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Questo articolo è stato pubblicato il 18 gennaio 2012 alle ore 06:38.

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FRANCOFORTE. Dal nostro inviato
Il capo dei "cinque saggi", i consiglieri economici del Governo tedesco, ha affermato ieri che «l'Italia può farcela da sola», rispondendo indirettamente alla dichiarazione del presidente del Consiglio, Mario Monti, secondo cui la Germania deve aiutare il nostro Paese a ottenere tassi di mercato più bassi.
Quella di Wolfgang Franz, presidente del centro di ricerche economiche Zew di Mannheim e capo degli esperti che consigliano l'esecutivo d Berlino, non è una posizione ufficiale, ma combacia perfettamente con una serie di interventi di ieri da parte di esponenti di primo piano del Governo, tesi a minimizzare la necessità di ulteriori interventi tedeschi per la soluzione della crisi dell'Eurozona. «L'Italia è abbastanza forte per aiutarsi da sola», ha detto Franz a Bloomberg Tv, affermando che l'euro sopravviverà alla crisi ed avrà ancora 17 membri da qui a un anno. «Le autorità - ha sostenuto - faranno del loro meglio non solo nei confronti dell'Italia ma anche della Grecia». Domenica scorsa il cancelliere Angela Merkel aveva affermato che le misure di austerità prese da Italia e Spagna «convinceranno i mercati nel medio periodo». Franz si è detto anche contrario agli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, un'opposizione pressoché unanime in Germania e reiterata dalla Bundesbank. L'ex presidente della Bundesbank, Axel Weber, e il consigliere tedesco della Bce, Juergen Stark, si sono dimessi dai rispettivi incarichi negli ultimi mesi per il loro dissenso nel programma di acquisto di titoli. Il capo dei cinque saggi è allineato anche con l'opposizione del Governo tedesco alla proposta degli eurobond, sostenuta dall'Italia, e ha rilanciato invece l'idea del consiglio degli esperti di creare un fondo di riscatto del debito esistente per aiutare i Paesi che si dimostrino «virtuosi».
Diverso l'approccio dell'opposizione socialdemocratica e degli opinion leader progressisti. Il giornale di Monaco "Suddeutsche Zeitung" ha sostenuto che la Germania, dopo aver imposto all'Europa il proprio piano di tagli di bilancio dovrebbe essere ora disposta a pagare di più e che Berlino dovrebbe ascoltare le parole di Monti sulla possibilità di reazioni antieuropee se non ci sarà un sostegno ai Paesi impegnati nei piani di austerità.
Dai vertici del Governo tedesco si insiste che però la situazione, definita lunedì dal presidente della Bce, Mario Draghi, «molto grave», non richiede ulteriori risorse da parte della Germania (che ha finora messo a bilancio per i salvataggi europei 211 miliardi di euro). Ieri, la signora Merkel ha dichiarato in un incontro con i parlamentari del suo partito, la Cdu, che il pericolo di contagio dalla Grecia è diminuito, affermazione contraddetta dalla reazione dei mercati, soprattutto nei confronti del Portogallo, dopo l'annuncio della rottura dei negoziati sulla ristrutturazione del debito di Atene. Dal canto suo, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto che la perdita del rating tripla A da parte del fondo salva-Stati europeo Efsf non è ragione per aumentare le garanzie prestate dallo Stato tedesco. La Germania non ha intenzione neppure di aumentare il contributo al successore dell'Efsf, l'Esm, la cui nascita è stata anticipata di un anno al giugno 2012. Con ogni probabilità, secondo fonti vicine al Governo, verserà però in un solo pagamento le prime due tranche della propria quota.
L'Eurozona non può essere salvata a ogni costo, ha detto il presidente dell'associazione degli esportatori Bga, Anton Boerner, molto vicino alla Merkel. «Il Governo italiano è sulla strada sbagliata - ha dichiarato al quotidiano Handelsblatt - se pensa di poter guadagnare competitività senza riforme dure».
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