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Questo articolo è stato pubblicato il 30 dicembre 2011 alle ore 18:08.

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Ripetuti inviti a cena, avances insistenti e con obiettivi espliciti, tentativi continui di assecondarne i desideri, ritrattando le offerte per poi tornare alla carica subito dopo, fino ad arrivare a vantarsi del proprio conto corrente da un miliardo di dollari davanti a un bancomat. La donna è Jodie Fisher, bionda attrice americana che si è fatta notare per un ruolo in un telefilm - Age of Love - che non ha lasciato il segno nella storia televisiva a stelle e strisce, chiamata poi a contratto dalla Hp per fare da hostess in una serie di eventi pubblici. Mentre lui è Mark Hurd, allora Ceo del maggior costruttore mondiale di pc, costretto a dimettersi l'anno scorso proprio in seguito alle accuse di sexual harassment della Fisher.

La vicenda, che Hurd aveva cercato di far dimenticare, è riemersa dopo che giovedì la Corte suprema del Delaware ha ordinato che fosse resa pubblica la lettera con cui gli avvocati della Fisher nel giugno 2010 denunciarono al manager le accuse fatta dalla donna e la ricostruzione dettagliata di un "balletto imbarazzante" fatto di proposte romantiche e avanca fisiche alternate a ritirate strategiche di fronte ai rifiuti della donna. Il tutto, ovviamente, ricostruito sulla base delle sue testimonianze, così come sono state esposte da Gloria Allred, avvocato di Los Angeles specializzata in cause a sfondo sessuale, tra cui quella contro la star del golf Tiger Woods.

Le rivelazioni piccanti, su cui tutti i siti americani si sono immediatamente gettati, riportano così in primo piano il controverso licenziamento di Hurd, che ha aperto un periodo di forte instabilità alla Hp, non ancora del tutto concluso. Il 6 agosto dell'anno scorso Hurd è stato silurato dal board della società, accusato di codardia da Larry Ellison che gli ha immediatamente offerto un posto di primo piano nella sua Oracle. A sostituirlo è stato chiamato l'ex Ceo di Sap, Leo Apotheker, a sua volta rimpiazzato un anno dopo da Meg Whitman, che ha subito annullato la decisione di disfarsi della divisione di personal computer.

«E' evidente che lei ha utilizzato fondi di Hp allo scopo di procurarsi compagnia femminile spacciandola per business di Hp», accusa senza mezzi termini la lettera della Allred, che dimostra come Hurd abbia puntato a diventare amante della Fisher «utilizzando lo status e l'autorità di Ceo di Hp e i soldi delal società». Secondo la ricostruzione è stato lo stesso Hurd ad aver notato in televisione l'attrice offrendole un contratto di 30.000 dollari per partecipare a sei eventi aziendali. Fin dall'inizio il manager avrebbe cercato di instaurare un rapporto amichevole e molto personale con la donna. Il primo episodio esplicito citato nella lettera risale all'ottobre 2007, al Ritz Carlton Hotle di Atlanta. I due cenarono insieme alla vigilia del viaggio in Cina di Hurd che alla fine invitò la Fisher nella sua stanza per mostrargli alcuni documenti della vicepremier cinese, Wu Yi, che avrebbe dovuto incontrare pochi giorni dopo. Invito seguito dall'offerta di rimanere per tutta la notte: «Io ti conosco da poco e sei il mio capo», sarebbe stata la risposta della donna.

Da quel giorno Hurd ha continuato con insistenza e con avances più o meno esplicite a insidiare la Fisher nel corso di diversi viaggi. L'agenzia della donna avrebbe anche chiesto un aumento dello stipendio di fronte al moltiplicarsi delle cene e degli appuntamenti, che a quel punto non erano più strettamente professionali. Durante un viaggio a Madrid, nel 2008, Hurd si sarebbe fermato davanti a un bancomat per vantarsi di aver un conto corrente con un saldo miliardario. E nella stessa occasione il manager avrebbe svelato alla donna i dettagli dell'imminente acquisizione di Eds da parte di Hp, un'acquisizione da 13,9 miliardi di dollari. Nella ricostruzione la donna sembra diventare una vera ossessione per Hurd, che le offre soldi per soddisfare tutti i suoi desideri e le propone un nuovo contratto da 100mila dollari l'anno.

La lettera minaccia un'iniziativa legale, offrendo un settlement extragiudiziario, concluso effettivamente il 4 agosto 2010, seguito il giorno dopo da un messaggio in cui la Fisher nega che la Hp sia stata coinvolta o danneggiata dalla vicenda. Due giorni dopo le dimissioni dalla guida del colosso informatico. Un'inchiesta interna di Hp, condotta per conto del board of directors, ha assolto Mark Hurd dalle accuse di sexual harassment, ma ha concluso che dalle sue note spese risultavano incongruenze in violazione delle politiche interne della società.

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