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Questo articolo è stato pubblicato il 31 ottobre 2011 alle ore 13:40.

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Quasi 4 anni per arrivare alla sentenza di primo grado. Il procedimento giudiziario sulla tentata scalata di Unipol a Bnl si avvia ufficialmente infatti ala fine del 2007. Queste le tappe:

19 dicembre 2007: l'ex Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e l'ex capo della Vigilanza di Palazzo Koch, Francesco Frasca, avrebbero «in violazione dei doveri d'ufficio istigato, promosso e assecondato la condotta» degli ex vertici di Unipol, Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti, Carlo Cimbri e dell'ex ad di Bpi, Giampiero Fiorani. È quanto scrive il pm di Milano, Luigi Orsi, nell'invito a comparire spedito a Consorte per la tentata scalata della compagnia assicurativa Unipol su Bnl nel 2005. In particolare, Fazio avrebbe promosso «l'idea della costituzione di una cordata italiana che contrastasse l'iniziativa di Bbva e ciò con indicazione specificamente rivolta a Fiorani e da questi coltivata nei contatti con Caltagirone e quindi con Consorte e Sacchetti». Fazio e Frasca avrebbero operato «per il rilascio delle autorizzazioni richieste da Unipol a salire prima al 10% e poi al 15% operando con tempistica sollecitamente favorevole». I due ex vertici di Bankitalia avrebbero, inoltre, ostacolato e comunque reso meno agevole «l'offerta pubblica di scambio proposta da Bbva». Tutte «condotte - annota il pm - concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo del titolo di Bnl».

- 3 marzo 2008: la Procura chiude le indagini su 31 persone fisiche e 14 società. Tra loro, esponenti del gotha della finanza e tre colossi bancari (Credit Suisse, Nomura e Deutsche Bank). Sono Giovanni Berneschi per Carige, Gianfranco Boni e Gianpiero Fiorani per la Bpi, Divo Gronchi e Giovanni Zonin per la PopVicenza, Luigi Leoni per la Bper. E poi Vito Bonsignore, Francesco Caltagirone, Danilo Coppola, Giuseppe Statuto, Stefano Ricucci, Marcellino Gavio ed Emilio Gnutti. Con loro Antonio Fazio e Francesco Frasca per Bankitalia. Tutti secondo l'accusa avrebbero aiutato, in modo occulto, Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol, a raggiungere il 51% della Bnl a danno degli spagnoli del Bbva. I reati ipotizzati sono la manipolazione del mercato, l'ostacolo alla Consob e per Consorte anche la diffusione di notizie sensibili per le telefonate con l'onorevole Piero Fassino e col senatore Nicola Latorre.

- 18 settembre 2009: si conclude con 28 rinvii a giudizio, 14 proscioglimenti e 3 patteggiamenti, l'udienza preliminare davanti al gup Luigi Varanelli. Tra i prosciolti, figurano l'imprenditore Marcellino Gavio e le società Coop Estense, Nuova Coop, Talea, Sias, Nomura International e Credit Suisse First Boston. Oltre a Fiorani, hanno patteggiato la pena Bpi (sanzione pecuniaria di 228.148 euro) e l'ex braccio destro di Fiorani, Gianfranco Boni (due mesi di reclusione in continuazione con due condanne già subite in precedenza).

1 febbraio 2010: inizia il processo ma viene subito rinviato al 18 marzo per «difetto di notifica» ad alcuni imputati

20 aprile 2011: Fazio, il «direttore d'orchestra», Frasca «il tecnico molto capace», Caltagirone «uno dei leader»: distribuisce ruoli e compiti nella sua requisitoria il pm di Milano Luigi Orsi che chiede la condanna di 17 imputati, accusati di aggiotaggio, insider trading e ostacolo alle Autorità di Vigilanza, e l'assoluzione di altri 4. «Il Governatore», Fazio aveva «una visione personale del potere, insensibile alle norme dell'Unione Europea». A lui, spiega Orsi, andrebbe la pena più alta ma gli viene concesso uno sconto perchè merita le generiche così motivate dal pm: «È l'unico dei protagonisti che ha 'perso il postò e ha avuto il coraggio di venire in aula a riaffermare l'ideologia che lo aveva pervaso, improntata a una visione medioevale della Vigilanza». Per questo, alla pena di partenza di 5 anni il pm toglie qualcosa e ridetermina il 'quantum' in 3 anni e mezzo e 700mila euro di multa. Nessuna attenuante invece viene riconosciuta all'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte (4 anni, 7 mesi e un milione di multa) e agli altri vertici della compagnia, Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri (entrambi 4 anni, 4 mesi e 1 milione e 100mila euro). Molto severa anche la condanna chiesta per l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone (4 annni e un milione di euro), il cui ruolo sarebbe stato quello, nelle vesti di leader dei controppattisti, di «riallineare ragazzi scalmanati come Ricucci che volevano fare soldi». E per l'allora furbetto del quartierino e gli altri immobiliaristi e finanzieri che sarebbero stati impegnati a rastrellare segretamente azioni di Bnl, Orsi ha sollecitato una condanna a tre anni, così come per per i banchieri coinvolti nella vicenda. L'assoluzione è stata caldeggiata solo per Emilio Gnutti, Pierluigi Stefanini (presidente di Holmo) e due funzionari di Deutsche Bank. «Non si è mai visto nè in Italia nè nel mondo un aggiotaggio di questo genere - ha affermato Orsi - diverso da quello ipotizzato nel processo Parmalat perchè sistemico e che ha coinvolto la Vigilanza e una non piccola parte del sistema bancario». La Procura ha anche chiesto la condanna per la violazione della legge 231 di Unipol (975mila euro), Deutsche Bank, Carige, Popolare Verona e Biper (600mial euro). Assoluzione invece per Holmo e Coop Adriatica.

31 ottobre 2011: arriva la sentenza di primo grado

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