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Questo articolo è stato pubblicato il 17 aprile 2012 alle ore 15:25.

Ancora sorprese per la compravendita del palazzo Rinascente di Milano, operazione da quasi mezzo miliardo di euro. A riaprire il capitolo è stata IdeaFimit Sgr, società che gestisce il fondo immobiliare Ippocrate su mandato della cassa previdenziale dei medici (Enpam, 350mila iscritti), dopo che era stata negata la perizia sull'edificio richiesta dall'Ordine dei camici bianchi bolognesi.

«IdeaFimit non nega né concede il consenso alla presa visione di una perizia interna della società agli iscritti dell'Enpam, così come a qualsivoglia altro soggetto – fanno sapere dalla Sgr che per il 40% appartiene al l'Inps –, semplicemente perché rendere pubblica una perizia di parte non è atto contemplato in nessuna prescrizione di legge, regolamento o procedura vigente nell'attività di gestione collettiva del risparmio svolta attraverso fondi immobiliari riservati ad investitori qualificati». Dalla presa di posizione di IdeaFimit (vedi Plus24 del 7 aprile scorso) emergono una notizia e una valutazione.

La notizia
La notizia è che IdeaFimit non ha mai negato il consenso alla visione della perizia. O meglio: non è obbligata a fornire i documenti in questione ai 350mila iscritti Enpam perché, come viene spiegato, non vi è alcun obbligo legale in tal senso. «La posizione di Idea Fimit è formalmente impeccabile – conferma Antonio Campagnoli, coordinatore del tavolo di lavoro sugli esperti indipendenti per Isivi, Istituto italiano di Valutazione immobiliare –. Sarebbe però opportuna una riforma delle funzioni e delle responsabilità dei soggetti coinvolti nella gestione dei fondi immobiliari, specialmente con riguardo ai fondi pensione. Al pubblico serve un esperto indipendente che sia terzo dal processo interno e responsabile verso i terzi».

La valutazione
Dopo la notizia, la valutazione. Al di là del caso Rinascente (edificio acquistato oltre un anno fa per 472 milioni) c'è da segnalare che forse lo strumento finanziario "fondo immobiliare riservato" non è adatto alle casse previdenziali (primo pilastro e ai fondi pensione (previdenza integrativa). A fronte di oggettivi benefici fiscali e di un'efficienza nella gestione, vi è infatti un deficit di trasparenza su documenti fondamentali come le perizie (e non solo). Come spiegato da IdeaFimit, non c'è un obbligo a fornire le valutazioni immobiliari. Sono documenti interni. La legge è legge. Però casse e fondi pensione non sono obbligate a investire in tali veicoli finanziari: gli enti previdenziali gestiscono contributi di migliaia di iscritti. Soldi per le pensioni, giusto ricordarlo. Giusta anche la volontà di sapere come viene gestito questo denaro.

I fondi quotati
A tal punto se fondo immobiliare deve essere, meglio puntare su quelli quotati. In Piazza Affari ve ne sono ben 18 di questo tipo: fra l'altro ci sono pure veicoli di IdeaFimit come Atlantic 1, fra i più scambiati. «È veramente paradossale che i fondi quotati siano snobbati dagli enti previdenziali – aggiunge Campagnoli – a vantaggio dei fondi immobiliari riservati». Sì, perché sui quotati c'è la vigilanza Consob. Non solo. Ogni sei mesi devono mettere fuori i conti. Insomma quella trasparenza che Plus24 sta chiedendo con l'iniziativa delle cinque domande (vedi a fianco). Tutto ciò in attesa che Covip (authority di controllo degli enti previdenziali) batta un colpo. Senza dimenticare che entro l'estate, Adepp (che riunisce le casse) e Assoimmobiliare hanno garantito la pubblicazione di un vademecum sugli investimenti nel mattone.
v.dangerio@ilsole24ore.com

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