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Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2012 alle ore 09:50.

L'Imu resta nel mirino del Pdl. Che in un vertice convocato ieri a Montecitorio ha messo a punto una strategia in due tempi per alleggerire il peso dell'imposta sugli immobili: prima un emendamento al decreto fiscale in discussione alla Camera per rateizzare in 2-3 soluzioni l'acconto di giugno sulla prima casa; poi un ordine del giorno che impegni il Governo a reperire dalla spending review e dal federalismo le risorse necessarie a ripristinare dal 2013 l'esenzione sull'abitazione principale prevista per la "vecchia" Imu.
La proposta di modifica pidiellina deve ancora essere messa nero su bianco. Tra i circa 400 emendamenti al Dl sulle semplificazioni tributarie depositati ieri nelle commissioni Bilancio e Finanze non ce n'è traccia. Il suo destino sarà deciso tra oggi e domani, quando il relatore Gianfranco Conte (Pdl) dovrebbe presentare il testo che fraziona in due (o tre) rate il versamento di giugno del tributo. In pratica, l'acconto del 50% (calcolato sull'aliquota base del 4 per mille) andrà pagato per una prima metà il 18 giugno e per un'altra il 16 settembre. Anche se il pagamento potrebbe essere frazionato in tre soluzioni, aggiungendo la scadenza intermedia del 16 luglio.

Questo disegno, se confermato, non impatterà sul saldo di dicembre quando andrà corrisposta il restante 50% dell'imposta. Con il rischio, però, che a due o tre mini-rate segua un maxi-conguaglio di fine anno poiché solo in quella sede verranno applicate le aliquote definitive che i Comuni e lo Stato potranno fissare, rispettivamente, entro il 30 settembre e il 10 dicembre. Resterebbe immutata, invece, la tempistica dalla seconda abitazione in su: acconto a giugno sulla percentuale base del 10,6 per mille e saldo a dicembre sull'aliquota reale.
Sempre in materia di Imu il Pdl conta di portare a casa anche le agevolazioni per gli anziani che hanno la residenza in una casa di cura e che, dalle regole attuali, si vedono considerare l'immobile di proprietà come una seconda casa. L'idea emersa dalla riunione di ieri pomeriggio – a cui hanno partecipato il relatore, gli ex ministri Sacconi, Romani, Gelmini e Prestigiacomo, l'ex sottosegretario Casero e il portavoce Capezzone – è quella di assimilare con un emendamento ad hoc tali situazioni, come quelle dei coniugi separati, al possesso della prima casa.

Di tutto ciò il segretario Angelino Alfano dovrebbe parlare oggi con Mario Monti. In quella sede l'ex guardasigilli proverà a convincere il premier a considerare la versione attuale dell'imposta sugli immobili come un'una tantum per il 2012. Auspicando che dal 2013 si trovino, però, le risorse per ripristinare almeno l'esenzione sull'abitazione principale. Un tema che dovrebbe confluire in un odg da far approvare in Aula.
Un passaggio del vertice è stato poi riservato alla questione dell'abuso di diritto, su cui l'Esecutivo sta ragionando da qualche settimana e che sarà al centro della delega fiscale in via di approvazione. Nel Pdl non si vede di cattivo occhio un'accelerazione in un ambito assai sensibile per le aziende a causa di una complessa (e controversa) giurisprudenza. Per questo, fra gli emendamenti, uno scritto dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, Maurizio Leo, tende proprio a scongiurare il pericolo di lungaggini.

«La mia preoccupazione – spiega Leo – è che con la strada della delega si rischi di andare molto in là con i tempi. Considerando il lungo iter di approvazione, forse si arriverebbe a fine anno e invece bisogna fare chiarezza subito, perché gli aspetti penali non possono attendere». La proposta, inserita nello Statuto del contribuente e quindi di «sistema», stabilisce innanzitutto che al caso dell'elusione fiscale non si debbano applicare sanzioni penali ma solo amministrative. Viene specificato nel dettaglio in cosa consista il legittimo risparmio di imposta. Infine, si assicurano garanzie procedimentali: per esempio, non si potrà partire immediatamente con l'avviso di accertamento.

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