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Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2012 alle ore 06:39.

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ROMA
Tedesco colorato di spagnolo con "premietto" di 10 seggi al solo primo partito. Dopo settimane di impasse sulla legge elettorale, la riunione di martedì sera tra gli "sherpa" incaricati dai leader Alfano–Bersani-Casini di trovare un accordo per superare il vituperato Porcellum ha visto le posizioni avvicinarsi fino al punto di far prevedere per martedì prossimo la stesura di un testo di legge. Gaetano Quagliariello per il Pdl, Luciano Violante per il Pd e Ferdinando Adornato per l'Udc hanno trovato la quadra attorno all'ormai famoso modello ispano-tedesco, con qualche innesto tutto nostrano.
Lo schema è quello conosciuto: metà dei seggi eletti tramite collegi uninominali e metà tramite sistema proporzionale con piccole liste bloccate e soglia di sbarramento al 5%. Il nodo da sciogliere, fino a poche ore fa, restava quello della modalità di ripartizione dei seggi. Se a livello nazionale, come auspicato dai centristi per salvaguardare il più possibile la rappresentanza proporzionale, o a livello circoscrizionale come avviene in Spagna e come invece voluto dai due partiti più grandi. La ripartizione a livello circoscrizionale comporta infatti una soglia di sbarramento implicita, oltre a quella esplicita del 5%, che a seconda della grandezza delle circoscrizioni varia dal 3 all'8%. Dunque un ulteriore correttivo maggioritario al modello tradizionale tedesco teso a scoraggiare la frammentazione e a premiare i partiti più grandi o comunque fortemente rappresentati sul territorio. L'Udc ha ceduto sulla correzione alla spagnola in cambio di un ridimensionamento del cosiddetto premio governabilità: da 36 seggi da assegnare ai primi due partiti, come fin qui prospettato, a un ben più esiguo "premietto" di 10 seggi al solo primo partito. Una soluzione – spiegano gli "sherpa" – simbolica a livello numerico ma politicamente di grande importanza: nel caso infatti in cui i primi due partiti dovessero quasi pareggiarsi (e fra Pdl e Pd non è ipotesi del tutto remota), il "premietto" darebbe subito riconoscibilità al vincitore consegnandogli le chiavi per provare a formare la maggioranza di governo in Parlamento da una posizione di forza.
La soluzione ispano-tedesca con "premietto" ha il vantaggio di rassicurare almeno in parte i fautori del maggioritario presenti sia nel Pdl sia nel Pd. Soddisfatti, tra i democratici, i veltroniani: «Una soluzione ottima che combatte la frammentazione e in prospettiva favorisce un bipartitismo di stampo europeo», commenta il senatore Stefano Ceccanti. Un altro vantaggio potrebbe essere il coinvolgimento della Lega, interessata a un sistema che, tramite la ripartizione circoscrizionale, premia i partiti forti sul territorio. Come segnale di interesse verso il tema delle riforme costituzionali e della legge elettorale va intanto segnalato il passaggio, avvenuto ieri, dei leghisti Roberto Calderoli e Sergio Divina dalla commissione Giustizia a quella Affari Costituzionali del Senato.
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