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Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2011 alle ore 11:54.

(Da sinistra) Luciano Rodomonti e Paolo Bergamo(Da sinistra) Luciano Rodomonti e Paolo Bergamo

Ecco il testo integrale della telefonata che sarà ascoltata oggi in aula a Napoli. Bergamo chiama Rodomonti tre ore prima di Inter – Juventus.

Bergamo: «Stai preparando bene la partita?».

Rodomonti: «Sì, sì, sì…».

Bergamo: «Hai visto qualcosa oggi mentre ti riposavi?»

Rodomonti: «No, ho visto quasi niente…».

Bergamo: «Però, mi raccomando… Hai faticato tanto per arrivare lì… Per ritornarci, e quindi io mi aspetto, credimi, che tu non sbagli niente».

Rodomonti: «Mi fa immensamente piacere quello che hai detto, perché è la verità».

Bergamo: «Oltretutto, c'è una differenza di 15 punti tra le due squadre, capito? Quindi anche psicologicamente preparatici bene».

Rodomonti: «Va bene, tranquillo…».

Bergamo: «Le fatiche che hai durato non le devi mettere in discussione, fa la tua partita, non ce n'è per nessuno, e, se ti dico proprio la mia, in questo momento, se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che chi è davanti, dammi retta!».

Rodomonti: «Va bene, parola d'onore, va bene, sta tranquillo».

Bergamo: «E' una cosa che rimane tra me e te… Arrivare lassù lo sai quanto sia faticoso, e ritornare giù sarebbe per te proprio stupido. Fa la persona intelligente!».

Rodomonti: «Perfetto, ho capito tutto!».

Bergamo: «La cosa rimane tra me e te, come mi auguro».

Rodomonti: «Vai tranquillo… No, no, tranquillo, io non parlo mai con gli altri di me».

Bergamo: «Io ci conto, perché è soltanto una scelta per te, credimi, devi pensare a te stesso in questo momento».

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