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Questo articolo è stato pubblicato il 18 giugno 2011 alle ore 15:10.
«La richiesta che viene da due sindacati, che non hanno un atteggiamento ideologico, ne a favore ne contro la maggioranza di Governo è una dichiarazione impegnativa e importante di cui bisogna tenere conto»: lo ha detto il ministro Roberto Maroni parlando a Busto Arsizio. Rispondendo ad una domanda sulla manifestazione di Cisl e Uil il ministro ha aggiunto «un conto è la Cgil, che ha sempre tenuto una posizione nettamente contraria, un altro sono Cisl e Uil che dicono questa cosa al Governo. Il Governo deve essere impegnato a fare la riforma in tempi rapidi».
Maroni è anche intervenuto sulle valutazioni di Moody's riguardanti l'Italia: «In tre mesi può succedere di tutto e di più, non so se è normale che ci si comporti così, dando dei messaggi quasi intimidatori per quello che potrà succedere: sono sorpreso». «Noi siamo il governo italiano - ha aggiunto - e dobbiamo fare scelte importanti, impegnative e soprattutto coraggiose, dopodichè le agenzie di rating si accorgeranno che c'è un Governo che governa, questo il messaggio più importante da dare».
Anche Calderoli dalla parte di sindacati: «Riforma, altrimenti lascio»
A sposare l'aut aut al Governo sulla riforma fiscale, lanciato oggi dai sindacati, è un altro esponente della Lega, Roberto Calderoli, che sottoscrive la posizione di Cisl e Uil affermando che si procede o «è meglio che se ne va a casa». Non solo, l'esponente leghista si dice pronto a scendere in piazza con Cisl e Uil, facendo balenare l'ipotesi che in questo caso lo farebbe non essendo più al governo. «Sono d'accordo con loro», dice il ministro per la Semplificazione normativa riferendosi a Bonanni e Angeletti perché «la riforma fiscale - spiega - va fatta e va fatta subito, diversamente - annuncia Calderoli, che è anche Coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord - dovrò partecipare anch'io al loro minacciato sciopero generale e dovrò essere in piazza con loro e non più - sottolinea - come rappresentante di un governo».
Calderoli aggiunge che «pertanto, sottoscrivo completamente quanto affermato da Bonanni, ovvero che non è più tempo di litigi, ma che bisogna mettersi tutti insieme per realizzare la riforma sul fisco. Così come sottoscrivo le parole di Angeletti quando dice che o il governo fa le riforme oppure è meglio che se ne va a casa».
Angeletti e Bonanni, ricorda Calderoli nella sua nota, «sollecitano quello che la Lega Nord chiede da tempo, ovvero che il federalismo fiscale venga completato con una reale riforma fiscale complessiva, che riduca il numero degli scaglioni, delle aliquote dell Irpef e porti ad una progressiva riduzione dell'Irap fino al suo azzeramento.
Pertanto, sottoscrivo completamente quanto affermato da Bonanni, ovvero che non è più tempo di litigi, ma che bisogna mettersi tutti insieme per realizzare la riforma sul fisco. Così come sottoscrivo le parole di Angeletti quando dice che o il governo fa le riforme oppure è meglio che se ne va a casa».
«Sono d'accordo con loro, perché la riforma fiscale va fatta e va fatta subito, diversamente - annuncia il ministro per la Semplificazione normativa, e Coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord - dovrò partecipare anch'io al loro minacciato sciopero generale e dovrò essere in piazza con loro e non più come rappresentante di un governo».
Capezzone: «Sollecitazioni che vanno ascoltate»
«Le sollecitazioni delle forze sindacali più riformiste e degli alleati leghisti vanno accolte come un fatto positivo. Tutti sanno che la riforma fiscale, e in particolare un intervento volto a dare respiro fiscale alle famiglie e alle imprese, aprendo una nuova pagina nei rapporti tra stato e contribuenti, è la priorità indicata e ribadita da Silvio Berlusconi». Lo dichiara Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.
«Il Pdl e la maggioranza sapranno tenere conto delle giuste ragioni del rigore, che tuttavia non possono tradursi in un "non possumus". L'obiettivo delle prossime settimane e mesi è quello di proseguire nell'opera di tenuta del bilancio pubblico, ma anche accelerare sulla crescita: e l'accelerazione passa necessariamente da una riforma fiscale di netta impronta liberale», conclude.
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