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Questo articolo è stato pubblicato il 11 dicembre 2011 alle ore 19:45.
L'ultima modifica è del 11 dicembre 2011 alle ore 15:45.

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Un finto stupro e una fiaccolata di solidarietà alla finta vittima, una ragazzina minorenne che rischia la denuncia per simulazione di reato, si trasforma in un linciaggio, un assalto con incendio al campo rom. Quello che è successo a Torino sabato sera, nel quartiere le Vallette, per il sindaco della città Piero Fassino è semplicemente «inaccettabile». Anche se il sindaco vuole andare a fondo e «affrontare le ragioni del disagio che hanno provocato questo scoppio d'ira». E il problema, secondo il primo cittadino, è mettere insieme «sicurezza e accoglienza», obiettivo per il quale Fassino, come ha già detto al ministro Cancellieri, ritiene necessaria una «regia comune tra governo ed enti locali».

Inizialmente si sono concentrate sugli ambienti del tifo organizzato, in particolare della Juventus, le indagini delle forze dell'ordine sul raid incendiario. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il volantino che ha preannunciato la manifestazione sarebbe stato prodotto da uno dei gruppi di supporter della squadra bianconera. Tuttavia i due arrestati di ieri nel raid al campo rom della Continassa a Torino non sono ultrà bianconeri, ma soltanto residenti del quartiere Vallette. Lo precisano i carabinieri, che tuttavia non hanno diffuso le generalità dei due uomini, un ventenne e un cinquantenne. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti su altre 30 persone che avrebbero preso parte al raid. Gli atti sono stati trasmessi al sostituto procuratore Paolo Toso, che aveva aperto il fascicolo per lo stupro della ragazzina sedicenne, poi risultato inventato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Cooperazione internazionale e dell'Integrazione Andrea Riccardi. I roghi al campo rom sono un gesto che riporta a «tempi bui della storia europea». Quello che è successo è «il segnale di un antigitanismo che affonda in una mentalità xenofoba, intollerante e violenta, che non può trovare alcuna giustificazione in un Paese civile e democratico come il nostro».

Le organizzazioni per i diritti umani Gruppo EveryOne e Nazione Rom hanno denunciato presso il Parlamento e il Consiglio dell'Unione europea «l'azione violenta perpetrata ieri da un corteo di intolleranti contro il campo Rom di zona Cascina Continassa, a Torino». «La maggior parte delle famiglie - si legge in una nota - ha perduto durante l'aggressione, che ricorda i pogrom del passato, tutti i propri averi, nonchè l'unico riparo contro le intemperie e l'ostilità di parte della popolazione».

«L'europarlamentare Surjàn Làszlò ci ha risposto e riferirà il drammatico avvenimento all'assemblea dell'Ue,» dicono i co-presidenti di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau e il rappresentante di Nazione Rom Marcello Zuinisi. «Da parte nostra, sottolineiamo come l'episodio sia gravissimo e come sarebbe sbagliato minimizzarne la portata».

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