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Transizione difficile per la Nato in Afghanistan. Tanti i dubbi sulle capacità delle forze governative

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Questo articolo è stato pubblicato il 04 novembre 2010 alle ore 21:51.

Tra due settimane al vertice di Lisbona la Nato annuncerà l'avvio della transizione tra le truppe alleate e le forze di sicurezza di Kabul ma sul campo di battaglia si registrano luci e ombre circa le capacità delle forze governative. Le prime aree a passare sotto il controllo delle forze afghane saranno alcune province del nord e dell'ovest ma anche nel sud, nella calda provincia di Helmand, i marines statunitensi hanno iniziato a lasciare ai colleghi dell'Afghan National Army (Ana) la gestione di alcune aree.

Un'iniziativa sperimentale attuata a Nawa, nel distretto di Naw Zad che potrebbe rappresentare un primo esempio del successo dell'offensiva alleata. Il programma prevede il ritiro della maggior parte dei marines dai "combat out post" (Cop) istituiti presso i villaggi il loro rischieramento in basi nel deserto entro primavera. Un piano che consentirebbe di ridurre entro l'estate il numero di marines dislocati nel distretto, attualmente un battaglione fanteria più le unità di supporto per un totale di un migliaio di soldati., in tempo per l'avvio del ritiro delle truppe confermato dal presidente Barack Obama per il luglio 2011. Secondo il comando americano del settore Sud-Ovest, a Nawa gli attacchi della guerriglia sono diminuiti in modo significativo mentre è aumentata la capacità dell'esercito afgano di operare in modo indipendente anche se i marines resteranno pronti a intervenire tempestivamente per dar man forte ai 500 militari di un "kandak"(battaglione) dell'Ana. Fino a pochi mesi or sono in questo distretto erano schierati un centinaio di soldati britannici, troppo pochi per muoversi sul territorio e costretti a restare barricati nella base del capoluogo, il Combat out post Jaker.

Si tratta di un «ridimensionamento, piuttosto che di un ritiro destinato ad assicurare la capacita di rispondere per evitare fallimenti catastrofici», ha spiegato al Washington Post il generale Richard P. Mills, alla testa del Regional Command South-West. A Nawa, non c'è stata alcuna dichiarazione ufficiale circa il passaggio di consegne ma cinque Cop sono ora controllate dai militari afgani anche se i marines si sono ritirati a pochi chilometri di distanza. «Sono sempre sotto il nostro ombrello protettivo», assicura il colonnello Jeffrey Holt, comandante del Primo battaglione del Quinto Reggimento Marine. Se nelle aree afghane a minore presenza talebana la cessione delle responsabilità avverrà per province, nel sud e nell'est gli statunitensi intendono procedere a piccoli passi, cedendo agli afghani un distretto alla volta e mantenendo forze di reazione rapida per riprendere in mano le redini delle operazioni in caso di necessità. Considerate le carenze dell'esercito afghano in campo aeronautico gli alleati dovranno comunque garantire la disponibilità di un buon numero di elicotteri e aerei da attacco. In molte aree le forze afghane, specie le unità di polizia, mostrano cedimenti e segnali di inaffidabilità che rischiano di compromettere i piani alleati per la transizione.

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Tags Correlati: Afghanistan | Barack Obama | Jeffrey Holt | Nangarhar | Nato | Naw Zad | Reggimento Marine | Richard P.

 

A Khogeyani,nella provincia orientale di Nangarhar, un intero reparto di polizia composto da una ventina di agenti ha saccheggiato e incendiato la propria caserma raggiungendo con armi e veicoli le postazioni talebane. Una defezione che conferma ancora una vola il differente livello di affidabilità tra l'esercito e la polizia di Kabul. Anche da Herat, la provincia occidentale affidata al contingente italiano indicata come una delle prime a passare sotto il controllo afghano, non giungono notizie molto incoraggianti. Il 29 ottobre un agguato talebano ha ucciso 10 poliziotti, ferendone altre 12 dopo che i ribelli hanno circondato un posto di blocco nel distretto di Chesht-i-Sharif, una delle aree più isolate della provincia nella quale solo quest'estate sono penetrati in forze i militari italiani e le truppe afghane.

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