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Questo articolo è stato pubblicato il 22 gennaio 2012 alle ore 19:37.

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Sauli Niinisto con la moglie Jenni (Reuters)Sauli Niinisto con la moglie Jenni (Reuters)

La Finlandia punta sull'europeista Sauli Niinisto, in testa con il 40 per cento dei voti alle elezioni presidenziali che hanno segnato invece la debacle dell'euroscettico e populista Timo Soini. Con quasi 1,4 milioni di schede scrutinate, su un totale di 4,4 milioni di aventi diritto, Niinisto, conservatore, si conferma il più accreditato alla successione della popolarissima socialdemocratica Tarja Halonen, prima donna capo dello stato nordico, che non può essere rieletta avendo già completato due mandati.

Alle spalle di Niinisto, si piazzano - secondo i dati parziali forniti dal ministero della Giustizia - il centrista euroscettico Paavo Vayrynen, con il 17,8 per cento, l'ambientalista Pekka Haavisto, con il 14,7 per cento e il nazionalista Timo Soini, con il 9,5 per cento.

Le schede scrutinate si riferiscono ai circa 1,4 milioni di finlandesi che hanno scelto di votare anticipatamente dallo scorso fine settimana in seggi allestiti in centri commerciali, librerie e uffici postali. Niinisto, 63 anni, ex ministro delle Finanze, è un esponente di spicco del partito di centro-destra 'Kokoomus' ('Coalizione nazionalè) del primo ministro Jyrki Katainen, che con i suoi 40 anni è il più giovane capo di governo dell'Unione europea. Convinto europeista, Niinisto ha incentrato la propria campagna elettorale sul futuro della Ue e sulle ricette per uscire dalla crisi che attanaglia le economie di Eurolandia, di cui Helsinki fa parte. Se il risultato parziale dovesse essere confermato, sarà necessario andare al ballottaggio, previsto per il 5 febbraio prossimo.

Secondo alcuni analisti, una eventuale vittoria di Niinisto potrebbe servire a ridurre le montanti pressioni sul governo di coalizione per adottare una linea più dura nei confronti dei partner indebitati. La Finlandia è uno dei pochi Paesi rimasti nell'Ue con la tripla A e il principale rivale di Niinisto nella corsa alla più alta carica dello Stato, Paavo Vayrynen, è arrivato perfino a proporre il ritorno alla moneta nazionale, il marco finlandese, durante la campagna elettorale. In terza posizione si piazza il Verde Pekka Haavisto, che gli ultimi sondaggi davano in ascesa e che da alcuni osservatori veniva indicato come possibile outsider. In calo invece l'euroscettico e populista Timo Soini, 43 anni, che con il suo partito 'Perussuomalaiset' ('Veri finlandesì), nato nel 1995 dalle ceneri del disciolto Partito rurale finlandese, ottenne un sorprendente 19 per cento dei voti alle legislative dello scorso aprile. Europarlamentare dal 2009, Soini, come Vayrynen, vuole abbandonare l'euro per tornare al marco finlandese e si oppone a qualsiasi forma di salvataggio dei partner europei indebitati.

Le operazioni di voto si sono svolte sotto un pallido sole che ha fatto capolino dopo giorni e giorni di forti nevicate, il che potrebbe aver indotto il 27 per cento degli indecisi, secondo i sondaggi di venerdì scorso, a recarsi alle urne.

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