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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2011 alle ore 22:22.

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Il restauro del Colosseo può partire. Dopo l'accordo firmato a gennaio tra il ministero dei Beni culturali e l'imprenditore marchigiano, Diego Della Valle, che ha stanziato 25 milioni di euro, a metà luglio potranno essere avviate le gare d'appalto per tre degli otto progetti. Si tratta della chiusura della arcate perimetrali con un nuovo sistema di 84 cancellate, del restauro dei prospetti settentrionale e meridionale (una superficie di oltre 26mila metri quadrati) e della realizzazione di un centro servizi esterno di 1.600 metri quadrati, in cui confluiranno biglietteria, bookshop e tutte le altre strutture di accoglienza (ci sarà anche lo spazio per la caffetteria) che ora si trovano all'interno dell'anfiteatro. I lavori veri e propri saranno avviati a fine settembre e avranno una durata variabile dai 24 ai 36 mesi.

I dettagli degli interventi sul Colosseo – che richiama ogni anno 5 milioni di visitatori, con punte giornaliere di 25mila presenze, per un incasso annuo di oltre 27 milioni di euro – sono stati spiegati questa sera nel corso di una conferenza stampa organizzata nella cornice unica dell'anfiteatro, incontro a cui hanno partecipato per i Beni culturali il ministro Giancarlo Galan, il segretario generale Roberto Cecchi e la soprintendente per i beni archeologici della capitale, Anna Maria Moretti, insieme allo sponsor di tutta l'operazione, Diego Della Valle, e al sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Il patron di Tod's ha sottolineato come l'intervento debba essere visto come una rivalutazione del made in Italy, capace di far crescere la reputazione del nostro Paese nel mondo e di dare alimento all'industria della cultura e del turismo. Allo stesso tempo, Della Valle ha lasciato intendere come il restauro del Colosseo non resterà isolato: ha, infatti, parlato di altri possibili interventi su Pompei, Venezia e Firenze. E ha, in questo senso, chiamato a raccolta gli altri imprenditori. «Le aziende sane – ha affermato – hanno il dovere di restituire una parte del loro profitto in progetti per il territorio e la collettività».

Gli hanno fatto eco il ministro Galan– che ha sottolineato la «necessità di investire in cultura» e ha auspicato una serie di misure (aliquote Iva più basse per le sponsorizzazioni e i lavori di restauro, 5 per mille esteso anche ai contributi per l'arte, maggiore deducibilità delle donazioni a favore del patrimonio) – e il sindaco Alemanno, per il quale «il Paese ha bisogno di mecenatismo».
Alla fine di tutti i lavori il Colosseo, che durante il restauro resterà aperto, incrementerà del 25% la superficie visitabile, ma, ha commentato Cecchi, «questo non significa che puntiamo a un incremento dei visitatori: 5 milioni l'anno sono già tanti».

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