Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2012 alle ore 09:15.
L'ultima modifica è del 27 aprile 2012 alle ore 09:20.

My24
Beppe Grillo (Ansa)Beppe Grillo (Ansa)

Beppe Grillo che definisce Giorgio Napolitano «una salma». E, a proposito della celebrazione della festa della Liberazione, non esclude che «davanti allo scempio dell'Italia di oggi i partigiani forse riprenderebbero in mano la mitraglia». Un déjà vu. Ma basta a riaccendere le polemiche a sinistra dopo l'invito del Capo dello Stato a «non dare fiato ai demagoghi di turno».

Inizia di buon mattino, con un'intervista al Fatto, quello che meno ci si aspetterebbe. Proprio lui, Antonio Di Pietro, certo non nuovo a soffiare sull'antipolitica ma proprio per questo il più "minacciato" dal successo annunciato del Movimento 5 stelle. «Da me non sentirete mai una parola contro Grillo: il male è il politico che ruba non un comico che fa politica», è la premessa. Poi l'affondo: «Tra me e Grillo c'è una sola differenza. Io critico ma voglio costruire un'alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta».

Il comico-blogger non l'ha presa bene. «Le parole di Tonino mi lasciano sbigottito. Spero che sia stato un lapsus. Da lui, proprio da lui, non me le aspettavo». Poi, in serata, nuovi quotidiani affondi contro partiti e istituzioni. Sul Capo dello Stato, reo di aver richiamato tutti sul rischio nuovi demagoghi: «Adesso ci si mette anche questo presidente dei partiti, ma qui è in gioco la Costituzione: noi non siamo l'antipolitica, abbiamo già 130 consiglieri eletti, lui deve stare super partes». Quanto ai partiti, «si stanno suicidando da soli».

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che di rischio «nuovi populismi sotto la pelle del Paese» parla da tempi non sospetti, non ha l'abitudine di rispondere alle innumerevoli uscite di Grillo. Ma ieri è voluto scendere in campo in difesa della prima carica dello Stato: «Il 25 aprile il presidente della Repubblica ha detto cose puntuali e serissime. Grillo ha risposto con insulti. Non si permetta. Grillo non si permetta e non si azzardi a dire che cosa direbbero, se tornassero, i partigiani. Perché i partigiani saprebbero cosa dire dell'uomo qualunque».

Quegli stessi partigiani – ha ricordato Bersani nel corso di un'iniziativa elettorale a Como – che «ci hanno dato una democrazia, una Costituzione che include l'articolo 49, compresi i partiti che devono ripulirsi e riformarsi perché così non va bene ma che sono l'ossatura della democrazia». Tranchant Pier Ferdinando Casini, che dice quello che pensano un po' tutti: «Grillo? Meglio dentro che fuori il Parlamento, così passa dalle chiacchiere ai fatti e fa i conti con la realtà».

Shopping24

Dai nostri archivi