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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2011 alle ore 18:26.

«Processo lungo, la mafia ringrazia». Così Famiglia Cristiana titola un editoriale online in cui il magistrato Adriano Sansa commenta l'approvazione al Senato, con la fiducia posta dal governo, del provvedimento che secondo il settimanale cattolico «farà danni agli onesti e un favore alla mafia». «A chi giova? A chi vuole tirare in lungo il processo - scrive Famiglia Cristiana -: finalmente la verità. Il processo breve era una menzogna, perché significa la morte anticipata della procedura. Qui almeno si dice chiaramente l'obiettivo».
«Mesi di udienza per un furtarello»
«Oggi il giudice, che è organo imparziale - prosegue Sansa - può escludere le prove manifestamente superflue o irrilevanti. Con la legge sul "processo lungo" non potrà più; solo quelle manifestamente non pertinenti potranno essere escluse. Mesi di udienze per un furterello».
Il magistrato sottolinea anche che «non si potranno utilizzare le sentenze, pur se definitive, che accertano un determinato fatto, se non sentendo di nuovo i testi già ascoltati sui quali esse si fondino: come, per intenderci, i testimoni di un processo che abbia già accertato una corruzione». «A chi giova? - si chiede ancora - Poiché la riformetta si applicherebbe anche ai processi in corso in primo grado, servirebbe magari con urgenza a chi fosse notoriamente un imputato. Il quale potrà pure interrogare direttamente i testi che abbiano reso dichiarazioni a suo carico: il mafioso estorsore guarderà significativamente negli occhi, facendogli domande, il poveretto che finalmente ha creduto di poter parlare. Forse sarebbe il caso di riflettere ancora su simili innovazioni».
«Rallentati decine di migliaia di processi»
«Su tutto questo, che varrà per decine di migliaia di processi, rallentandoli e vanificandoli, il governo mette la fiducia - conclude l'articolo di Famiglia Cristiana -. Mentre i titoli di Stato italiani vacillano, mentre la corruzione distrugge la credibilità delle istituzioni all'interno e all'estero. Pensare che la legge, al cui interno si sono messe le novità, era nata per escludere il giudizio abbreviato e le sue riduzioni di pena per i delitti puniti con l'ergastolo».
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