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Questo articolo è stato pubblicato il 05 marzo 2011 alle ore 14:23.

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In partenza la nave italiana con aiuti umanitari alla LibiaIn partenza la nave italiana con aiuti umanitari alla Libia

Cibo, tende e coperte, ma anche generatori elettrici, depuratori per l'acqua, farmaci: è il materiale inviato dall'Italia, con la sua doppia missione umanitaria in Libia e Tunisia. Dal porto di Catania è in partenza la Libra, la nave della Marina Militare con aiuti diretti al porto libico di Bengasi, donati dalla Cooperazione italiana e dalle Coop. A bordo della nave, oltre a quattro generatori elettrici, sono state imbarcate tende familiari, 4mila coperte, ma anche depuratori e 40 kit medici per patologie generali.

Il Comitato di sicurezza finanziaria verifica l'applicazione delle norme sul congelamento dei beni libici

La Libra, che arriverà a destinazione in 30 ore, trasporta anche acqua, con due taniche, rispettivamente da 3.500 e 7.500 litri, e cibo donato dalla cooperazione: 5 tonnellate di riso e 5 tonnellate di latte. Nelle casse di legno, con tanto di tricolore e scritta «dono del governo italiano», anche 469 shelter d'emergenza (tende e ripari da campo).

Un C130 porterà a Djerba, in Tunisia, tende e gruppi elettrogeni
Il ministero degli Esteri ha reso noto che proseguono a pieno ritmo le operazioni umanitarie al confine fra Tunisia e Libia svolte sotto il coordinamento della Farnesina. Un C130 ha portato a Djerba, dove verrà allestita presso il campo profughi tunisino di Choucha, nei pressi di Ras Jedir, una struttura temporanea che servirà da centro di coordinamento delle operazioni di assistenza umanitaria ai profughi in fuga dalle violenze in Libia. Il volo, messo a disposizione dal ministero della Difesa, trasporta materiale della Protezione Civile e anche per una tensostruttura che ospiterà il team del ministero degli Esteri che farà da coordinamento alle operazioni delle varie agenzie in campo. A bordo dell'aereo militare, ci sono anche tende famiglia, 5 gruppi elettrogeni, stufe a olio. Il C130 ripartirà subito alla volta di Bamako, per riportare in patria circa 60 profughi maliani.


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