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Questo articolo è stato pubblicato il 31 ottobre 2011 alle ore 14:27.

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L'Unesco ammette la Palestina come stato membro: l'ira di Israele, gli Usa votano contro, l'Italia si astiene. Nella foto la Conferenza generale dell'Unesco durante il voto sull'ammissione della Palestina (AP Photo)L'Unesco ammette la Palestina come stato membro: l'ira di Israele, gli Usa votano contro, l'Italia si astiene. Nella foto la Conferenza generale dell'Unesco durante il voto sull'ammissione della Palestina (AP Photo)

la Palestina è stata ammessa come membro a pieno titolo dell'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Gli Stati Uniti si sono opposti fino all'ultimo, e il voto di oggi rischia di aprire una grave crisi tra Washington e l'Unesco. «La Conferenza generale (che riunisce l'insieme degli Stati membri, ndr), ha deciso l'ammissione della Palestina come membro dell'Unesco» con una risoluzione adottata con 107 voti a favore, 52 astensioni e 14 voti contrari, tra i paesi presenti.

Gli Usa ritengono che l'ammissione della Palestina nell'Unesco sia «prematura e controproducente», come ha detto oggi il sottosegretario americano per l'Educazione, Martha Kanter, nel suo intervento davanti alla Conferenza generale. Washington ha deciso di ritirare il contributo previsto di 60 milioni di dollari all'Organizzazione dell'Onu.

Il via libera dell'Unesco all'adesione della Palestina è «una tragedia»: lo ha detto il rappresentante di Israele intervenendo alla sessione plenaria dell'Unesco, dopo il voto favorevole ai palestinesi

L'Italia «ha optato per l'astensione in mancanza di una posizione coesa e unita dell'Unione europea». Così, mentre la Conferenza generale dell'Unesco decideva di accettare l'ingresso della Palestina come Stato membro, il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, commenta la posizione italiana. «L'Italia -ha spiegato Massari nel corso del briefing con i giornalisti - si è attivata per giungere a una posizione coesa e unita dell'Unione europea, in mancanza della quale, abbiamo deciso di astenerci, come del resto è accaduto anche la volta scorsa».

Massari ha proseguito approfondendo le ragioni dell'astensione dell'Italia: «Da un lato si riconoscono i progressi compiuti sul terreno da parte dell'Anp e dal premier Salam Fayyad sul fronte dell'institution building, dall'altro riteniamo che non era questo il momento per porre la questione della membership palestinese all'Unesco, in una fase in cui si sta cercando di creare le condizioni ideali per la ripresa del negoziato tra le due parti e -conclude- pendendo già la domanda presso le Nazioni Unite da parte dell'Autoritá palestinese».

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