Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 05 gennaio 2011 alle ore 13:39.
"Allerta salute: questi farmaci potrebbero trasformarvi in pessimi giocatori d'azzardo". E' il titolo con cui il Guardian mette in guardia i lettori contro gli eventuali effetti collaterali di alcune medicine contro il Parkinson. Il quotidiano britannico racconta la storia del pensionato di Carrara che ha denunciato la Asl della Versilia sostenendo di avere preso la febbre del gioco per colpa dei farmaci prescritti per contrastare la malattia neurologica.
Il settantenne, Paolo Chisci, ha dilapidato al gioco circa 300mila euro tra lotterie istantanee e slot machine. Era arrivato a grattare fino a 500 "gratta e vinci" al giorno, prima che la famiglia scoprisse che l'induzione compulsiva al gioco è uno degli effetti collaterali dei farmaci dopamino-agonistici.
La causa civile, avviata due anni fa, arriva ora in tribunale. La prima udienza è fissata a Viareggio per l'8 febbraio. L'azienda sanitaria ha fatto ingiunzioni contro le due ditte farmaceutiche che producono i farmaci, le filiali italiane della Eli Lilly e della Boeringher Ingelheim. Il corrispondente del Guardian, John Hooper, scrive di non essere riuscito a contattare nessuna delle due ditte per un commento.
Citando il quotidiano Il Tirreno, Hooper ricorda che Chisci aveva cominciato ad assumere i farmaci dopamino-agonistici nel 1999. Ma solo dal 2005 l'induzione al gioco è stata inclusa tra gli effetti collaterali indicati nel foglietto di avvertenze del medicinale.
"Non è chiaro se il paziente fosse stato messo in guardia", prosegue il Guardian, ma i suoi legali intendono sostenere che nel 1999 gli effetti collaterali erano già noti. Il paziente non gioca più, soprattutto perché non gli sono rimasti più soldi.
I legali affermano che si tratta della prima causa del genere in Italia. Secondo il Guardian, si pensa che sia anche la prima in Europa. Un precedente esiste negli Stati Uniti: nel 2008, un poliziotto in pensione di Milwaukee, nel Wisconsin, Gary Charbonneau, aveva fatto causa contro la Boeringher Ingelheim e aveva ottenuto 204mila dollari come risarcimento delle sue perdite al gioco, 175mila per le sofferenze subite e ulteriori danni punitivi di 7,8 milioni.







