Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 11 gennaio 2012 alle ore 06:40.

My24


ROMA
Ora è concreto il rischio del carcere per l'ex sottosegretario Nicola Consentino (Pdl). Accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa – l'ipotesi è di aver riciclato denaro sporco nel progetto di un centro commerciale – ieri la giunta per le autorizazioni a procedere di Montecitorio ha detto sì alla richiesta di arresto del tribunale del Riesame di Napoli. Adesso la parola definitiva passa all'aula della Camera ma intanto diventa incandescente lo scontro politico tra Pdl e la Lega, decisiva per l'ok al carcere per il politico napoletano.
Ieri a nulla è valsa una nuova memoria difensiva e il rinvio fino alle 16 del voto in commissione. Ci ha provato perfino con un appello Alfonso Papa (Pdl), inquisito nell'inchiesta napoletana P4, finito in carcere per l'ok - anche grazie alla Lega - di Montecitorio e oggi di nuovo libero: «Si lasci Nicola Cosentino, dopo anni di stillicidio - ha chiesto Papa - affrontare da uomo libero il processo. Rifletta piuttosto la Camera sull'orrore tutto italiano della carcerazione preventiva». Alla fine, con il risultato 11 a 10 è passata la votazione favorevole alla richiesta del Riesame.
Sconfitta così la linea del relatore Maurizio Paniz (Pdl), il suo ruolo è passato a Marilena Samperi, capogruppo Pd in giunta, mentre relatore di minoranza è diventata Jole Santelli (Pdl). Il radicale Maurizio Turco ha votato insieme al Pdl contro l'arresto di Nicola Cosentino mentre i due deputati leghisti Luca Paolini e Livio Follegot hanno detto sì alle manette come lunedì aveva annunciato l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Lo stesso Paolini, però, ha poi voluto dichiarare le sue «perplessità sull'impianto accusatorio» e la sua «propensione per il no all'arresto». E ha aggiunto che in Aula «il voto è individuale e segreto, quindi ciascun deputato farà quello che ritiene opportuno».
«Il primo via libera all'arresto di Nicola Cosentino è un atto di responsabilità che mi auguro troverà una conferma nel voto dell'aula» ha detto Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione Antimafia. Il tema a quel punto diventa tutto politico: si infrangerà il clima di collaborazione tra i partiti oggi in atto con il governo di Mario Monti? Alla domanda il guardasigilli Paola Severino risponde: «Non lo so, ma spero di no».
Smentita poco dopo dal capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: «La giunta ha commesso un gravissimo errore che ci auguriamo venga corretto dal voto d'aula. Se qualcuno pensa che operazioni di questo tipo non peggiorino il quadro e i rapporti politici, sbaglia in modo profondo». «La dichiarazione di Cicchitto ha il sapore della minaccia, di un avviso ai naviganti sulle ripercussioni che il voto su Cosentino potrebbe determinare sulla tenuta del Governo Monti. Ma Cicchitto sbaglia di grosso: la Giunta ha operato in modo impeccabile e nel pieno rispetto di tutte le garanzie costituzionali», afferma la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
Ci riprova intanto Papa: «Rivolgo un appello alle coscienze e alla serenità di giudizio dei parlamentari che voteranno in aula sull'arresto dell'onorevole Nicola Cosentino. Affrontare un processo in carcere, in condizioni disumane potrebbe trasformarsi in una tragedia umana». Maurizio Gasparri, numero uno Pdl al Senato, si dice amareggiato per la scelta della Lega. Indiscrezioni parlano di una profonda irritazione con il Carroccio dell'ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per l'esito del voto in giunta. Il Cavaliere sarebbe da qualche giorno in stretto contatto con Cosentino assicurandogli tutto il suo impegno per evitargli l'epilogo annunciato del carcere. Il deputato dal canto suo, non ha intenzione di dimettersi da coordinatore regionale del Pdl, né di sospendersi dal partito neanche nel caso in cui l'Aula confermerà il sì all'arresto. Per Berlusconi non è come il caso di Alfonso Papa perché l'ex premier ha un legame solido con Cosentino. «Colpiscono lui – avrebbe ammesso il Cavaliere – perché in realtà vogliono colpire me». Appuntamento a domani, quando l'assemblea dei deputati avvierà la discussione per la decisione definitiva. Quasi certo il voto segreto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA VICENDA

L'accusa
Il parlamentare del Pdl ed ex sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi Nicola Cosentino (foto) è accusato di concorso in falso, riciclaggio (aggravato dalla finalità mafiosa) e violazione della normativa bancaria
Secondo l'accusa, Cosentino (coordinatore del Pdl in Campania) è il referente nazionale del clan camorristico dei Casalesi: il deputato avrebbe ottenuto da dirigenti dell'Unicredit di Roma un finanziamento (poi in parte bloccato) di cinque milioni di euro per una società legata ai Casalesi che si apprestava a realizzare un centro commerciale abusivo nel Casertano. Cosentino contesta ogni addebito
La richiesta di arresto
Nei riguardi del deputato del Pdl, su richiesta dei pubblici ministeri di Napoli Antonio Ardituro, Francesco Curcio e Henry John Woodcock, è stata emessa dal gip Egle Pilla ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato confermato il 15 dicembre dal Tribunale del riesame
La decisione del Parlamento
Dopo il via libera della Giunta per le autorizzazioni della Camera, domani è previsto il voto a scrutinio segreto dell'Aula

Shopping24

Dai nostri archivi