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Questo articolo è stato pubblicato il 25 aprile 2012 alle ore 08:00.

MILANO. Proseguono le indagini della procura di Milano sulla gestione dei rimborsi elettorali della Lega Nord. L'inchiesta si sta concentrando ora su una presunta gestione di fondi neri, cioè soldi di provenienza illecita che sarebbero entrati nelle casse del partito.

Non ci sono solo gli acquisti di lingotti d'oro e diamanti, effettuati dall'ex tesoriere Francesco Belsito, dal vicepresidente del Senato Rosi Mauro (espulsa dal partito ma in carica a Palazzo Madama) e dal senatore leghista Piergiorgio Stiffoni. Adesso si parla anche di operazioni che sarebbero state effettuate dallo stesso Belsito attraverso Siram, la società di servizi in ambito energetico e ambientale.

Sembra intanto aggravarsi la posizione di Stiffoni, uno dei tre membri del comitato amministrativo, sentito come teste dagli inquirenti. Le risposte date dall'esponente leghista sui movimenti dei conti non avrebbero convinto i magistrati. L'atteggiamento di ieri di Belsito invece, interrogato dalla procura di Milano, è risultato, stando a quanto si apprende, collaborativo.

L'ex tesoriere sarà ascoltato ancora domani, sempre a Milano, ma stavolta a dirigere l'interrogatorio saranno i pm di Reggio Calabria, davanti ai quali deve rispondere delle accuse di riciclaggio, mentre in Lombardia è accusato di appropriazione indebita e frode. Di fatto l'incontro di domani sarà un'occasione per i magistrati di fare il punto della situazione e coordinare le indagini. Intanto sull'indagine relativa ai fondi neri i magistrati milanesi potrebbero prendere contatti con i colleghi napoletani. Belsito è infatti indagato da tre procure: Napoli, Milano, Reggio Calabria.

Si cerca di capire come venissero costruiti i fondi neri. Nelle intercettazioni la responsabile amministrativa del partito Nadia Dagrada parla, come riassumono gli investigatori, del «nero che Bossi dava tempo fa al partito». Poi ci sono le analisi su una sorta di via-vai di denaro con l'ex tesoriere che avrebbe a volte versato sui conti della Lega soldi «in misura superiore ai redditi da lui percepiti». C'è anche l'episodio raccontato sempre dalla Dagrada: «Mi ricordo che, alcuni anni fa, l'ex amministratore della Lega Nord, Balocchi, portò in cassa 20 milioni di lire in contanti dopo essersi recato nell'ufficio di Bossi». Uno degli snodi nel quale potrebbe nascondersi il nero, secondo le ipotesi investigative, sarebbe il filone dell'inchiesta milanese che vede indagati l'uomo d'affari Stefano Bonet e ancora una volta Belsito. Ma l'attenzione degli inquirenti va anche agli investimenti in diamanti.
S.Mo.

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