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Questo articolo è stato pubblicato il 12 marzo 2011 alle ore 16:48.

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Confindustria (e sindacati) in Sicilia chiedono una zona franca per lo sviluppo e la legalità. Nella foto Antonello Montante, vicepresidente di Confindustria con delega alla legalità (Olycom)Confindustria (e sindacati) in Sicilia chiedono una zona franca per lo sviluppo e la legalità. Nella foto Antonello Montante, vicepresidente di Confindustria con delega alla legalità (Olycom)

«Quella di oggi è una manifestazione di straordinaria importanza, perchè testimonia l'impegno ed il coraggio di tutta la società civile a favore dello sviluppo. Siamo qui in 10mila». Lo dice Antonello Montante, vicepresidente di Confindustria con delega alla legalità, che ha preso parte al corteo 'Contro la mafia e per il lavoro', promosso da Cgil, Cisl e Uil, con il sostegno del tavolo per lo sviluppo della Provincia di Caltanissetta.

«Le parole pronunciate ieri dal governatore Draghi, che ha sottolineato l'urgenza di strumenti per rendere ancora più forte l'azione di contrasto alle mafie, devono farci riflettere - ha aggiunto Montante-. Anche per questo oggi, da questa piazza piena di gente, chiediamo l'istituzione di una zona franca per lo sviluppo e la legalità; sarebbe una grande opportunità per questa terra e per l'intero Paese. Basti pensare che un intervento del genere porterebbe un imprenditore a realizzare un investimento qui in Sicilia, utilizzandola poi anche come base logistica per raggiungere gli altri paesi del Mediterraneo. È una chance importante: i governi, sia a livello regionale che nazionale, devono intervenire in maniera concreta e raccogliere la voce di questa piazza che chiede un sano sviluppo economico».

La manifestazione è partita dal monumento ai caduti in guerra e ha attraversato il centro storico, per fermarsi nel cuore della città, in piazza Garibaldi. «Dal 2005 Confindustria Caltanissetta ha intrapreso con coraggio un percorso innovativo di legalità. Vogliamo che, proprio nella città in cui è nato il movimento di rivolta degli imprenditori nei confronti della mafia e contro la distorsione dei mercati, nella città in cui è nato il modello poi esportato in tutta Italia, questa manifestazione possa diventare un evento tale da suscitare l'attenzione dei governi regionale e nazionale», ha precisato Antonello Montante, durante la manifestazione che si è svolta nel capoluogo nisseno.

Per Salvatore Pasqualetto, segretario della Uil nissena e presidente del Tavolo unico per la legalità, «da Caltanissetta è partito un nuovo binomio legalità-sviluppo. La magistratura ha lavorato bene per ripulire il territorio dal malaffare, Confindustria e sindacati di categoria adesso hanno l'obbligo di progettare lo sviluppo ed evitare che, nel degrado, la gente possa reclamare una sottocultura che era quella mafiosa. La cultura della mafia che dà lavoro è comunque sempre dietro l'angolo».

Per il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, la manifestazione di oggi è «un valore aggiunto per la società, perchè crea un clima di fiducia negli investimenti», aggiungendo che «la larga alleanza di forze sociali e dell'economia farà della mobilitazione per la legalità una
leva di sviluppo». Al corteo ha partecipato anche il presidente della Commissione regionale antimafia, Lillo Speziale, che ha sottolineato come «le manifestazioni antimafia siano il simbolo della nostra resistenza allo strapotere criminale ed è un dovere sostenerle».
Nel corso della manifestazione gli organizzatori hanno incontrato il Prefetto di Caltanissetta, Umberto Guidato, per rappresentare le ragioni del corteo.

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