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Commenti e Inchieste

Le buone intenzioni non alzano il nostro Pil

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2011 alle ore 08:38.
L'ultima modifica è del 09 febbraio 2011 alle ore 06:43.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ci scuserà se ci rivolgiamo a lui in modo diretto, senza i veli della retorica che caratterizza gli editoriali dei giornali. Lei, presidente, riunisce oggi il consiglio dei ministri per affrontare il cruciale tema del rilancio della crescita economica. Lo fa in un clima politico molto deteriorato, nel pieno dell'ennesima bufera giudiziaria e dopo una serie di eventi politici che hanno indebolito la tenuta della maggioranza. Tutto, in questo momento, sembra essere contro la possibilità di un rilancio nel segno delle riforme.

Ma questa mattina, intorno al tavolo del consiglio, non sarete chiamati a discutere né di inchieste né dei dissidi interni al centro-destra. Il governo è atteso a una prova: dovrà dimostrare la sua capacità di saper ancora prospettare un percorso di sviluppo per questo paese. Dovrà fornire risposte all'ansia dei tanti lavoratori che oggi temono per il proprio impiego e delle tante aziende che vogliono dare un calcio alla frustrazione di chi sa che per competere deve superare mille ostacoli.
A pagina 2 Giorgio Santilli mette insieme un ampio programma per la crescita, un piano muscolare, ma a costo quasi zero. Lo fa rilanciando e dando organicità alle tante proposte degli imprenditori cui il Sole 24 Ore ha dato voce in questi giorni.
Gente abituata a parlare poco e a lavorare in azienda. Gente come Alberto Barcella che chiede lo sblocco finalmente dei lavori per le infrastrutture già finanziate, come Giorgio Fiore che vede nella formazione e nella lotta contro la criminalità la strada maestra per il rilancio del Sud, come Mariella Enoc che invoca quella riduzione della burocrazia sempre prospettata e mai realizzata (si veda anche il Sole 24 Ore di ieri) e che è stata, si badi, anche capace di critiche verso gli imprenditori stessi, quando necessario.

Sono capitani d'impresa, non i ragazzi dei centri sociali che ancora l'altro giorno, nei pressi di Arcore, hanno dimostrato la loro rozzezza. È la classe dirigente del suo mondo, persone che condividono con lei l'orgoglio dell'essere imprenditori canonizzato da Schumpeter. Sono queste donne e questi uomini ad aspettarsi oggi un segnale da lei e dal suo governo.
Se avete ancora energie per dare la scossa di cui l'Italia ha bisogno, è il momento di dimostrarlo.

Tags Correlati: Consiglio dei Ministri | Giorgio Fiore | Italia | Mariella Enoc | Pil | Silvio Berlusconi

 

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