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Questo articolo è stato pubblicato il 22 luglio 2011 alle ore 16:18.

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«Il Terzo Polo è un'alternativa credibile a Bossi e Berlusconi, che non sappiamo quanto tempo governeranno ancora insieme». A dirlo è stato Francesco Rutelli intervenendo alla convention dei centristi, "Io cambio l'Italia", con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha aperto con una battuta il suo intervento. «Con la disgregazione del Pd e Pdl in particolare aspiriamo a essere il primo polo». Ha messo in guardia chi pensa di "dividere" il Terzo polo trattando singolarmente coi suoi leader: «siamo uniti e lo saremo sempre di più». E ha chiesto di accendere «la miccia di un nuovo grande tempo di coesione nazionale».

Fini dal canto suo ha bocciato il ddl Calderoli. L'Italia, ha detto, «non ha bisogno di riforme come quella del ministro Calderoli, che sembra un volantino per le feste padane, non certo il testo da presentare in parlamento a nome del governo per disegnare la nuova architettura costituzionale». Una convention che ha registrato il "tutto esaurito" all'auditorium della Conciliazione, dove i vigili del fuoco hanno chiuso l'accesso alla sala che ha raggiunto la capienza massima e diverse persone sono rimaste nel foyer.

Casini: dar vita a una terza repubblica
«Per noi - ha detto Casini - la sfida é chiara: per quello che valgono i nomi, è tempo di dar vita a una terza repubblica. Non so se la seconda sia mai cominciata, ma la svolta politica di cui ha bisogno l'Italia è forte». casini ha detto che «serve un governo di unità nazionale. Nessuna delle due principali coalizioni può governare la ricostruzione, perché occorre mettere in campo misure impopolari di contenimento del debito e misure per la crescita: è inevitabile». Per Casini «nella maggioranza attuale sono tutti paralizzati dall'ombra di Berlusconi che è come un tappo su una pentola che sta per esplodere. Quale cocciutaggine antinazionale tiene incollato il leader alla poltrona di palazzo Chigi? La grandezza degli uomini - ha detto il leader Udc - si vede quando capiscono che é arrivato il momento di lasciare». Per Casini è «l'ora di scelte impopolari. non averle fatte in passato ha portato a fare una finanziaria iniqua e ingiusta». Nel suo intervento alla convention Casini ha sottolineato che «l'Italia non può restare ancora la lumanca d'Europa in termini di crescita e di sviluppo».

Fini: l'Italia era altrove mentre si cercava di evitare il default della Grecia
Dura la denuncia di Fini: «Mentre l'asse franco-tedesco si preoccupava di evitare il default della Grecia e il default dell'euro, l'Italia era altrove - un momento triste che conferma il declino del nostro paese». Per Fini «il governo era in tutt'altre faccende affaccendato». Per il leader Fli «l'Italia conta sempre di meno» forse perché è guidata da «chi dovendola rappresentare ha ben altro nella testa e magari non presta la dovuta attenzione a ciò che succede nel contesto europeo-occidentale».

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