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Questo articolo è stato pubblicato il 19 gennaio 2012 alle ore 06:41.

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ROMA.
Alla vigilia del viaggio in Libia del presidente del Consiglio - Mario Monti volerà sabato prossimo a Tripoli - a Montecitorio si scatena lo scontro sul l'immigrazione.
E il governo finisce due volte in minoranza. In realtà anche all'interno del Pdl scoppiano le polemiche. E la Lega protesta in aula contro i clandestini e viene rimbrottata dal vicepresidente Rosy Bindi (Pd). Mentre parlava l'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini (Pdl), un gruppo di deputati del Carroccio - Claudio D'Amico, Gianluca Forcolin, Corrado Callegari, Laura Molteni e Alberto Torazi - è andato sotto il banco del governo e ha mostrato la scritta, divisa in più fogli: «No ai clandestini». Rosy Bindi ha definito l'episodio «inqualificabile» e l'atteggiamento dei leghisti, ha aggiunto, «non potrà restare senza conseguenze e sanzioni».
«Abbiamo fatto questa protesta - spiega Claudio D'Amico - in quanto riteniamo gravissimo che il governo che si professa tecnico ha con una scelta politica dato parere contrario alla nostra mozione che chiedeva il rimpatrio di tutti i profughi libici». Erano assenti i deputati vicini a Maroni, tutti nell'assemblea a Varese con l'ex ministro dell'Interno. La tensione alla Camera dei deputati è risalita quando l'Esecutivo è andato in minoranza sulle mozioni dell'Idv e dei Radicali. La prima impegna il governo, che aveva espresso parere negativo, «a consentire che le operazioni di contrasto all'immigrazione clandestina siano pienamente conformi alle norme di diritto internazionale, in particolare per quel che concerne i richiedenti asilo». E a «a migliorare sensibilmente, in ogni caso, le condizioni dei migranti sistemati nei centri di accoglienza, nei centri di identificazione ed espulsione e nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo, oggi ridotti a veri e propri luoghi di sofferenza e di mancanza di rispetto dei diritti umani». La mozione dei Radicali, in particolare, chiedeva l'impegno del governo «a garantire protezione internazionale e diritto di asilo a chi è giunto dalla Libia, e a non riprendere le politiche di respingimento né nei confronti di chi proviene dalla Libia né da chi arriva da altri Paesi». Alla fine l'aula di Montecitorio ha detto sì anche alle mozioni di Pdl, Pd e Terzo Polo relative ai rapporti con la Libia in materia di immigrazione, mentre è stato bocciato solo il documento presentato dalla Lega. E poi c'è stata la polemica di due autorevoli esponenti del Popolo delle Libertà. Gli ex sottosegretari Guido Crosetto e Alfredo Mantovano hanno detto in una nota: «Ci sfugge la strategia politica del Gruppo Pdl alla Camera che ha deciso di dare come indicazione di voto l'astensione su una mozione che nelle premesse definisce "indiscriminate, in violazione degli obblighi internazionali, comunitari e nazionali" le azioni del Governo Berlusconi e critica quanto fatto negli ultimi anni in materia di immigrazione. Per quanto ci riguarda noi, ed altri, abbiamo votato contro, in dissenso dal Gruppo per dignità e coerenza».
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PROTESTE ALLA CAMERA SULL'IMMIGRAZIONE

Lega
Un gruppo di deputati del Carroccio – Claudio D'Amico (foto), Gianluca Forcolin, Corrado Callegari, Laura Molteni e Alberto Torazi – è andato sotto il banco del governo e ha mostrato la scritta, divisa in più fogli: «No ai clandestini»
Pdl
Gli ex sottosegretari Guido Crosetto (foto) e Alfredo Mantovano hanno protestato contro la scelta del Pdl di astenersi sulla mozione dei Radicali sull'immigrazione: «Ci sfugge la strategia politica del gruppo Pdl alla Camera»

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