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Questo articolo è stato pubblicato il 05 marzo 2011 alle ore 08:14.

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CINA
Sì ai concerti
di Bob Dylan
La Cina ha detto sì a Bob Dylan (nella foto). La leggenda americana potrà esibirsi sul palco a Shanghai e a Pechino ad aprile come parte della tournée asiatica in occasione dei 50 anni di carriera musicale. Lo scorso anno le autorità cinesi avevano risposto con un secco no di fronte alla sua richiesta d'ingresso, si ritiene per via dei suoi testi di natura politica e per la sua fama di icona del movimento di protesta negli anni Sessanta. Dylan, che avrà 70 anni a maggio, suonerà a Pechino e Shanghai in aprile.
ATTACCO AI SOLDATI USA
Esclusa la pista
del terrorismo
«L'attentato non è riconducibile a organizzazioni terroristiche». Così il procuratore federale tedesco Rainer Griesbaum, in merito all'attacco terroristico all'aeroporto di Francoforte contro un bus militare americano, nel corso del quale hanno perso la vita due soldati Usa. Arid Uka, 21 anni e originario del Kosovo, arrestato subito dopo dagli agenti di sicurezza del terminal, ha dichiarato di aver compiuto l'atto dopo aver visto un video su YouTube che mostrava «alcuni soldati americani irrompere in un'abitazione musulmana» in Afghanistan e «violentare» una ragazza.
STATI UNITI
Fallisce il lancio
di un satellite
Un satellite della Nasa destinato a studiare il clima terrestre si è inabissato ieri nel Pacifico pochi minuti dopo il lancio. Il satellite Glory Earth, del costo di 424 milioni di dollari, non è riuscito a entrare in orbita a causa del mancato distacco di alcuni strati protettivi del razzo Taurus XL. Il problema ha reso il razzo troppo pesante rendendo impossibile la dislocazione in orbita del satellite, costruito dalla Orbital Science. Il satellite Glory doveva fornire indicazioni agli scienziati su come il sole e le particelle atmosferiche aerosol influenzano il clima della Terra.
COSTA D'AVORIO
Emergenza
rifugiati
Sono centinaia di migliaia le persone costrette a fuggire dai combattimenti in Costa D'Avorio.
L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) è preoccupato perché, con l'inasprirsi delle violenze, aumentano le difficoltà
per gli operatori
umanitari che non possono portare assistenza agli sfollati.
Sono oltre 200mila gli ivoriani riparati nella capitale, mentre altri 70mila affollano il confine occidentale.

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