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La domanda estera traina l'industria tedesca

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 ottobre 2010 alle ore 08:03.

FRANCOFORTE - L'economia mondiale lancia segnali di rallentamento, ma per la Germania l'autunno si presenta meno grigio che in altri paesi della zona euro. In agosto gli ordini industriali sono aumentati più del previsto, del 3,4% rispetto a luglio, spianando la strada a un probabile incremento della produzione almeno nel breve termine.


Il dato di agosto, che giunge dopo un calo in luglio, dell'1,6% (corretto rispetto al -2,2% annunciato in un primo tempo), è stato influenzato da alcuni ordini importanti nel settore dei trasporti. «Fluttuazioni nelle commesse più consistenti - spiegava ieri il ministero dell'Economia - grandi hanno avuto un impatto. Ciononostante la domanda di prodotti industriali rimane al rialzo».

La batteria di dati pubblicati ieri mostra da un lato una buona domanda sul fronte internazionale e qualche incertezza sul versante domestico. Nel contempo, cresce il settore dei beni d'investimento, più deboli invece i beni di consumo. «La crescita nel terzo trimestre è proseguita, anche se meno forte che nel periodo precedente», commentavano ieri gli economisti di Barclays Capital.

L'aumento degli ordini in agosto è stato superiore alle previsioni che puntavano su un balzo dello 0,8-1%. In generale le imprese tedesche sono contente della ripresa economica, che si è rivelata particolarmente forte dopo la drammatica recessione nel 2009. Molte aziende tuttavia preferiscono rimanere caute sulla fine del 2010 e sul 2011.
Nel mondo industriale tedesco, numerose società si interrogano ancora su quali saranno i nuovi equilibri post-crisi della domanda internazionale e delle capacità produttive. Peraltro le stesse statistiche pubblicate ieri dal ministero dell'Economia giungono dopo che gli indici di fiducia delle imprese hanno mostrato un calo in settembre.

L'impressione è che l'economia rallenterà da qui a fine anno. Non è chiaro però quanto forte sarà la frenata. Ieri intanto il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla crescita tedesca: dall'1,4 al 3% nel 2010 e dall'1,6 al 2% nel 2011. L'Fmi ha detto che il buon andamento dell'economia tedesca dovrebbe favorire la zona euro.
Sul fronte del cambio, le imprese tedesche sono meno angosciate delle loro controparti francesi dal recente apprezzamento dell'euro. Producono beni di qualità per i quali il cambio pesa relativamente. È da tenere a mente poi che molte aziende producono nei mercati emergenti e che l'andamento della valuta unica ha un'influenza soprattutto per quanto riguarda il rimpatrio degli utili.
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