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Questo articolo è stato pubblicato il 03 agosto 2011 alle ore 22:01.

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Senatori più freddi dei loro colleghi deputati di fronte al discorso di Silvio Berlusconi: solo otto, e tiepidi con l'eccezione della "standing ovation" finale, gli applausi riscossi nell'aula di Palazzo Madama dal presidente del Consiglio, contro i dodici raccolti alla Camera. Molti i banchi vuoti, dure le reazioni dell'opposizione.

«Ascoltare il discorso del premier Silvio Berlusconi al Senato è stato come fare un viaggio ai confini della realtà - ha commentato Ignazio Marino, senatore del Pd - Il presidente del Consiglio ha parlato della famiglia italiana, definendola solida e ricca: forse pensava alla sua. Probabilmente sarebbe meglio che andasse a trovare anche le altre».

Per Francesco Rutelli (Api) quello che ha parlato al Senato è un premier che «indora una pillola che gli italiani sanno essere tutt'altro che dolce perche è dura per famiglie, imprese, Nord e Sud». Per Rutelli «se la crisi internazionale è grave, la crisi italiana è peggiore e dunque l'assunto del Governo che "ce la stiamo cavando" non è vero».

«Oltre 500 miliardi di debito pubblico li ha fatti Berlusconi nei periodi in cui è stato presidente del Consiglio», ha rincarato la dose Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, durante il suo intervento al Senato. «Un mantra, una litania di bugie - ha sottolineato Belisario parlando del discorso del premier - che ha continuato a recitare fino a pochi giorni fa. A me spiace, ma devo dire che il suo discorso è stato opaco e pieno di contraddizioni. Nessun dettaglio, nessun riferimento alla economia reale».

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