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Questo articolo è stato pubblicato il 16 novembre 2010 alle ore 11:35.
«Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica alle incredibili accuse lanciate da Roberto Saviano ieri sera nella trasmissione "Vieni via con me"». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando le critiche alla Lega nel monologo di ieri sera nell'ambito del programma di Raitre. «Vorrei - ha aggiunto il ministro - un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi».
«Chiedo risposta - ha spiegato il ministro - anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite». «Non c'è neanche bisogno - ha proseguito Maroni - di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c'è qualcosa di vero e siccome non è così voglio poter replicare a quelle stupidaggini».
Lui, ha detto ancora il titolare del Viminale, «mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: è facile lanciare il sasso senza il contraddittorio». Se l'invito della Rai non arriverà, ha sottolineato, «sarà dimostrata a tutti che quella è una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo - ha aggiunto - che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta».
La posizione di Maroni è condivisa dal presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, della Lega Nord,che annuncia la possibilità di «intraprendere azioni legali per tutelare l'onorabilità» della Regione Lombardia di fronte alle affermazioni di Roberto Saviano. Lo scrittore, osserva Boni in una nota, ieri sera durante la trasmissione «ha affermato che la nostra Regione avrebbe al suo interno dei rappresentanti istituzionali collusi con associazioni di chiaro stampo mafioso». «Non ho avuto modo di vedere la trasmissione, ma - incalza il presidente del Consiglio lombardo - se tutto fosse confermato sarebbe di fatto gravissimo, anche perché non esistono atti giudiziari che convalidano il "teorema Saviano". Pertanto ho attivato gli uffici del Consiglio affinchè acquisiscano dalla Rai la registrazione della puntata di ieri, verificando alla lettera che cosa è stato detto e quali tipi di accuse sono state rivolte alle istituzioni lombarde, che comunque meritano rispetto. Mi riservo quindi di intraprendere delle azioni legali per tutelare la loro onorabilità, scrivendo anche al direttore di Rai Tre per chiedere chiarimenti».