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Questo articolo è stato pubblicato il 15 dicembre 2011 alle ore 06:38.

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ROMA
Un team di ispettori del Fondo monetario internazionale arriverà la prossima settimana a Roma per verificare i progressi nel programma di risanamento dei conti pubblici. Simonetta Nardin, portavoce dell'istituzione di Washington, in un comunicato ha confermato ieri ufficialmente quanto anticipato martedì dal Sole 24 Ore. «Un piccolo team dell'Fmi si recherà a Roma la prossima settimana per incontrare le nuove autorità - recita il comunicato - ricevere aggiornamenti sugli ultimi sviluppi fiscali e per discutere le modalità delle prossime missioni di monitoraggio». Il team comprenderà il vicedirettore del Fondo, Aasim Husain, e il consigliere Antonio Spilimbergo del dipartimento europeo dell'istituzione di Washington.
Oltre che sull'Italia, in questo momento le preoccupazioni degli esperti di Washington sembrano concentrate sulla fragilità dimostrata dall'intero continente europeo, come ha spiegato ieri il capoeconomista del Fondo. L'economista Olivier Blanchard ha infatti affermato ieri che «l'Eurozona ha, sì, la capacità di contenere la sua crisi del debito prima che si trasformi in una crisi di solvibilità, ma l'incapacità dimostrata sino ad ora dalle autorità europee nel trovare soluzioni efficaci può avere un impatto sugli Stati Uniti e sul mondo intero». Pur definendo i problemi del debito dell'Eurozona di natura temporanea, Blanchard ha spiegato che la corsa alle riforme fiscali nel vecchio continente minaccia di produrre effetti che si riverbereranno sull'intera economia globale. «Il prossimo anno in Europa non sarà molto bello», ha sottolineato l'economista, secondo il quale il consolidamento fiscale in corso costituirà un forte intralcio alla crescita mentre c'è molta incertezza sulle implicazioni per il resto del mondo. Secondo Blanchard, in Europa si sta rischiando di porre eccessiva enfasi sui programmi di riduzione dei costi a scapito dello sviluppo.
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