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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2011 alle ore 19:28.

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Stop anche del Veneto al super ticket da 10 euro. Il fronte del no conta già sei RegioniStop anche del Veneto al super ticket da 10 euro. Il fronte del no conta già sei Regioni

Sono sei (per ora) le Regioni che non applicheranno il ticket sanitario di 10 euro per le visite specialistiche, previsto dalla manovra. A Emilia Romagna, Toscana contrarie da giorni si aggiungono anche Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto. Un numero che potrebbe aumentare nei prossimi giorni: mercoledì è attesa, infatti, la decisione della giunta della Sardegna.

Il no di Zaia
È la stessa manovra a prevedere la libertà di scelta da parte di ogni Regione, fermo restando che si tratterà comunque di trovare la copertura finanziaria per compensare il mancato finanziamento. L'ultima a unirsi al fronte del no è stato il Veneto. Il governatore Luca Zaia è stato categorico: «Niente ticket, non vogliamo gravare ancora sui cittadini. Noi abbiamo un bilancio virtuoso, chiuso con un attivo di 12,5 milioni di euro, anche se non abbiamo nè un superticket nè tantomeno l'applicazione dell'addizionale Irpef». Sul fronte politico opposto gli fa eco dall'Umbria, la presidente Catiuscia Marini che ritiene il ticket una misura «ingiusta e iniqua», un «balzello odioso che penalizza i cittadini». Ancor prima dell'Umbria avevano detto no al ticket già nei giorni scorsi Toscana e Emilia Romagna: domani la Toscana in giunta approverà una delibera proprio in questo senso, mentre l'Emilia Romagna ha varato una circolare esplicativa ai direttori generali delle Asl, proprio per ufficializzare che il ticket non ci sarà. Anche se non manca una nota polemica di Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati Pdl: «In Emilia Romagna i ticket per i codici bianchi all'ospedale sono già operativi da tempo. Per gli emiliano-romagnoli che domani mattina si recheranno in ospedale - prosegue - sarà tutto esattamente come la settimana prima. Se la loro prestazione sarà classificata come un codice bianco dovranno pagare il ticket. Pagavano prima e continueranno a pagare ora».

Il governatore della Puglia (Regione sottoposta al piano di rientro), Nichi Vendola, parla invece di «inaudito gioco al massacro»: «L'entrata in vigore dei pesantissimi ticket sulle prestazioni specialistiche e sul pronto soccorso, rappresenta soltanto l'inizio di un percorso fatto di tagli, di tasse, di drastico impoverimento dell'Italia che lavora e dell'Italia più disagiata. In questo quadro - aggiunge - l'assenza di prospettive di crescita economica e occupazionale rende questa scure un vero e proprio gioco d'azzardo ma per il Sud, questo è il giudizio unanime di tutti i protagonisti della vita pubblica del meridione.

«Vorrei ma non posso»
In Sardegna la giunta si troverà a fare i conti con il deficit sanitario. «Un incontro con l'assessore della Programmazione e bilancio, Giorgio La Spisa - ha spiegato l'assessore alla Sanità Antonello Liori - è in programma per decidere il da farsi e scongiurare l'introduzione di questa misura nella nostra isola, che paga già la tariffa più alta». Del resto «C'è un debito annuale di 450 milioni - ha affermato il consigliere regionale Marco Espa (Pd) - non l'abbiamo detto noi ma lo afferma la stessa maggioranza in commissione e in aula».
Non molto diverso il discorso in altre regioni. Le intenzioni di governatori e giunte si scontrano con le ragioni del budget. È il caso, per esempio, di Piemonte, Marche, Campania e Friuli Venezia Giulia. In quest'ultimo caso, Gianfranco Moretton, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha invitato il presidente della Regione Renzo Tondo, «a non applicare i ticket sulle prestazioni sanitarie varati dal Governo con l'ultima manovra finanziaria».

Margini ridotti
Pochi margini di manovra nel Lazio: malgrado l'espressa contrarietà del presidente Renata Polverini, la Regione non sembra in grado di evitare almeno per ora il ticket vista la sua condizione di regione sottoposta a piano di rientro. Anzi Esterino Montino, capogruppo Pd in consiglio regionale, rincara la dose: «La Regione sta studiando l'ipotesi di introdurre un ticket di ben 600 euro su un esame specialistico oltre a dare il via libera senza battere ciglio a quello di 10 euro. L'esame per il quale si sta studiando il superticket è quello di endoscopia con microcamera, ammesso al rimborso nel 2004 dalla Giunta Storace». «Ipotesi e affermazioni prive di alcun fondamento» replica l'assessorato alla Salute mentre Donato Robilotta (Pdl) invita l'opposizione a «un atteggiamento responsabile di fronte alla manovra economica varata dal Governo: d'altra parte i ticket sanitari sono gli stessi di quelli introdotti dal Governo Prodi e in tutta Europa lo strumento della compartecipazione è usato contro le inappropriatezze e per responsabilizzare gli utenti». Ad ogni buon conto
i sistemi sono ancora impreparati per la riscossione dell'aumento delle nuove tariffe previste sui ticket per le prestazioni specialistiche e diagnostiche.
Nessun dubbio, invece, in Lombardia: nonostante la Regione non abbia problemi di deficit sanitario, non è stata messa in discussione l'applicazione del ticket da 10 euro. Quanto, invece, al pagamento da 25 euro sui codici bianchi, solo gli abitanti della Basilicata avvertiranno la novità: nelle altre regioni erano già in vigore.

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