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Questo articolo è stato pubblicato il 02 marzo 2012 alle ore 06:38.

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Spunta il nome di Denis Verdini nell'inchiesta della Procura di Roma sulla plusvalenza da 18 milioni realizzata in un solo giorno dal senatore Pdl, Riccardo Conti. Dalle carte acquisite dal Nucleo di polizia valutaria della Gdf, nelle sedi delle società coinvolte nella compravendita del palazzo di via della Stamperia 64, a due passi da Fontana di Trevi, finita al centro dell'indagine, è emerso un assegno da 1 milione di euro staccato da Conti a Verdini nei giorni successivi alla conclusione dell'affare. Un pagamento su cui il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Erminio Amelio, che indagano per truffa e peculato, vogliono vederci chiaro.
Secondo quanto anticipa L'Espresso oggi in edicola, alla base del pagamento c'è un contratto stipulato a novembre del 2010 tra il coordinatore nazionale e il senatore del Pdl: l'accordo prevede l'impegno di Conti a prestare 10 milioni a Verdini, con la previsione di una penale da un milione in caso di inadempimento. Cosa che avviene puntualmente due mesi dopo, con un assegno intestato alla moglie di Verdini, Maria Simonetta Fossombroni. Nel frattempo Conti ha già realizzato la maxiplusvalenza, acquistando, il 31 gennaio 2011, il palazzo in via della Stamperia dal Fondo Omega (all'epoca gestito dalla Fimit Sgr di Massimo Caputi) per 26,5 milioni, per rivenderlo subito per 44,5 milioni all'Enpap, l'ente di previdenza degli psicologi presieduto da Angelo Arcicasa. Conti stacca almeno altri tre assegni: uno da 750mila euro destinato a Giovanna Prandini, figlia dell'ex ministro dc, Gianni Prandini, mentore politico di Conti; uno da 1 milione a una istituzione religiosa; uno da 150mila euro a un soggetto ancora da identificare. Pagamenti su cui sono ancora in corso accertamenti.
Verdini è intervenuto in serata con una nota: le notizie, scrive il coordinatore del Pdl, sono «costruite in modo scandaloso al solo scopo di dare un immagine diversa dai fatti e di come questi si sono realmente svolti». Quindi la spiegazione: «Tutto è legato alle ben note vicende relative al Credito cooperativo fiorentino. Costretto a dimettermi dalla banca – ricorda Verdini – ho chiesto al senatore Conti, che di mestiere fa l'immobiliarista, la surroga con successivo impegno all'acquisto di un immobile gravato da mutuo». Quando Conti «ha deciso di ritirarsi dall'operazione ha dovuto versare un milione di euro a titolo di penale». Verdini ha anunciato azioni legali contro il settimanale.
«Stiamo ancora verificando se nella compravendita siano state commessi illeciti – dice un investigatore –. A chi siano finiti i soldi della plusvalenza attiene a una seconda fase dell'indagine». Sul primo versante dell'inchiesta andrà chiarito il nodo dei soldi: risulta che Conti abbia realizzato la maxiplusvalenza senza versare un euro.
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