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Questo articolo è stato pubblicato il 20 ottobre 2011 alle ore 12:07.

Cresce la minaccia di inondazione a Bangkok a causa del volume di acque che si sta riversando verso la capitale. Il capo del governo thailandese, Yingluck Shinawatra, ha riconosciuto che è ormai diventato impossibile proteggere la città da quelle che sono le peggiori inondazioni nel Paese da decenni e ha parlato di «crisi nazionale». Un terzo delle province thailandesi sono sotto l'acqua, più di 300 persone hanno già perso la vita e adesso si tenta di preservare Bangkok, ma il timore è che gli argini non tengano.«Non possiamo bloccare l'acqua per sempre», ha detto ai giornalisti il premier, prima di spiegare che le autorità dovranno scegliere quali aree della capitale preservare per minimizzare l'impatto.

«Abbiamo bisogno di aree dove l'acqua possa essere drenata così che possa defluire verso il mare». Il Governo ha rafforzato gli argini anti-alluvione nel tentativo di evitare che le acque si riversino nella città dalle pianure centrali del Paese, che sono in alcune zone diversi metri sott'acqua. Bangkok è finora sfuggita all'alluvione perchè le autorità deviano l'acqua verso le zone fuori della capitale nel tentativo di evitare che il fiume Chao Phraya rompa gli argini ed inondi la zona che è il cuore politico ed economico del Paese. Ma gli sforzi per preservare la città che conta 12 milioni di abitanti sono stati complicati dall'alta marea. «Le acque alluvionali arrivano da tutte le direzioni e non possiamo controllarle perchè si tratta di un'enorme quantità. Tenteremo di mettere in guardia le persone», ha aggiunto la premier, che tra l'altro è una novizia della politica perchè è stata scaraventata nell'agone appena due mesi fa. Yingluck, che adesso è nel mirino di violenti critiche per la risposta tardiva delle istituzioni alla crisi, è la sorella dell'ex premier in esilio, Thaksin Shinawatra, da tempo in esilio.

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