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Questo articolo è stato pubblicato il 11 marzo 2011 alle ore 06:40.

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IMPERIA
La commissione di accesso lo aveva chiesto, il Governo lo ha disposto. Per la prima volta – dopo lo scioglimento di Bardonecchia (Torino) nel 1995 – un altro Comune del Nord-ovest, Bordighera (Imperia) è stato sciolto per mafia. La decisione, comunicata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni nel consiglio dei ministro di ieri, è giunta dopo un lungo tira e molla con l'amministrazione, guidata dal sindaco Giovanni Bosio (Pdl), atterrito dall'idea che il nome della città, rinomata in tutto il mondo per il turismo balneare, fosse accostato alla mafia.
Hanno prevalso le lunghe relazioni del Comando provinciale dei Carabinieri di Imperia e la visita della commissione prefettizia che non ha potuto non rilevare le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Comune di 10mila abitanti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'inchiesta che nell'estate 2010 ha portato all'arresto di otto imprenditori, membri di alcune famiglie di origine calabrese (Pellegrino, Valente, De Marte, Barilaro) alcuni dei quali ritenuti vicini alla 'ndrangheta. Le indagini svolte dai Carabinieri avevano evidenziato pressioni sul sindaco e su alcuni assessori per ottenere l'apertura di una sala giochi ed altri favori. Era stata quindi consegnata una informativa al prefetto Francesco Paolo Di Menna con l'ipotesi di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione e condizionamento mafioso, nonostante il sindaco Bosio affermasse che né lui né la giunta erano a conoscenza dei fatti che emergevano dalle indagini.
La città è sotto shock. Il sindaco ha chiesto tempo per capire le motivazioni, mentre la consigliera di opposizione Donatella Albano (Pd) è uscita allo scoperto. Per le sue denunce sulle infiltrazioni da quasi un anno vive sotto tutela delle Forze dell'ordine. «Avevamo chiesto a luglio che il sindaco prendesse provvedimenti – ha dichiarato – e non lo ha fatto. È stata una lunga agonia». Nella ex Giunta a prendere posizione è stato l'ex assessore Marco Sferrazza che sarebbe stato minacciato, con un altro ex assessore, Ugo Ingenito, da alcune famiglie legate alla malavita. Comparirà come parte lesa al processo per minacce il 14 aprile davanti al Tribunale di Sanremo. Sui sospetti di voti di scambio e sul fatto che alcuni personaggi in odore di mafia avessero chiesto favori in cambio dell'appoggio elettorale, Sferrazza ha affermato: «Mi spiegasse qualcuno cosa significa voto di scambio, che ancora oggi non l'ho capito. Votano tutti: le brave persone e quelle un po' meno brave. Anche quest'ultime dovranno pure esprimere una preferenza. O no?».
La provincia di Imperia rischia di fare ancora i conti con la mafia in un'altra amministrazione. Il 18 novembre 2010 la Direzione distrettuale di Genova ha infatti spedito i Carabinieri nel Comune di Ventimiglia, per sequestrare provvedimenti, fascicoli e delibere. Un motivo in più per far alzare la voce a quanti chiedono una commissione d'accesso e poi lo scioglimento per mafia anche di Ventimiglia.
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