 agosto scorso. È arrivata ieri scortata da auto della polizia e accolta da applausi e ovazioni dei familiari accampati intorno alla miniera.
Le altre due capsule verranno consegnate la prossima settimana. Il governo ha precisato che le capsule verranno calate per i primi giorni di novembre, una volta completati i lavori per scavare i pozzi di salvataggio.
La prima capsula, la prima di tre costruite dai cantieri navali della marina cilena, è una specie di gabbia cilindrica «alta 4 metri, pesante 460 kg» ha spiegato Sergio Navarro, membro dell'equipe che ha costruito le capsule. La gabbia metallica, dipinta di bianco, rosso e blu (i colori della bandiera cilena), è stata battezzata «fenice» dal ministro delle miniere, Laurence Golborne, mentre il suo collega della sanità, Jaime Manalich, ha precisato che un soccorritore e un medico scenderanno in profondità per preparare i minatori alla risalita.
Tutti i minatori, dopo aver preso posto nella capsula, saranno sollevati fino in superficie, uno a uno, attraverso uno dei tre pozzi che i soccorritori stanno scavando. L'operazione -
hanno affermato alcuni ingegneri - durerà da mezz'ora a un'ora e mezza per ciascun minatore».









