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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2011 alle ore 06:36.
«Sono orgoglioso di dare lavoro alle officine della mia zona, Imola, in questo momento un'area in sofferenza». Stefano Cassani, 37 anni, per anni ha collaborato con diverse aziende meccaniche, poi ha deciso di mettersi in proprio creando la sua creatura: Plasticsort, che progetta e realizza impianti di selezione e riciclo della plastica. «Nel periodo più difficile della crisi - racconta Stefano Cassani, ingegnere di 37 anni, un passato in Ducati e un presente a capo di uno studio tecnico associato a Imola - mi sono fermato a pensare al mio lavoro. A quel punto ho capito che se i miei clienti avessero avuto problemi economici, anche io sarei sparito perché da loro non avrei avuto più incarichi. Quindi, insieme con i ragazzi che lavoravano con me, dovevo inventarmi qualcosa e diventare autosufficiente».
Ed ecco l'idea: «Il settore del riciclo dei rifiuti mi ha sempre molto interessato e sapevo che c'erano ampi spazi di miglioramento per le macchine di trattamento e separazione dei materiali - racconta -. Così ho cominciato a cercare soluzioni tecnologiche d'avanguardia e a studiare tutti i brevetti della concorrenza: poi nel febbraio dello scorso anno ho costruito il primo prototipo della nostra macchina, che seleziona la plastica grazie a una sorta di calamita elettrica». Lavoro di sviluppo tecnologico che è andato di pari passo con la costituzione formale della società: «Visto l'interesse che alcuni investitori avevano manifestato verso Plasticsort, ho preparato un business plan, acquistato un capannone e partecipato a diversi concorsi che premiavano l'innovazione: l'idea - prosegue Cassani - ha avuto successo, sono arrivati i primi finanziamenti a fondo perduto e finalmente abbiamo potuto cominciare a produrre i nostri apparecchi».
Il primo dei quali verrà venduto a giugno: «Ho sempre avuto un obiettivo nella mia vita, anche professionale: quello di creare una mia azienda e diventare imprenditore - conclude Cassani -. Tutti i soldi che ho guadagnato come consulente e grazie allo studio li ho investiti in questo progetto, nel quale sono coinvolti anche dieci giovani professionisti che ci hanno creduto fin dall'inizio e nonostante la crisi. E adesso il mio sogno si sta realizzando».
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