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Questo articolo è stato pubblicato il 25 marzo 2012 alle ore 14:58.

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Vigor BovolentaVigor Bovolenta

La pallavolo italiana è stata colpita da un grande lutto. A soli 37 anni è morto Vigor Bovolenta, uno dei campioni che hanno scritto la storia della nostra disciplina. Ieri sera, mentre era in campo a Macerata, per giocare l'incontro di serie B2 con la maglia di Forlì, ha accusato un malore. Nonostante i tanti tentativi di rianimarlo e la successiva corsa in ospedale, poco dopo la mezzanotte è arrivata la triste notizia della sua morte. «Bovo» lascia la moglie Federica (anche lei ex azzurra) e i suoi quattro bambini (Alessandro, Arianna, Aurora e Angelica), a cui vanno le condoglianze di tutto il grande mondo della pallavolo italiana.

I primi accertamenti sanitari dell'ospedale di Macerata hanno evidenziato che si è trattato di un problema cardiaco. La società di Bovolenta, che oltre a giocare collaborava con il settore marketing, ha chiesto alla Federazione il rinvio della partita in programma sabato prossimo contro il Forlimpopoli. «Sempre nei nostri cuori, un abbraccio», la scritta che si legge sotto la foto del pallavolista con la maglia della sua squadra. Si svolgerà domani l'autopsia. Lo fa sapere la Volley Forlì in un comunicato diffuso oggi sul suo sito Internet. Ancora da stabilire la data del funerale.

Sposato e padre di quattro figli, aveva disputato 553 partite in serie A1 in 21 anni, fino al 2011. Nel suo curriculum due scudetti, due coppe campioni, altre coppe europee, un Mondiale per Club, un argento alle Olimpiadi del 1996, un Europeo e quattro World League.

Una «perdita grandissima». Il presidente della Federvolley, Carlo Magri, si dice «sconvolto» e «senza parole» per la morte Bovolenta. «Oltre ad essere un grande campione - aggiunge - era un ragazzo eccezionale, uno di quelli da prendere da esempio per rappresentare la nostra gioventù».
Il presidente Magri ricorda il pallavolista «giovanissimo in campo, generoso e combattivo» e le «tante immagini belle che si rincorrono».

«Vigor era un grandissimo attaccante, un attaccante puro con una straordinaria fisicitá», dice Giani, ex compagno di nazionale di Bovolenta ed attuale allenatore della Roma Volley, ai microfoni di Sky Sport 24. «Era un giocatore che portava tantissimi punti, aveva un peso importante in una squadra», prosegue l'ex azzurro. «Ricordo la prima volta che ci siamo incontrati, lui aveva più o meno 17 anni e durante il riscaldamento a rete mi attaccò in testa, io mi arrabbiai molto: era praticamente l'inizio tra lui e l'agonismo. Poi abbiamo giocato insieme per tanti anni».

Difficile trovare un perché a una simile tragedia: «Siamo molto controllati, ma possono esserci delle piccole disfunzioni impercettibili. È difficile che possa accadere quello che è accaduto, ma c'è sempre una piccola possibilitá. Sono casi rarissimi ma ci sono. E a volte vanno a toccare persone che conosci molto bene».

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