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Questo articolo è stato pubblicato il 04 agosto 2011 alle ore 18:53.

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Comuni, Province e Regioni contro il Governo per la mancata partecipazione al tavolo per la crescita. Non aver invitato le Regioni è stato «un errore gravissimo», perchè «il Paese ha bisogno di concretezza e di politiche reali», dice il presidente della Conferenza delle Regioni e presidente dell'Emilia Romagna, Vasco Errani. Che ha annunciato l'invio di una lettera alle parti sociali che stamani hanno incontrato il governo «per discutere la questione della crescita subito alla ripresa delle attività, perchè la crescita è il primo problema del Paese».

«All'incontro di oggi erano assenti gli interlocutori fondamentali per rilanciare gli investimenti e contrastare la crisi: si deve considerare che le Regioni, le Province e i Comuni da soli mettono insieme oltre il 60% degli investimenti pubblici nel Paese», sottolinea il Presidente dell'Unione delle Province d'Italia, Giuseppe Castiglione. «Nei bilanci degli enti locali - dice Castiglione - ci sono risorse che possono essere subito utilizzate per contrastare la crisi e rilanciare gli investimenti».

Di incontro virtuale parla Graziano Delrio, vicepresidente vicario di Anci. Perchè, argomenta «mancano gli attori principali della spesa per investimenti del Paese. Forse sfugge che per ogni 10 euro spesi per le infrastrutture e le opere pubbliche 7 sono spesi dal sistema degli Enti locali e 3 dallo Stato centrale». Delrio chiede un cambio di rotta repentino, «vanno tagliate realmente le spese improduttive (non come quelle annunciate alla Camera) e vanno incentivati gli investimenti». In termini tecnici vuol dire «cambiare radicalmente il patto di stabilità».

Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia, teme che senza gli enti locali «da questa cucina esca la solita ricetta: penalizzare i Comuni per salvaguardare gli altri centri di spesa». Anci si aspettava di sedere al tavolo, come aveva chiesto, dice Fontana «in primo luogo perchè i Comuni restano i principali investitori istituzionali del territorio e in seconda battuta perchè il sistema degli enti locali, e quello comunale in particolare, più di tutti ha contribuito in questi anni al risanamento dei conti pubblici».

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