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Questo articolo è stato pubblicato il 06 luglio 2011 alle ore 14:44.

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Il parlamentare del Pdl, Alfonso Papa, si è autosospeso dalla commissione Giustizia della Camera e dall'Antimafia. Lo ha reso noto il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa. «Sono sereno» ha detto il deputato su cui pende la richiesta di
autorizzazione all'arresto nell'ambito dell'inchiesta P4 , annunciando la sua autosospensione. Stasera la Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio è convocata (un quarto d'ora dopo il termine dei lavori dell'aula) per proseguire l'audizione. Il voto dovrebbe arrivare la prossima settimana. E sarà la settimana decisiva, visto che il parere da sottoporre all'assemblea deve arrivare entro il 15 luglio.


L'autodifesa del deputato si basa sulle accuse agli ex colleghi napoletani
«Una vera e propria caccia all'uomo» mossa da «un chiaro intento persecutorio» dettato da «odi, rancori e gelosie presenti nell'ambiente del Distretto di Napoli» dove i pm che hanno chiesto l'arresto di Alfonso Papa nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 hanno condotto indagini «al di fuori di tutti i principi fissati dalla legge e dalle regole deontologiche» e hanno «violato palesemente le prerogative parlamentari». L'autodifesa che il deputato del Pdl, magistrato in aspettativa, questa mattina ha svolto in Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio nell'ambito dell'esame della richiesta di custodia cautelare in carcere arrivata dal Tribunale di Napoli, poggia soprattutto sulle accuse contro gli ex colleghi napoletani


Per Papa la Procura di Napoli sarebbe "incompetente"
Alfonso Papa ha fatto nomi e cognomi di coloro che, a suo parere, hanno costruito il procedimento penale che lo vede coinvolto come «un abito da accollare» su di lui «con una indagine che ha visto miriadi di intercettazioni illecite» e con l'ascolto «infruttuoso di oltre centotrenta testi fino ad arrivare a soggetti compiacenti». Si tratta di Woodcock e Curcio che hanno sentito cinque magistrati (Luigi De Magistris, Vincenzo Galgano, Paolo Mancuso, Arcibaldo Miller, Umberto Marconi) legati al Distretto di Napoli, tutti e cinque, secondo Papa, suoi "nemici" dai tempi del dissidio che si aprì nel 1999 tra alcuni sostituti procuratori e il procuratore Cordova per cui il deputato del Pdl, allora magistrato in carica, aveva parteggiato. Peraltro, secondo Papa, i fatti contestati sono tutti accaduti a Roma e quindi la Procura di Napoli sarebbe "incompetente".

Paniz (Pdl): sarà assolto. Samperi (Pd): non ha parlato dei fatti contestati
Il Pdl in Giunta fa quadrato intorno a Papa. Secondo il capogruppo Maurizio Paniz «sarà assolto». Per Enrico Costa «al di là di chi ha torto o ragione la Porcura di Napoli non ci fa una bella figura». La difesa del deputato del Pdl riporta alla prudenza anche la Lega che per bocca del suo leader Umberto Bossi nei giorni scorsi aveva dato come probabile il sì del Carroccio all'arresto: «L'audizione si è rivelata interessante. Papa ha disegnato uno scenario che suscita diverse perplessità, uno scenario che lascia intravedere che ci sono attorno alla Procura di Napoli movimenti di forze e atteggiamenti non chiari», è il commento di Paolini. Protesta l'opposizione: «Papa ha parlato di una congiura nei suoi confronti da una parte della magistratura napoletana - ha osservato la capogruppo del Pd in Giunta, Marilena Samperi - ma non ha fatto alcun accenno al merito dell'ordinanza del gip. Non ha parlato dei fatti che gli vengono contestati».

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