Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 25 aprile 2012 alle ore 08:02.

Traballa la poltrona di Giuseppe Orsi, arrivato un anno fa con le fanfare da Varese a Roma, alla guida della Finmeccanica, sospinto dalla Lega di Umberto Bossi e Roberto Maroni, con un curriculum impreziosito dai risultati dell'AgustaWestland, ma ora offuscato da accuse pesanti. La pratica sarebbe sul tavolo di Vittorio Grilli, il viceministro dell'Economia, che oggi potrebbe incontrare Orsi. C'è un'accelerazione delle voci di un nuovo ricambio alla guida di Finmeccanica.
Orsi è stato il primo manager pubblico ad avere una nomina durante il governo Monti ed è il primo che rischia di saltare. Entrambe le situazioni sono dovute a indagini giudiziarie. Il predecessore, Pier Francesco Guarguaglini, era stato indebolito da accuse meno gravi, false fatturazioni e frode fiscale, rispetto al concorso in corruzione internazionale e riciclaggio contestati a Orsi. Il primo dicembre l'ex capo dell'Agusta, che già dal 4 maggio era amministratore delegato, ha raddoppiato con la nomina a presidente, riuscendo a sbarazzarsi di Guarguaglini.
"Guargua" ha motivato le dimissioni da presidente con il fatto che non condivideva la politica di bilancio del nuovo capoazienda. Orsi aveva escluso maxipulizie, in un'intervista al Sole 24 Ore del 31 luglio 2011: «Non ci sarà nulla che impedirà a Finmeccanica di chiudere con un utile netto» il bilancio 2011. Invece ha impugnato la "scopa nuova" e ha presentato una perdita netta di 2,345 miliardi. Tuttavia la posizione di Guarguaglini, che quando era in auge nessuno osava criticare, molti giornali nel 2005 avevano glissato sulla nomina della moglie, Marina Grossi, a capo di una controllata, era stata indebolita dalle indagini nel filone Enav sulla moglie per corruzione e frode fiscale e sul braccio destro, Lorenzo Borgogni. La notizia delle indagini su Guarguaglini era divenuta pubblica il 22 luglio 2011, tre giorni dopo la notifica all'interessato, il 19 luglio, della richiesta di proroga delle indagini preliminari formulata dal pubblico ministero al gip di Roma, si legge nel bilancio. Guarguaglini ha detto di non essere mai stato interrogato dal magistrato e di non sapere quali fatti gli si contestino.
Orsi respinge le accuse, in un'intervista al Tg1, registrata prima che le agenzie rivelassero che è indagato, ha detto: «Non ho mai pagato nessuna somma illegale né alla Lega né a nessun altro». Si fa però delicata la situazione al vertice di Finmeccanica. Già c'era tensione nei rapporti tra Orsi e il direttore generale, Alessandro Pansa, che è sostenuto dal viceministro dell'Economia, Grilli, per la carica di a.d. Molti dirigenti di prima linea, prima delle ultime notizie giudiziarie, si aspettavano un intervento del governo per ampliare le deleghe di Pansa lasciando ad Orsi solo la presidenza. Adesso l'uomo-prodigio degli elicotteri rischia di saltare. Nel toto-nomine entrano anche Giuseppe Zampini (Ansaldo Energia) e Franco Bernabè (Telecom). Intanto, con la guerra interna in corso da molti mesi, Finmeccanica va a picco.
Quando Orsi è diventato capoazienda, il 4 maggio 2011, le azioni valevano 8,975 euro. Da allora hanno perso il 65% (ieri +1,76% a 3,122), la capitalizzazione di Borsa è crollata da 5.245 a 1.800 milioni. È l'andamento peggiore dei titoli aerospaziali nel mondo. Solo in Europa, nello stesso periodo Eads ha guadagnato il 43%, Bae Systems ha perso l'11,9%, Thales ha perso il 15,4%, Safran il 2,15.
©RIPRODUZIONE RISERVATA








