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Questo articolo è stato pubblicato il 12 ottobre 2010 alle ore 08:52.
Il logo che accompagna il XII Forum della piccola industria è una bussola. Ci vuole in effetti un grande senso d'orientamento per continuare a muoversi con successo e/o limitare i danni, nei mercati internazionali del post-crisi.
Ma anche – come dice il titolo – per trovare e percorrere «le nuove rotte delle Pmi», dentro e fuori i patri confini. Il 15 e il 16 ottobre a Prato saranno soprattutto "i piccoli" di una grande economia manifatturiera, la seconda in Europa e tra le prime al mondo, a far sentire la loro voce e a tracciare nuove modalità d'impresa perché la loro vocazione non è necessariamente quella di essere "piccoli" a vita, ma di crescere: nelle dimensioni, nel capitale, per trasformarsi, come dice Vincenzo Boccia, presidente Piccola industria di Confindustria, «da buoni produttori in buoni imprenditori» (si veda intervista in pagina).
Il programma della due giorni di Prato è stato presentato ieri in Assolombarda assieme alla nuova iniziativa del Sole 24 Ore, la cui edizione del lunedì uscirà in veste rinnovata a partire dal 25 ottobre, con un'attenzione particolare alle Pmi e alla loro internazionalizzazione. Una piccola grande prova tecnica di sistema paese per rispondere in maniera ancora più puntuale e approfondita a quella che Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, ha definito come «il bisogno numero uno delle nostre imprese, vale a dire l'informazione». Puntuale, di servizio e costantemente aggiornata. Un elemento affinché l'ago della bussola sia il più preciso possibile nell'indicare le nuove rotte.
A Prato si parlerà, tra le altre cose, di piccola industria come progetto di vita e di una finanza a sostegno della crescita: «In questo senso – ha detto Vincenzo Boccia – sarà importante il ruolo della Sgr che gestirà il Fondo italiano d'investimento nelle piccole e medie imprese. Ritengo una grande opportunità per le aziende la permanenza del fondo nel loro capitale fino a un massimo di 12 anni. Le aiuterà a compiere quel salto qualitativo ormai indispensabile per il rafforzamento patrimoniale». Il forum darà voce anche alle esperienze internazionali di politiche economiche a favore delle Pmi e di chi lavora per attrarre gli investimenti diretti dall'estero (Ide). In questo senso parleranno il vicesindaco della regione cinese dello Yangzhou e il presidente dell'Unione tunisina dell'industria e del commercio. Il ruolo manifatturiero dell'Italia si gioca infatti anche con l'ingresso, possibilmente incentivato, di imprese straniere oltre che con una politica industriale capace di accompagnare non solo lo sforzo di resistenza alla crisi, ma anche la ripartenza sui mercati internazionali.







