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Questo articolo è stato pubblicato il 08 marzo 2012 alle ore 06:41.

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ROMA
«Questo Governo ha avviato un percorso di riforme che va portato avanti». Emma Marcegaglia spinge perché si acceleri sulle misure che possano riportare l'Italia a crescere e creare occupazione: «Bene il percorso avviato su liberalizzazioni, semplificazioni, lavoro. Oggi abbiamo un sistema pensionistico all'avanguardia. Ma non è sufficiente: le liberalizzazioni, che sono fondamentali, vanno proseguite, perché portano vantaggi a imprese e cittadini. Dobbiamo accelerare sulle riforme, c'è ancora molto da fare. Noi non saremo mai un veto-player, ma saremo sempre di supporto, anche con riforme impopolari».
La presidente di Confindustria ha colto l'occasione del l'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss 2011-2012 per mettere al centro il tema dell'innovazione per uscire dalla crisi: «Un ruolo importante spetta al Governo, alle università, ma anche alle imprese e alle rappresentanze dei lavoratori. L'innovazione e la ricerca ci fanno fare un passo avanti su crescita e competitività», ha detto la Marcegaglia sollecitando il credito d'imposta e piattaforme che mettano insieme imprese, centri di ricerca e università. Lo scenario, ha ammesso la Marcegaglia, seduta accanto al direttore e al rettore della Luiss, Pier Luigi Celli e Massimo Egidi, è migliore rispetto a qualche mese fa. «La credibilità del Paese è un po' migliorata, ma ci sono ancora criticità. Lo spread è sceso, ma anche a questi livelli nel medio termine non è sostenibile». L'Europa cresce poco, ma è divisa in due parti: «Una dove c'è la Germania, che ha una capacità di crescita interessante, e una del Sud dove c'è l'Italia, che ha un ritmo di crescita troppo basso. La priorità è la crescita: Monti ha lo standing e la forza per chiederlo e farsi ascoltare».
Ecco, è questo il punto: la crescita e l'occupazione. E proprio la creazione di posti di lavoro è il fine della riforma del mercato del lavoro. Lunedì il Governo vedrà di nuovo le parti sociali, dopo aver disdetto l'appuntamento del 1° marzo. «Si parlerà anche di articolo 18, aspettiamo la proposta del Governo, la nostra l'abbiamo già fatta. Sul tavolo c'è anche la proposta Cisl sul licenziamento individuale per crisi economica», ha detto la Marcegaglia, ricordando che per Confindustria l'articolo 18 va mantenuto per i licenziamenti discriminatori, prevedendo negli altri casi l'indennizzo. Il problema che ha bloccato il tavolo sono le risorse per gli ammortizzatori sociali: «Il ministro sta lavorando per un paio di miliardi di euro di risorse aggiuntive, ma non so se basteranno».
È necessario, ha detto la presidente di Confindustria, ridurre il dualismo del mercato del lavoro, dove l'ingresso dei giovani spesso è fatto di cattiva flessibilità e c'è un'estrema rigidità sulle altre forme di lavoro. Per favorire l'ingresso dei giovani ieri sia Celli che Egidi hanno sottolineato che da maggio alla Luiss sarà attivo un incubatore per trasformare in impresa le idee degli studenti. Le attività svolte hanno portato la Luiss ad avere il primato degli immatricolati, con un tasso pari al 54,8% contro il 21 della media nazionale. «L'università deve essere un ponte tra il mondo dello studio e il mondo del lavoro», ha commentato il ministro della Giustizia, Paola Severino, intervenuta fuori programma.
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