Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 14 aprile 2012 alle ore 12:36.

Le «sentenze si possono non condividere, ma si accettano» anche se l'assoluzione degli imputati per la strage di piazza della Loggia è dovuta anche a «tutta una serie di silenzi e reticenze anche da parte di chi sapeva». Il presidente presidente dell'Associazione Caduti di Piazza della Loggia, Manlio Milani, commenta così all'Adnkronos la sentenza sulla strage di Piazza della Loggia (che nel 1974 causò 8 morti e oltre 100 feriti) della Corte d'appello di Brescia.

«Purtroppo il vero danno a questo processo è stato fatto all'inizio in modo particolare con il lavaggio della piazza, che ha impedito di ricostruire l'esplosivo usato e il detonatore utilizzato - osserva Milani -. A ciò si accompagna tutta una serie di altri silenzi e di reticenze anche da parte di chi sapeva ciò che era accaduto».

«Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che dopo 38 anni non ha ancora giustizia. Al di lá di quello che può significare personalmente - prosegue - dimostra che questa democrazia è in balìa degli eventi, la mancanza di trasparenza nelle istituzioni e la mancanza di volontá di parlare al Paese».

La delusione del sindaco
«Quello che rimane è l'attesa con cui la nostra città e l'intero Paese stanno aspettando da tanti, tanti anni una risposta. Una risposta che deve essere fatta di verità e di giustizia. Oggi entrambe mancano all' appello. Su questo la dice lunga il lungo silenzio che ha seguito la lettura della sentenza». Lo ha affermato il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, dopo il pronunciamento della sentenza.

«Questa attesa - ha aggiunto - continua con un giudizio chiaro su un fatto drammatico che è una ferita che la città ha sempre vissuto con grandissimo dolore ma anche come grandissimo momento di civiltà dal quale ripartire, sapendo bene da che parte stare».

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi