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Questo articolo è stato pubblicato il 23 giugno 2011 alle ore 06:41.

Il Pdl prende tempo: slitta il voto su PapaIl Pdl prende tempo: slitta il voto su Papa

ROMA - Alla Camera doveva essere il giorno del caso Alfonso Papa, il parlamentare del Pdl coinvolto nell'inchiesta sulla P4 (e che ieri in aula di Montecitorio ha avuto un colloquio con Silvio Berlusconi): la giunta per le autorizzazioni ha però rinviato l'esame della richiesta di arresto avanzata dai magistrati napoletani con conseguente strascico polemico da parte dell'opposizione. Ma anche nella maggioranza c'è imbarazzo e serpeggia il timore che in caso di voto segreto in aula l'ex magistrato rischierebbe di restare senza "copertura", anche per la volontà della Lega di prendere le distanze dai personaggi coinvolti nell'inchiesta.

Sulla questione il centrodestra ha scelto ieri di prendere tempo: è passata per un solo voto (dieci sì, nove no e l'assenza determinante di Giuseppe Consolo di Fli) la richiesta del relatore Francesco Paolo Sisto (Pdl) di discutere il caso solo dopo aver acquisito l'intero fascicolo dei pm su cui si è pronunciato il Gip. Tutto rinviato di una settimana: se ne riparlerà mercoledì. «Non si può valutare compiutamente una risposta, cioè quella del Gip – ha dichiarato Sisto – se non si conosce il contenuto della domanda, cioè quella dei Pm».

Per l'opposizione «un rinvio motivato non dalla necessità di approfondire l'esame» attaccano le parlamentari del Pd Marilena Samperi e Donatella Ferranti, ma per «concedere a Papa un'altra settimana d'impunità». Il rinvio è considerato inutile anche da Maurizio Paniz (Pdl), ma per il motivo opposto: «Gli atti per me sono già completi» perché dalla loro lettura traspare il "fumus persecutionis" nei confronti di Papa.
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