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Questo articolo è stato pubblicato il 05 novembre 2011 alle ore 08:11.

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CANNES. Dal nostro inviato
La missione dei tecnici della Commissione europea arriverà in Italia la prossima settimana, quella del Fondo monetario entro fine mese, è stato annunciato ieri al vertice del G-20 di Cannes. Entrambe hanno l'obiettivo di verificare l'attuazione delle misure di risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali presentate la settimana scorsa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al vertice europeo di Bruxelles.
L'Italia si trova così dopo il G-20 nello scomodo ruolo della sorvegliata speciale delle autorità internazionali, oltre che sotto la pressione fortissima dei mercati finanziari, dove anche dopo gli annunci di Cannes lo spread del debito italiano su quello tedesco ha continuato a salire. «Sosteniamo le misure presentate dall'Italia», dice il comunicato dei leader dei grandi Paesi industriali ed emergenti, salutando con favore l'annuncio dei controlli da parte del Fondo monetario.
La richiesta all'Fmi è partita formalmente dal Governo italiano, nel tentativo di contenere la crisi di sfiducia sui mercati finanziari con l'avallo del giudizio indipendente del Fondo, ma è chiaro che un ruolo non secondario l'hanno giocato le pressioni degli altri Paesi per evitare che la crisi italiana coinvolga tutta l'area euro, anche se il presidente del consiglio europeo, Hermann van Rompuy ha sostenuto che «non abbiamo messo l'Italia nell'angolo. Non è stato un diktat».
«I dubbi dei mercati sull'Italia sono un fatto oggettivo. Quel che succede all'Italia - ha affermato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso - è importante per l'Eurozona e per la stabilità globale». L'Italia non è la Grecia, ha tenuto a sottolineare van Rompuy.
«L'Italia e i suoi partner - ha detto il direttore dell'Fmi, Christine Lagarde - hanno riconosciuto correttamente che c'è un problema di mancanza di credibilità». Il Fondo monetario svolgerà un controllo trimestrale sull'applicazione degli interventi annunciati, di cui pubblicherà i risultati, ma non fornirà prestiti. Berlusconi ha affermato che l'Fmi glieli ha offerti, ma che lui li ha rifiutati, una circostanza che Lagarde ha smentito. La verifica trimestrale, battezzata "fiscal monitoring", si aggiungerà alla missione annuale prevista dall'articolo 4 dello statuto dell'istituzione di Washington e che fa una valutazione di merito della politica economica del Paese.
«Mi fa piacere - ha affermato la signora Lagarde - lavorare con le autorità italiane. Ho accettato volentieri il loro invito. È importante che le 15 pagine di impegni presentate a Bruxelles vengano rispettate. Sarò esigente e rigorosa prima di confermarlo o negarlo».
Il direttore dell'Fmi ha spiegato che l'Italia non ha bisogno di fondi come quelli messi a disposizione dalla linea di credito precauzionale (Pcl) e che un nuovo strumento che il Fondo sta elaborando per Paesi colpiti dal contagio ma con buoni fondamentali e politiche economiche solide (Pll) non si applicherà ai Paesi dell'Eurozona. L'Italia, hanno precisato fonti monetarie al Sole 24 Ore, non avrebbe comunque i requisiti necessari per la Pll. Le stesse fonti sostengono che questo tipo di monitoraggio è stato applicato in passato ad altri Paesi e che non necessariamente ha condotto alla concessione di prestiti. Una richiesta di finanziamenti al Fondo monetario da parte dell'Italia riporterebbe indietro agli anni 70 quando la stessa Italia e il Regno Unito furono gli ultimi due grandi Paesi industriali a richiedere l'aiuto dell'Fmi. Quasi sempre, il ricorso al Fondo monetario porta con sé pesanti conseguenze politiche per i Governi che lo richiedono.
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