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Questo articolo è stato pubblicato il 22 novembre 2011 alle ore 19:48.

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La Lega Nord non può essere sovrarappresentata in Parlamento. L'avvertimento arriva dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nella conferenza dei capigruppo ha preso in esame le richieste arrivate dal Carroccio. La Lega ha chiesto la presidenza degli organismi la cui guida spetta alle opposizioni, ma la questione è più ampia e comprende anche il tema della gestione dei tempi d'Aula.

Gianfranco Fini sottolinea come, con la nascita del Governo Monti, sostenuto da tutti i gruppi parlamentari e con solo la Lega all'opposizione, si sia determinata una «situazione del tutto inedita» di cui tener conto nell'applicazione delle norme sulle prerogative delle opposizioni.
Per fare un esempio: se al Carroccio venisse assegnata l'intera quota di 1/5 dei tempi prevista dal regolamento per l'opposizione, «la Lega da sola disporrebbe di un tempo superiore a quello attribuito a tutti gli altri gruppi, che rappresentano oltre il 90% del plenum».

La presidenza della Camera vuole perciò arrivare a «soluzioni sagomate sulla specificità delle fattispecie, coerenti con il regolamento».
Su questo Gianfranco Fini annuncia un approfondimento con il presidente del Senato, Renato Schifani.

Quanto alla vicenda sollevata dalla Lega per la presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza (per il quale a maggioranza e opposizioni vanno pari componenti e la presidenza all'opposizione), Fini sostiene che la soluzione non possa arrivare dalla «meccanica applicazione» della legge che istituisce il Copasir, «che va invece collocata nel contesto di uno schema dialettico maggioranza-opposizioni quale derivante dal responso delle urne». Per le presidenze delle Commissioni ordinarie «non é configurabile alcun intervento della presidenza della Camera», ma saranno rinnovate l'anno prossimo, secondo rinnovo biennale.

Marco Reguzzoni, presidente dei deputati del Carroccio, colui che formalmente ha posto la questione alla presidenza della Camera, ribadisce che alla Lega non interessano le poltrone. Ma la risposta di Fini gli pare «per molti versi non condivisibile». I Lumbard risponderanno nei prossimi giorni, ma già si dicono «disponibili a valutare qualsiasi proposta», perché «tutti i problemi tecnici si possono risolvere».

C'è anche un altro tema che scuote la Lega, quello sulla cittadinanza, rilanciato dalle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E sul quale il Carroccio è pronto «alle barricate in Parlamento e nelle piazze», annuncia Roberto Calderoli. «Si inizia con la cittadinanza per poi dare il voto agli immigrati», argomenti che per il Carroccio non sono «la priorità. È sbagliato porre ora questo tema», dice Marco Reguzzoni. Per Roberto Maroni intervenire sullo status dei bambini di origine straniera e introdurre il principio dello ius soli «è uno stravolgimento dei principi contenuti nella Costituzione».

Roberto Castelli dice di non sentirsi un folle perché vuole negare la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. E considera «l'esternazione (di Napolitano) al limite della costituzionalità».
Per l'europarlamentare Matteo Salvini «Napolitano sta proprio esagerando».

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