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Questo articolo è stato pubblicato il 09 luglio 2011 alle ore 08:12.

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ROMA
Ancora una volta, com'era già avvenuto venerdì 24 maggio, l'improvviso scivolone dei titoli del settore bancario avvenuto fra le undici e mezzogiorno di ieri mattina ha fatto scattare lo stretto monitoraggio della Consob.
Solo l'attenta analisi dell'operatività dei titoli, volta ad accertare se non vi siano state manipolazioni di mercato,dopo aver chiarito chi, ieri, ha comprato e venduto i titoli bancari maggiormente colpiti dalle vendite, permetterà di capire se ci siano stati abusi da parte di qualche specifico operatore: o se si sia trattato di vendite diffuse, magari partite da piattaforme negoziali on line, quelle sulle quali operano i day traders che puntano a "cogliere l'attimo" lucrando sulle differenze di prezzo,magari per qualche millesimo, fra diverse piattaforme telematiche. Secondo una prima valutazione a caldo, spiegano in Consob, sembra l'ondata di vendite di ieri sia da attribuire ai tanti fattori di incertezza che caratterizzano il momento attuale e alla relativa "iper-reazione" del mercato, ritenuta eccessiva. I motivi di inquietudine ieri mattina a piazza Affari, del resto, non mancavano: da un lato l'ampliarsi degli spread tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi fino a 247 punti base, con i timori per i rischi di contagio della crisi debitoria che ha già colpito la Grecia l'Irlanda e il Portogallo; le inquietudini sul possibile esito degli stress test e il clima politico che circonda le sorti della manovra di aggiustamento dei conti pubblici; l'inattesa debolezza dei dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti. Non basta: di certo anche ieri, com'è accaduto due settimane fa hanno giocato un ruolo gli stop loss, vale a dire gli ordini di vendita che partono automaticamente perchè programmati dai software degli operatori quando viene raggiunta una certa soglia di prezzo: il "pilota automatico" per le vendite può fare brutti scherzi quando sul mercato la situazione della liquidità è scarsa.
Ironia della sorte, proprio mentre ieri mattina si scatenava il secondo episodio di "flash crash" sui titoli delle banche italiane, alla Consob era in corso l'audizione di Moody's Italia in Consob per un approfondimento sul report dell'agenzia che due settimane fa aveva scatenato le vendite a Piazza Affari: il capo dell'ufficio di Moody's nel nostro Paese, Alex Cataldo, accompagnato da colleghi che curano i rapporti con le autorità di vigilanza a livello europeo, ha infatti incontrato a Roma gli esperti della Commissione. Al centro della convocazione c'era stata la richiesta di approfondimenti sulla diffusione dell'outlook di Moody's del 23 giugno che ipotizzava una revisione del rating di 16 banche e che il giorno successivo aveva di fatto contribuito a determinare il tonfo in Borsa dei titoli coinvolti. Il confronto si è concentrato sulla metodologia di lavoro e sui criteri di valutazioni dell'agenzia. E, a fronte delle richieste dell'autorità guidata da Giuseppe Vegas, i rappresentanti di Moody's si sono riservati di fornire risposte scritte, come del resto avevano fatto lunedì i vertici di Standard &Poor's in un analogo incontro presso gli uffici della Commissione. A differenza di quando avvenuto con S&P, finita nel mirino dell'authority per un report sulla manovra del governo, ieri non si è parlato della tempistica di diffusione del documento, dato che Moody's aveva reso noto il proprio outlook sugli istituti di credito italiani a borsa chiusa.
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