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Questo articolo è stato pubblicato il 12 ottobre 2010 alle ore 08:51.
Il presidente cinese Deng Xiaoping nel 1992 aveva affermato con un certo orgoglio che «se il Medio Oriente ha il petrolio, la Cina ha le terre rare». Oggi l'asserzione è diventata maggiorenne e l'orgoglio ha acquistato il sapore di una minaccia. Le "terre rare" sono 15 elementi chimici noti anche come lantanidi. Il lantanio è il primo metallo di questo gruppo, nella tavola di Mendeleev, seguito da cerio, praseodimio, neodimio, prometio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio, lutezio. A questi si associano, grazie a proprietà e utilizzi molto simili, anche ittrio e scandio.
Il loro utilizzo è stato per lungo tempo molto limitato e la loro reperibilità non era mai stata in discussione: la Cina era un ottimo "serbatoio" da cui attingere, situazione che ha favorito il graduale smantellamento delle attività estrattive in Occidente. Su un centinaio di milioni di tonnellate di riserve accertate nel mondo, Pechino ne controlla solo 36, mentre nell'ex Urss ce ne sono 19, negli Usa 13 e quantitativi rilevanti sono presenti in Australia, Canada, Vietnam, India, Estonia, Brasile, Malaysia, Sudafrica. Però la Cina nel 2009 ha estratto il 97% delle 124mila tonnellate prodotte nel mondo e, quel che più conta, è diventato il primo paese consumatore, sorpassando il Giappone.
Si tratta di un monopolio di fatto, che ha assunto caratteristiche preoccupanti nelle scorse settimane, in concomitanza con l'arresto del capitano di un peschereccio cinese, accusato di aver sconfinato in acque territoriali giapponesi. La mossa è stata seguita dall'arresto, in Cina, di 4 giapponesi accusati di aver filmato installazioni off limits. Contemporaneamente, le aziende nipponiche utilizzatrici di terre rare hanno lamentato lo stop delle forniture cinesi.
Pechino sostiene che le vendite del 2010 avevano già superato le quote esportabili fissate in precedenza. Ritorsione o no, l'allarme ha scosso Tokyo e Washington, perché le terre rare sono diventate sempre più importanti. I metalli e i loro ossidi hanno un ruolo soprattutto nella creazione di superleghe con eccellenti capacità magnetiche. La Toyota Prius e la Honda Insight incontrerebbero difficoltà se dovessero rinunciare al neodimio e al lantanio, largamente presenti in ogni vettura.







